Un progetto della Regione per favorire l'utilizzo di cure preventive e appropriate


Ancona, 11 gen. - (Adnkronos) - Nei presidi distrettuali delle Zone territoriali dell'Azienda sanitaria unica regionale Marche saranno potenziati gli ambulatori di medicina generale per immigrati non in possesso di permesso di soggiorno, rifugiati e che hanno richiesto asilo, in particolare senza fissa dimora. Lo ha deciso la Giunta regionale in considerazione della necessita' di ridurre le disuguaglianze nella salute generate da impedimenti all'integrazione nella comunita' locale, da poverta' o da deprivazione sociale e culturale. I dati, infatti, mostrano un aumento, tra la popolazione immigrata, delle malattie legate a condizioni e stili di vita malsani come turbercolosi, Aids, alcolismo, disagio psichico, ricorso tardivo ai controlli durante la gravidanza, al pediatra e alle vaccinazioni.
L'obiettivo della Regione e' percio' offrire interventi di prevenzione e promozione della salute e abbattere le barriere burocratiche e culturali per l'accesso a cure tempestive e appropriate.

Nell'organizzazione sono previste una serie di attivita' che vanno dall'apertura di punti salute per immigrati, non in possesso di permesso di soggiorno, nei distretti sanitari ad accesso diretto, facilmente raggiungibili e visibili, all'individuazione all'interno di ciascuna Zona territoriale di personale esperto e motivato a fornire l'assistenza sanitaria di medicina generale.

E' previsto inoltre l'iscrizione degli stranieri utilizzando gli stessi files dei cittadini residenti, la realizzazione di percorsi facilitati, la promozione e l'offerta attiva del servizio, il collegamento in rete con altri servizi distrettuali, in particolare con i Dipartimenti di prevenzione per le vaccinazioni ai bambini, con pediatri di base, consultori, servizi sociali dei Comuni e degli ambiti, l'istituzione di un gruppo di lavoro regionale permanente per aumentare i percorsi e le azioni di miglioramento di fruizione al servizio. La Giunta raccomanda la partecipazione delle Zone territoriali ad accordi di programma con i Comuni e con gli ambiti territoriali per l'impiego di servizi di mediazione interculturale in modo da rimuovere gli ostacoli linguistico culturali tra operatori italiani e pazienti stranieri, per favorire le informazioni sui servizi agli stranieri e per facilitare il lavoro degli operatori nell'erogazione dell'assistenza.