Un articolo molto chiaro scritto da Piero Vernaglione sull'ultimo numero dei Quaderni Radicali:
http://web.venet.net/libridelponte/d...colo.asp?ID=56


Un articolo molto chiaro scritto da Piero Vernaglione sull'ultimo numero dei Quaderni Radicali:
http://web.venet.net/libridelponte/d...colo.asp?ID=56


E',forse, il punto piu' difficile,"poco chiaro" e dibattuto,dal punto di vista di un libertario. Io mi sono informato,ho preso diversi dati e punti di vista in considerazione. Anche perche',ultimamente, ne ho un certo interesse personale, che non guasta. Ho deciso: Contrario , ovviamente a qualsiasi forma di censura,statale e legalizzata, anche la piu'velata.A favore, pero', decisamente a favore del copyright.Non solo su internet.


Il titolo dell'articolo lincato è: "La PROPRIETA' INTELLETTUALE: E' UN DIRITTO?"
Il problema secondo la mia ottica libertaria è posto male, nel senso che il "diritto" non si applica necessariamente sulla proprietà, bensì sul "contratto" di vendita.
Potrebbe apparire una sottiliezza, ma non è così.
Un conto è il brevetto, ad esempio io invento "la ruota", che chiunque altro con il tempo, o in un altro luogo potrebbe inventare indipendentemente dalla mia originaria idea.
Io stabilisco, arbitrariamente, che quella idea è di mia esclusiva proprietà, poi vieto con la forza che chiunque altro possa utilizzare la stessa originaria invenzione, indipendentemente dal luogo, dal tempo o da liberi accordi intercorsi con questo "chiunque altro".
Sarebbe una bella pretesa!
Se voglio tutelare una mia invenzione, per trarne il massimo profitto, posso cercare di non divulgarla, ma accampare autoritariamente diritti sulle facoltà inventive degli altri individui, significa violare la loro libertà di pensiero.
Altra cosa è il "Diritto d'autore", diritto in quanto clausola di un libero contratto, stabilito tra l'autore ed i suoi clienti.
Cioè se io ti vendo una mia elaborazione per un certo utilizzo, chiaramente se tu te ne approfitti per utilizzarla per altri scopi non consentiti dal nostro libero accordo di vendita, dal contratto di vendita, stai commettendo una frode.
Cioè se io ti vendo una ruota con una certa decorazione, con tanto di mia firma o marchio, e tu la usi per trarne un calco e riprodurla tale e quale in serie, chiaramente sarebbe una truffa.
Io ti ho venduto la ruota non il marchio...


Questa è la posizione rothbardiana, che non mi convince del tutto.Originally posted by Renzo Audisio
Altra cosa è il "Diritto d'autore", diritto in quanto clausola di un libero contratto, stabilito tra l'autore ed i suoi clienti.
Cioè se io ti vendo una mia elaborazione per un certo utilizzo, chiaramente se tu te ne approfitti per utilizzarla per altri scopi non consentiti dal nostro libero accordo di vendita, dal contratto di vendita, stai commettendo una frode.
Cioè se io ti vendo una ruota con una certa decorazione, con tanto di mia firma o marchio, e tu la usi per trarne un calco e riprodurla tale e quale in serie, chiaramente sarebbe una truffa.
Io ti ho venduto la ruota non il marchio...
Mi spieghi in quali casi si vende una cosa "per un certo utilizzo"? Se tu mi vendi un'automobile è indubbio che tra i tanti utilizzi che posso farne (oddio, io non tanti, non ho la patente) non ci sia quello di divertirmi a metter sotto chi attraversa la strada, ma non perchè l'abbia stabilito il contratto: solo perchè l'aggressione è vietata. Ecco, io credo che qualsiasi uso non aggressivo di un bene regolarmente acquistato sia legittimo, per questo non riesco a convincermi della legittimità del diritto d'autore.
Comunque un dibattito libertario sui diritti d'autore l'avevamo fatto, nel nostro piccolo, anche su questo forum: lo si trova cliccando QUI.


No.. noARI6,
quando io ho parlato di "Utilizzo" (usando forse un termine che poteva dare adito a cattive interpretazioni) mi riferivo all'aspetto legato all'argomento in oggetto.
Forse avrei potuto parlare di "condizioni di vendita".
Ripeto un conto è se io compro una Ferrari per guidarla (alla velocità che mi pare), un'altro è comprarla per copiarla nei minimi particolari, riprodurla in serie, e rivenderla (come faceva anni fa un'azienda di mia conoscenza di Boves CN)...
Quando compro un'automobile, nel contratto di vendita non è compreso anche il progetto, che ha un valore molto maggiore, e soprattutto non è compreso il marchio, che ha un valore ancora superiore del singolo progetto.
Però posso copiare qualche innovazione tecnica, scoperta dalla Ferrrari ed applicata alla sua automobile, magari anche per applicarla meglio in un mio progetto, se sarò in grado di interpretarla correttamente, osservando la macchina. Se la Ferrari non vorrà farsi imitare le proprie innovazioni tecniche, potrà solo cercare di mascherarle in qualche modo.
Queste sono le differenze tra Copyrigt e Brevetto, entrambe riferibili ad una presunta "proprietà intellettuale" che io considero assurda, e che in quanto tale, cioè in quanto proprietà, avrebbe senso solo all'interno di un Stato.
Mentre invece io interpreto il "diritto" come legato, non alla proprietà, ma al contratto. Per me fuori da un libero contratto non esistono nè diritti nè doveri.
La Copyrigt è un diritto d'autore legata ad un contratto, quindi è accettabile da un libertario, mentre il secondo genere di diritto d'autore (il Brevetto) può essere legato solo ad una concessione Statale e quindi non ha alcuna validità per un individuo libertario indipendente.
In conclusione la proprietà (in assoluto) di per se non c'entra un tubo.
La "proprietà di un'idea" è una minchiata, i diritti ed i doveri fuori da un libero contratto sono delle imposture estranee alla Labertà e quindi al Libertarismo.
Anche l'aspetto indicato da te sull'utilizzo improprio di un acquisto non c'entra un tubo.
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Renzo Audisio ha scritto:
Però posso copiare qualche innovazione tecnica, scoperta dalla Ferrrari ed applicata alla sua automobile, magari anche per applicarla meglio in un mio progetto, se sarò in grado di interpretarla correttamente, osservando la macchina.
Renzo tu affermi che io posso copiare un'innovazione tecnica e inserirla nel mio progetto, l'estetica e quindi la resa aerodinamica non è forse un'innovazione tecnica???
Questo cosa vuol dire che io posso copiare l'estetica, ovvero la carrozzeria, poi mettere un motore e le restanti parti inventate da me???
Credo che la contraddizione sia più che evidente, se posso copiare un pezzo chi mi vieta di copiare l'intera macchina???


No... io dico che è "legge" solo i contratti che si firmano liberamente.
Quindi se io ti affido una mia "invenzione" con un certo contratto, va visto cosa c'è scritto in quel contratto.
Mentre invece contesto che si è "proprietari di una idea" solo perchè la si è avuta per prima.
Dire di essere "proprietari di una idea" è di una arroganza indicibile, di carattere assolutamente Statuale.


Un po semplicisticamente io credo:
1) che la proprietà intelluettuale non è un diritto poiché, manifestandosi verso l'esterno attraverso la comunicazione entra nel mondo della percezione umana, non è controllabile, è elaborabile e quindi non difendibile.
2) utilitaristicamente il problema si pone come alternativa tra la salvaguardia della "inventività", attraverso il brevetto (se non la garanzia di trarre una utilità dalla mia scoperta/invenzione non mi applico a inventare/scoprire) e l'utilità ed economicità delle invenzioni/scoperte a una moltitudine di popolazione.
Per cui credo che la proprietà intellettuale sia una necessità, ma che ne si debba fare un diritto con scadenza molto limitata nel tempo.
ai fini pratici mi sembra molto debole come tesi: mettiamo che io compro una macchina da te che va a patatine fritte. Facciamo un contratto in cui indichiamo che io posso solo guidarla e non riprodurla.Originally posted by Renzo Audisio
No... io dico che è "legge" solo i contratti che si firmano liberamente.
Quindi se io ti affido una mia "invenzione" con un certo contratto, va visto cosa c'è scritto in quel contratto.
Mentre invece contesto che si è "proprietari di una idea" solo perchè la si è avuta per prima.
Dire di essere "proprietari di una idea" è di una arroganza indicibile, di carattere assolutamente Statuale.
Ma se poi la copio e "ritengo" di aver avuto l'ide autonomamente a prescindere dal fatto di aver potuto visionare la tua invenzione e posto naturalmente quello che hai detto all'inizio e che cioè non può essere regolamentato il diritto di cpyright, come la mettiamo?
Meglio il diritto di copia totale


Ho trovato questo 3ad simile a quello che avevo aperto ed ho trovato interessante questa obiezione di Air6...se noi analizziamo il diritto naturale dal punto di vista tomista, nel momento in cui io mi approprio dell'oggetto posso sfruttarlo per qualsiasi genere di situazione, l'atto dell'appropriazione implica la possibilità di sfruttare l'oggetto o l'idea a 360 gradi...