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  1. #1
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    Una paga da fame. Come (non) si arriva a fine mese nel paese più ricco del mondo






    Milioni di americani, e non solo, lavorano ogni giorno duramente e senza sosta in cambio di salari modestissimi. Nel 1998, Barbara Ehrenreich (nella foto) decide per un paio di anni di fare la loro stessa vita, per cercare di capire meglio cosa c’è dietro le retoriche che invocano la fine dello stato sociale. Ma come si fa a sopravvivere? Barbara Ehrenreich lascia la sua bella casa, rinuncia a utilizzare le sue carte di credito e lo status di intellettuale e giornalista. Si mette a cercare lavoro e accetta di fare la cameriera, la donna delle pulizie, la commessa. Da queste sue esperienze, l’autrice ricava un libro dark ma al contempo divertente, che racconta in presa diretta l’America dei bassi salari, con le sue storie di solidarietà minuta e di grande umanità, ma anche la vita grama di tutti i giorni, con i pasti consumati per necessità nelle catene di fast-food e gli innumerevoli stratagemmi disperati per sopravvivere.





    Ibrahim

  2. #2
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    Barbara Ehrenreich è una sociologa americana, docente all'Università di Berkeley e giornalista. Scrive su "Time", "Harper's Magazine", "The Nation" e "The New York Time Magazine".

    Consiglio vivamente la lettura di questo bel libro che denuncia CON DATI DI FATTO e non con propaganda e sterili parole la situazione nel cosiddetto eldorado statunitense. La Ehrenreich ha fatto una vita d'inferno maha raccolto un'interessante testimonianza sul paese che, sul grande schermo, ci indicano come modello di vita...

    So che alcuni forumisti sono filoamericani " a prescindere" e raccontano le loro esperienze come di un paese dove la qualità della vita è massima. Peccato che abbiano visto quello che la loro (di certo invidiabile) posizione gli permetteva. Consiglio anche a loro questo libro, poi dopo ne potremo parlare tutti con cognizione di causa.

    Un saluto
    Ibrahim

  3. #3
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    Non voglio essere polemico.
    Io quando sono venuto in USA 4 anni fa ho iniziato con un salario inferiore ai 30000 dollari a New York che e' di gran lunga la citta' piu' cara.
    A parte il fatto che questo Paese in 4 anni mi ha offerto le opportunita' per quadruplicare il mio salario e svilupparmi professionalmente, devo dire che con 28800 dollari l'anno lordi vivevo tranquillamente, senza poter usufruire del welfare (food stamps tanto per citare una cosa) in quanto ai tempi non-residente e pagando 600 dollari d'affitto al mese e mantenendo un'auto.

    L'autore dice che non si arriva alla fine del mese. Ma quale mese? Quello della professoressa di Berkeley o quello della cameriera? I camerieri che conosco io guadagnano 1000 dollari a settimana cash.
    Io non prenderei come oro colato quello che dice l'autore. Prima bisognerebbe vedere il suo background. San Francisco e' la patria dei secular progressive, quelli per cui Howard Dean e' di estrema destra.
    Non nego che fare il cameriere nella middle america non sia sicuramente il meglio. Questo Paese ti offre le opportunita', tu le devi saper cogliere e sfruttare. Non c'e' scritto da nessuna parte che tutti devono essere broker a Wall Street e guadagnare milioni, ma sfido chiunque a negare il fatto che questo e' ancora il Paese, forse l'unico, dove partendo da zero puoi avere una carriera esaltante, anche e soprattutto come lavoratore dipendente.
    Come imprenditore? L'altro giorno un amico mi ha presentato un ragazzo albanese venuto dal kosovo ai tempi della guerra, quindi non moltissimo tempo fa.
    Beh, e' venuto qua senza niente ovviamente ed ora e' proprietario di una catena di pizzerie del valore di 200 milioni di dollari. Bella differenza con ad esempio l'Italia dove gli albanesi sono considerati spazzatura.

    Badate che non sto dicendo che tutti devono diventare milionari, ma solo il fatto che ci siano le possibilita' mette, secondo me, il Paese sopra il livello degli altri.
    Gli USA da sempre sono basati sull'individualismo. Il punto e' ch l'individuo e' veramente incentivato a far bene.
    Quelli che fanno male hanno successo? Ovviamente no. Hanno una vita piacevole? Sicuramente no.
    Qual e' il loro tenore di vita? Sicuramente non piu' basso di un individuo che non ha successo in un paese europeo.

  4. #4
    Segafredo
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    Sarrebal...ogni volta la stessa storia: ma vivono tutti a NY i 300milioni di americani?
    Possibile che non si capisca che metà della popolazione (faccio per dire...può essere di più o di meno, ma comunque milioni) vive male, ha stipendi ridicoli o addirittura è disoccupata. Non ci sono solo i grossi centri, ci sono anche le periferie e le cittadine diroccate (Flint, Michigan...lo dicono loro non lo dico io).

    E' come dire: vedi Montezemolo, Berlusconi, Tronchetti Provera, De Benedetti, Colanninno ecc ecc...e poi scopri che i poveri in Italia sono 6,5 milioni...l'11,4% della popolazione!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Segafredo Visualizza Messaggio
    Sarrebal...ogni volta la stessa storia: ma vivono tutti a NY i 300milioni di americani?
    Possibile che non si capisca che metà della popolazione (faccio per dire...può essere di più o di meno, ma comunque milioni) vive male, ha stipendi ridicoli o addirittura è disoccupata. Non ci sono solo i grossi centri, ci sono anche le periferie e le cittadine diroccate (Flint, Michigan...lo dicono loro non lo dico io).

    E' come dire: vedi Montezemolo, Berlusconi, Tronchetti Provera, De Benedetti, Colanninno ecc ecc...e poi scopri che i poveri in Italia sono 6,5 milioni...l'11,4% della popolazione!
    Meta' della popolazione disoccupata?
    Veramente l'ultimo dato dice 4.5%, cioe' piu' o meno pieno impiego.
    E' vero che non tutti vivono a New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago, Boston, Philadelphia, Houston, Dallas, Seattle, Miami, Denver, Atlanta (e mi dimentico altre metropoli).
    Ma e' anche vero che se a Manhattan un bilocale non lo trovi a meno di mezzo milione, e' anche vero che fuori citta' trovi una casa di 4000 piedi quadrati per 150000 dollari. Tutto e' relativo.
    Il punto e' che qua se sei bravo hai successo. Equazione quasi matematica. Negli altri posti, Europa in primis, no.

  6. #6
    Segafredo
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    Citazione Originariamente Scritto da sarrebal Visualizza Messaggio
    Meta' della popolazione disoccupata?
    Veramente l'ultimo dato dice 4.5%, cioe' piu' o meno pieno impiego.
    E' vero che non tutti vivono a New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago, Boston, Philadelphia, Houston, Dallas, Seattle, Miami, Denver, Atlanta (e mi dimentico altre metropoli).
    Ma e' anche vero che se a Manhattan un bilocale non lo trovi a meno di mezzo milione, e' anche vero che fuori citta' trovi una casa di 4000 piedi quadrati per 150000 dollari. Tutto e' relativo.
    Evidentemente ti sei dimenticato l'italiano:

    Possibile che non si capisca che metà della popolazione (faccio per dire...può essere di più o di meno, ma comunque milioni) vive male, ha stipendi ridicoli o addirittura è disoccupata

    E' un po più chiaro adesso?


    Comunque, continui a vedere quel che vuoi tu: non sono mai stato a NY, ma non mi pare che Harlem e Bronx, tanto per dire, siano paradisi terrestri. Parliamo di Detroit? Hai mai visto la downtown? Una città fantasma.
    Hai mai visto Milano? In certe zone è palese la ricchezza, interi quartieri...ma sono essi rappresentativi dell'Italia?
    E così pure i ricchi quartieri di Manhattan non sono rappresentativi dell'america...

    Citazione Originariamente Scritto da sarrebal Visualizza Messaggio
    Il punto e' che qua se sei bravo hai successo. Equazione quasi matematica. Negli altri posti, Europa in primis, no.
    E' talmente matematica che è applicabilissima alla mentalità Usa:
    SE sei bravo. E se NON lo sei?

    E non mi dire che gli Usa adesso hanno uno stato sociale...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Segafredo Visualizza Messaggio

    Comunque, continui a vedere quel che vuoi tu: non sono mai stato a NY, ma non mi pare che Harlem e Bronx, tanto per dire, siano paradisi terrestri. Parliamo di Detroit? Hai mai visto la downtown? Una città fantasma.
    Hai mai visto Milano? In certe zone è palese la ricchezza, interi quartieri...ma sono essi rappresentativi dell'Italia?
    E così pure i ricchi quartieri di Manhattan non sono rappresentativi dell'america...



    E' talmente matematica che è applicabilissima alla mentalità Usa:
    SE sei bravo. E se NON lo sei?

    E non mi dire che gli Usa adesso hanno uno stato sociale...
    Harlem e Bronx?
    Sei rimasto agli anni '80, amico mio.
    Harlem soprattutto ora e' una zona molto trendy. Moltissimi bianchi ci vivono (molti italiani appena arrivati soprattutto) e i prezzi sono andati alle stelle.
    Tra l'altro Harlem ha delle case (brownstones) bellissime e dei bellissimi parchi.
    Il bronx sta seguendo la stessa strada.
    Dowtown fantasma? Tipica caratteristica delle citta' americane (New York esclusa). Sono tutti uffici ed e' normale che di notte non ci sia nessuno in giro. La gente vive nei sobborghi.
    Gli USA hanno molti problemi, pero' mi piacerebbe discuterne senza dover ogni volta stare a parlare dei soliti luoghi comuni, tipo Harlem e il Bronx.

    Lo Stato sociale? Anche qui mi dispiace deluderti. Esiste. Esiste la pensione statale e perfino gli ospedali pubblici. Lungi dall'affermare che il sistema sanitario sia perfetto, ma anche qua evitiamo i luoghi comuni per favore.

  8. #8
    Segafredo
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    Citazione Originariamente Scritto da sarrebal Visualizza Messaggio
    Harlem e Bronx?
    Sei rimasto agli anni '80, amico mio.
    Harlem soprattutto ora e' una zona molto trendy. Moltissimi bianchi ci vivono (molti italiani appena arrivati soprattutto) e i prezzi sono andati alle stelle.
    Tra l'altro Harlem ha delle case (brownstones) bellissime e dei bellissimi parchi.
    Il bronx sta seguendo la stessa strada.
    Dowtown fantasma? Tipica caratteristica delle citta' americane (New York esclusa). Sono tutti uffici ed e' normale che di notte non ci sia nessuno in giro. La gente vive nei sobborghi.
    Gli USA hanno molti problemi, pero' mi piacerebbe discuterne senza dover ogni volta stare a parlare dei soliti luoghi comuni, tipo Harlem e il Bronx.

    Lo Stato sociale? Anche qui mi dispiace deluderti. Esiste. Esiste la pensione statale e perfino gli ospedali pubblici. Lungi dall'affermare che il sistema sanitario sia perfetto, ma anche qua evitiamo i luoghi comuni per favore.

    Niente luoghi comuni, lo stato sociale americano è microscopico rispetto a quello europeo. Su questo non puoi dire niente nenache tu.
    Quanto alla downtown di Detroit...no, mi dispiace, è fantasma da tutti i punti di vista. E' abbandonata, se preferisci.
    Avevo letto che ad Harlem le cose stavano cambiando, ma sbaglio o una parte del quartiere è ancora ispanica?
    Quanto al Bronx, si è vero, anche di questo ho letto, ma non si inventano paradisi dal nulla...se non è più il Bronx, dove soino finiti i delinquenti?
    E' come ripulire Secondigliano a Napoli...restano Sanità, Forcella e tutto il resto

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Segafredo Visualizza Messaggio
    Avevo letto che ad Harlem le cose stavano cambiando, ma sbaglio o una parte del quartiere è ancora ispanica?
    Quanto al Bronx, si è vero, anche di questo ho letto, ma non si inventano paradisi dal nulla...se non è più il Bronx, dove soino finiti i delinquenti?
    E' come ripulire Secondigliano a Napoli...restano Sanità, Forcella e tutto il resto
    La parte est di Harlem (El Barrio o Spanish Harlem) e' a prevalenza portoricana. Non e' graziosa come la parte ovest (quella nera delle chiese di Gospel) ma vivibilissima e gli appartamenti sono enormi.
    Nessun paradiso nel Bronx (anche se ci sono quartieri molto residenziali con ville molto belle), ma sta diventando molto piu' upscale di quello che era prima.
    I delinquenti? Quelli non hanno residenza fissa, come ovunque.
    Puoi essere rapinato in Times' Square, se e' per questo.

  10. #10
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    Mia cugina, dopo la laurea si è trasferita a los angeles, primo impiego 5000 dollari, più assicurazione sanitaria inclusa.

 

 
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