Mi giunge notizia che il compagno Cannavò, parlamentare di rifondazione, è stato messo sotto accusa dalla segreteria per la sua doverosa e auspicabile astensione di fronte all'approvazione dell'aberrante legge finanziaria Padoa Schioppa/Montezemolo/ABI, e che tale accusa si è estesa per magia a tutta l'area programmatica a cui Cannavò appartiene (Sinistra Critica), nonostante altri componenti della medesima area, seppur per mero spirito di partito, abbiano votato a favore in Senato (mi riferisco a Turigliatto). Questa messa all'indice si è tradotta, mi pare di capire, con la proposta di depennamento dei compagni di Sinistra Critica da ogni ruolo di responsabilità nel partito a livello nazionale (!!), proposta per ora sospesa dalla Direzione Nazionale, data l'insensatezza di un provvedimento del genere. Gennaro Migliore ha pure posto la questione davanti al CNG, quando è evidente che l'unica violazione di mandato nel partito è quella tra maggioranza bertinottiana e iscritti. Ovviamente i veri motivi di tale vicenda a mio modesto parere sono ben altri, a partire dalla necessità di controllare militarmente un partito nel quale il distacco tra dirigenza nazionale e militanza è preoccupante, ed in cui il malcontento per la patetica gestione della linea governista aumenta ogni giorno di più. Motivi questi che hanno già influito sulle modalità con cui si terrà a febbraio la conferenza d'organizzazione, con i risultati che ben sappiamo. Al compagno Cannavò e ai compagni di Sinistra Critica, messi in mezzo dagli organi dirigenti, va quindi il massimo appoggio. Qui di seguito ciò che è trapelato dai giornali, a partire dall'intervento di Cannavò e Turigliatto su Liberazione e la conseguente risposta di Ferrara.




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