ABORTIRE=UCCIDERE
30 DICEMBRE
Nella cittadina barocca di Militello in Val di Catania, Patrimonio mondiale dell’Umanità, conosciuta con l’appellativo di Firenze degli Iblei, s’è tenuta presso la sala Majorana nell meravigliosa Pinacoteca Comunale Sebastiano Guzzone nell’ex convento domenicano, una conferenza dibattito dal titolo ABORTIRE=UCCIDERE.
La conferenza è stata curata da me e dall’Assessore comunale di centro-destra Salvo Garufi, storico e filosofo che, in perfetta sintonia di vedute su questo tema, ha accolto subito la mia richiesta di collaborazione per questo evento.
Questo incontro s’è quindi svolto quindi in un ambiente caldo ed elegante, tra dipinti dell’800 ed alcune foto del grande fotografo francese Nadar, con un pubblico variegato, attento ed interessato. Dopo il discorso di Salvo Garufi che ha pure presentato l’idea di una rivista dal profilo cattolico-tradizionalista , metodico e preciso è stato l’intervento di Fernando Adonia, Dottore in filosofia, che ha spaziato sui temi cari a quello che è stato definito il “partito della morte” frutto di una certa cultura radical-chic che sempre con maggior forza propugna ateismo, omosessualità, aborto, eutanasia e persino pedofilia (come sta avvenendo in Olanda). Toccando questi temi, Adonia ha quindi esposto i punti cardinali del cosiddetto “pensiero forte” e cattolico, unica difesa e contrapposizione al declino della società contemporanea, pensiero incarnato in pieno da Forza Nuova. Adonia, col suo intervento, ha gettato le basi di un sistema di pensiero idoneo per affrontare lo scottante tema dell’aborto, esposto magistralmente con rigore scientifico ed etica cristiana dal Dottore Giuseppe Conti medico-ginecologo. La sua testimonianza di militante forzanovista, di cattolico praticante, la sua lezione scientifica accompagnata dalle immagini che scorrevano proiettate, hanno commosso e sconvolto i presenti di età ed estrazioni politiche molto diverse. La proiezione si è aperta e chiusa con l’immagine forte e protettiva di San Michele Arcangelo e si sono susseguite immagini di embrioni, feti, aborti, le foto della dolcissima storia di Samuel Arnas e alla fine il drammatico filmato The silent scream. Per tutto il tempo della conferenza, noi relatori siamo stati accompagnati dalla presenza di un passeggino vuoto che stava lì a rappresentare simbolicamente i milioni di innocenti soppressi dalla pratica abortista. In conclusione, ascoltando le considerazioni dei presenti, ho capito che tutti sono rimasti impressionati da questo argomento sul quale forse poco si parla come si dovrebbe ma che ha finalmente suscitato serie riflessioni attraverso il fascino suscitato dalla splendida esposizione del Dottor Conti.
Quindi, alla fine, penso proprio che si siano generati sentimenti unanimi e conclusioni comuni.
Credo che questo incontro abbia dato la giusta risposta alla metafisica domanda dal sapore shakespeariano sull’embrione ossia se questi sia un essere o un non essere, affermando senza indugio alcuno che l’aborto è a tutti gli effetti un omicidio al di là dei mesi di gravidanza, con la speranza che non ci sia più il bisogno di esibire come segno di protesta passeggini vuoti.
Pietro Paolo Messina




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