La pressione fiscale reale in Italia è quasi al 50% del PIL, circa 10 punti in più di quanto stimato dall'ISTAT.
Lo afferma l'ufficio studi della CGIA di Mestre, che arriva a questo risultato stornando dal PIL la quota di sommerso economico.
Ciò significa che chi evade, anche se crea PIL, non paga tasse e contributi.
Questo dovrebbe insegnarci che si dovrebbe discutere con cautela quando ci si basa solo sul dato medio di p.f. dell'Istat; se le entrate, infatti, in un dato anno, dovessero dipendere in buona parte da recupero di evasione, potrebbe essere possibile che aumenti il dato medio di p.f. dell'Istat (es. nel 2006 al 41,7% stimato) ma diminusca la p.f. sull'economia sana (sotto il 50%). Quest'ultima p.f. è senz'altro quella più importante per lo sviluppo e la competitivtà di un paese.




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