Potremmo chiamarlo il nuovo caso Echelon in omaggio alla rete
statunitense di supercontrollo satellitare mai smantellata e sempre operante
grazie alle sue ineliminabili keywords. Ma in realtà i nuovi apparati di
vigilanza e controllo messi a punto dall’Intelligence di Oltre Oceano
trascendono le tecniche “tradizionali” e consentono al “Grande Fratello”
di spiare, monitorare e schedare utilizzando i terminali delle
compagnie europee di viaggio. Tutte le e-mail e le transazioni fatte con carte
di credito dai cittadini europei in volo per gli USA possono, con il
nuovo anno, essere passate al setaccio dalle autorità americane. Che
potranno anche – grazie all’utilizzo dei messaggi e dei dati in possesso
delle compagnie aeree ed a prescindere dal viaggio effettivamente fatto
dall’ignaro passeggero o da chi per suo conto abbia per lui pagato o
comunicato con la propria e-mail – procedere ad una capillare schedatura
che non riguarda soltanto i dati personali ma anche le “abitudini”
personali quali, ad esempio, il tipo dei pasti ordinati in base alla fede
religiosa. Sono ben 34 i tipi d’informazione che le autorità americane
avranno a loro disposizione e che, naturalmente, finiranno negli archivi
della National Security Agency, la più capillare e misteriosa agenzia
di spionaggio.
Ancora una volta la Ue ha ceduto al ricatto di Washington, che ha
minacciato di bandire dai suoi aeroporti le compagnie che si fossero
rifiutate di consegnare informazioni sui passeggeri, ed ha siglato lo scorso
ottobre il Personal Name Record. Tenuto cialtronescamente nascosto. A
darne notizia è stato il Daily Telegraph che ha pubblicato i documenti
sull’intesa ottenuti, in base alla legge sulla libertà d’informazione,
dal ministero dei Trasporti britannico. A tal punto una fonte della Ue ha
spudoratamente sostenuto che “le informazioni sulle carte di credito e
l’accesso ai messaggi e-mail dei passeggeri sono completamente estranee
all’accordo”. Siamo al solito gioco delle parti che vede il padrone
comandare e il servo ubbidire, sia pure con licenza di mentire. La
conferma, laddove ve ne fosse bisogno, viene fornita dal Garante italiano
della privacy che ha giustificato il comportamento di sudditanza tenuto
dalla Commissione europea affermando, a cuor leggero, che questa ha
negoziato l’accordo come se si trattasse di un’intesa commerciale, mentre il
problema riguardava la sicurezza”. E però, ha aggiunto l’ineffabile
Francesco Pizzetti, “l’accordo dovrà essere rinegoziato entro la fine del
2007”.
E già il gendarme planetario - affaccendato nel frattempo a riportare
con le sue “cannoniere volanti” l’ordine in Somalia – va progettando
altre forme di controllo, quali il rilevare le impronte di entrambe le
mani (non più quelle di due dita) dei cittadini stranieri che approdano
negli aeroporti americani e da conservare nei database dell’Fbi,
dell’Nsa e delle altre agenzie di intelligence. “Inizieremo il test in
alcuni aeroporti. Cominceremo quest’estate” ha dichiarato un portavoce del
Dipartimento per la sicurezza nazionale. “State attenti. Per una
famiglia in vacanza sulla baia di San Francisco potrebbe facilmente diventare
un incubo” ribatte l’ineffabile Simon Davies presidente
dell’associazione per i diritti civili Privacy International”. “Ma che minchia ci
andate a fare – concludiamo noi – in vacanza negli States?”. E aggiungiamo
“Forza hackers!” invitandovi ad entrare nei sistemi di monitoraggio per
colpirli e possibilmente annientarli. Le keywords le conoscete.

Paolo Signorelli