Ecco cosa scrive un testo di religione in adozione nei licei sino al 2003 (ma magari lo è tuttora) in merito alla religione dei nostri antenati:
I pagani accusavano i cristiani di ateismo, perché rifiutavano il culto imperiale e non partecipavano a nessun'altra religione, e così gli dèi irritati avrebbero mandato disgrazie; li accusavano inoltre di disinteressarsi delle cose dello Stato, perché rifiutavano la carriera militare e le cariche politiche; di isolamento dal resto della società civile, perché non partecipavano alle feste licenziose, non frequentavano i bagni pubblici, digiunavano spesso, non ambivano al benessere da tutti ricercato, non praticavano l'aborto...Lo stesso testo non fa cenno alcuno alle persecuzioni antipagane. Si limita a dire che:La religione politeistica classica dei Greci si era fusa con la mitologia dei Romani, ma né l'una né l'altra era più presa sul serio dalla gente. La maggior parte dei Greci e dei Romani si limitava a fare un assenso formale, esteriore, alle antiche credenze e anche se prendeva parte ai riti pubblici (per esempio al culto dell'imperatore), interiormente non ci credeva più. Tuttavia l'uomo di allora rimaneva molto religioso, ma attendeva una parola forte e una verità credibile, non una vuota e ridicola mitologia. Pur inconsapevolmente era una umanità che aspettava una rivelazione del vero Dio, anche se il messia atteso da molti ebrei aveva ancora il volto di un liberatore politico e di un capo nazionalista.
... il tempo di alcune chiarifiche dottrinali ufficiali ad opera dei concili del IV e V secolo. Ma allora la Chiesa era già uscita dalla "illegalità", e per decisione di Costantino e Teodosio, omologata alla società civile.


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sulla frase in neretto in particolare ho riso per mezz'ora!
ah poi apriro discusione su sant'agostino


