(PRIMA) ROMA - Giovedì 25 gennaio all’Auditorium Ara Pacis di Roma, le Associazioni Altromodo, Opera Nomadi e E.T.I.C.A. presentano La Memoria degli Altri: dalle ore 9 fino a tarda serata una serie di spettacoli, conferenze, documentari e concerti in occasione della giornata della memoria 2007.
Perché la Memoria degli Altri? E’ il primo appuntamento di un progetto triennale che partendo dalla celebrazioni della Giornata della Memoria si estende e vuole ricordare il dramma degli altri, in questi caso i Rom , vissuto nello stesso contesto storico e che non sono stati finora ricordati. Quest’anno quindi il Porrajmos dei Rom, e successivamente ricordare l’ annientamento dei disabili e poi quello degli omosessuali. Questo è il desiderio dei due ideatori del progetto ovvero Angela Teichner Accardi, dell’Associazione Altromodo e Vittorio Pavoncello, Associazione E.T.I.C.A.. Gli stessi infatti dichiarano che l’idea è nata dalla sensazione di una scarsa considerazione verso i Rom, sterminati con logiche simili a quelle degli ebrei, rendendo cosi loro attraverso la comune celebrazione quella giustizia finora disattesa. Questo si deve sia alla complessa situazione attuale dei Rom che al loro meccanismo di ricordo per i morti che è del tutto particolare. Per i Rom infatti i morti vanno lasciati riposare in pace; non hanno quindi una cultura del ricordo, della sua importanza e valenza storica. Per gli ebrei invece la memoria ha una estrema importanza, sia storica che sociale. Due popoli quindi molto diversi tra loro ma uguali nell’essere state vittime del nazismo, perseguitati e sterminati nei Lager. Cosi gli ebrei che hanno nel tempo consolidato la memoria e la sua valenza per l’umanità aprono e offrono agli altri le modalità e le acquisizioni fatte nel campo della memoria storica. Il progetto triennale “La memoria degli Altri” unisce perciò popoli differenti ma accomunati da quello che hanno subito anche se in diverse proporzioni spostando così il discorso da un livello numerico a quello di identità. Ecco perché ricordare i disabili, gli omosessuali, le altre minoranze di identità che dai nazisti venivano giudicate razzialmente. La volontà di fare un’operazione ampia e più completa contro il razzismo, cercando di disinnescare quell’odio razziale già scoppiato durante la seconda guerra mondiale ma sempre a rischio di ritornare anche ai giorni nostri.
Ricordare oggi quello che è stato significa voler che non succeda mai più una cosa simile.
Ricordare che siamo tutti esseri umani uguali.
(PRIMA)



Data: 12/01/07 14:41
Autore: RED-COM