Vaticalia vista da un giornalista estero
Il peso della chiesa cattolica nella vita pubblica è una di quelle anomalie italiane che fanno sudare noi corrispondenti stranieri. Ecco una formula semplice per un articolo sul tema: riferisci dei recenti dibattiti su fecondazione assistita o eutanasia; confronta la legislazione italiana con quella più liberale di altri paesi; rammenta brevemente al lettore l’indirizzo del quartier generale mondiale del cattolicesimo; cita un paio di esternazioni di Buttiglione e di Pannella. Se poi vuoi proprio strafare, prova a spiegare il paradosso per cui la “diaspora” dei politici cattolici dopo la scomparsa della Dc – e la conseguente gara a far colpo Oltretevere – ha aumentato, invece di ridurla, l’influenza del Vaticano sulla vita politica. Anche se con questi dettagli rischi di confondere i lettori stranieri. Questo quadro lascia però fuori un protagonista decisivo. No, non è il papa né il cardinal Ruini, le cui convinzioni sono limpide quanto quelle di Pannella. Non è neanche Francesco Rutelli, l’ennesimo leader italiano che per assicurarsi un futuro tenta di conquistare la fiducia e il voto dei cattolici. E non sono nemmeno i politici convinti che la chiesa non si discuta. Il vero protagonista è chi non la contrasta. L’anomalia di un’Italia sempre meno cattolica, ma dove la chiesa conta sempre di più, può stare in piedi solo grazie al tacito consenso dell’establishment di sinistra. […] Qui non siamo di fronte alle trite questioni destra-sinistra o cattolici-laici. Il problema è più serio, e l’ho capito mentre seguivo un procedimento penale in corso a Milano, dove l’imputato era un musulmano osservante. Ebbene: alle spalle del giudice che doveva decidere del suo futuro troneggiava un grande affresco con Cristo in croce. E allora, la notizia di oggi è che forse l’Italia non può più permettersi il lusso di vivere con le sue anomalie. A cominciare da un sistema politico impotente, che di tutte queste anomalie è la fonte.
Il testo integrale dell’articolo di Jeff Israely è stato pubblicato sul sito di Internazionale




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