E bravo Kalash, finalmente qualcuno comincia a darmi retta....
L'irriverenza con cui Prodi ha liquidato le parole di Fassino sulla necessità di un'accelerata sui temi riformisti mi ha davvero sconcertato. Voglio dire, lo sappiamo che è Romano che deve gestire la fase mediatoria con la sinistra radicale, e che il baricenro dell'azione di questo governo è difficile da trovare; lo capisco che Romano non può uscire dicendo "ha ragione Fassino". Ma se è d'accordo con il segretario dei DS, che almeno se ne stia zitto. E invece no, se ne esce con questa smentita che avrebbe fatto incacchiare anche un santo, e francamente mette perfino a gente come me una paura da novanta addosso su quello che sarà il taglio futuro dell'azione di governo. Ma possibile che proprio Prodi, il Costruttore del Partito Democratico, l'Uccisore di Berlusconi, il Pontefice Massimo del centrosinsitra, non sia d'accordo con una sterzata radicale verso destra (cioè, verso il riformismo)? Così, rischia di sacrificare i due massimi partiti della coalizione e di accentuare il travaso di voti che sembra ci sia davvero verso il CDX. Prodi mi sembra inferocito, folle di gelosia e di paranoie. H apaura che lo vogliano far fuori; ma se continua a uscirsene così, ne avrà ben donde!!! Perché dubito che i segretari di DS e Margherita accetteranno che i loro partiti escano sconfitti dalla contesa col premier, e sulle loro posizioni si stanno muovendo i leader occulti del PD, a cominciare da De Benedetti.
Fassino ha convocato, di prepotenza, un incontro con i ministri DS per dettare la linea; Rutelli sarà a Firenze mercoledì per lanciare la nuova agenda riformista. Sembra che Piero e Francesco si stiano dando sponda vicendevolmente per ovviare agli svarioni di Prodi.
Il quale è con le spalle al muro.
Se tocca le pensioni, è morto. Se non le tocca, pure (e spero sia così, altrimenti, cambio partito come ha fatto Nicola Rossi). Nel frattempo, il 31 gennaio sarà pronta la legge sulle unioni civili, che qualche contraccolpo ulteriore lo porterà, da una parte o dall'altra.
Nell'aria, sento gli aromi di un cambio di maggioranza, che a un certo punto rischia di diventare una questione di sopravvivenza per l'asse riformista. Vedo Mastella, Follini e Casini sempre più in attesa di segnali, e un Veltroni in versione "campagna elettorale" che gira molto per farsi apprezzare.
Su una cosa sola sono certo: che Fassino e Rutelli non devono mollare. A Caserta si parrà la loro nobilitate....
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