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Discussione: Vergogna Germania!

  1. #1
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    Predefinito Vergogna Germania!

    La Germania proporrà a tutta l'UE di incarcerare che nega l'Olocausto! Alla faccia della libertà di espressione! La Merkel si vergogni.

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  2. #2
    alfredoibba
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    Spero che i disadattati tedeschi mattano la Germania a ferro e a fuoco arrivati a questo punto.

  3. #3
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    e chi ha detto che nel capitalismo democratico ci sia mai stata libertà di espressione?

  4. #4
    legio_taurinensis
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    $ion detta
    gli altri eseguono.
    Solite storie.

  5. #5
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    ...bhe la Merkel è una mezza ebrea non dovrebbe stupire...

  6. #6
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    Angela Merkel, una neo-conservatrice alla Presidenza dell’Unione Europea
    Thierry Meyssan – tratto da www.voltairenet.org/article144629.html#auteur29

    Mentre Angela Merkel assume la presidenza dell'Unione europea nel primo semestre 2007, Thierry Meyssan ritorna sul percorso sorprendente di questa responsabile della propaganda comunista della RDA diventata cancelliere cristiano democratica della Germania riunificata.
    Sottolinea i suoi legami assunti con i neo-conservatori e la sua concezione di una leadership degli Stati Uniti in Europa


    Angela Merkel e George Walker Bush

    Angela Merkel è nata nel 1954 ad Amburgo (Repubblica Federale tedesca). Poco dopo la sua nascita, la famiglia fece la scelta poco comune di passare all'Est. Suo padre, pastore della chiesa luterana, fonda un seminario nella Repubblica Democratica tedesca e dirige una casa per handicappati. Si astiene da ogni critica pubblica contro il regime ed usufruisce di uno statuto sociale privilegiato: dispone di due automobili e si muove spesso all'Ovest.
    Angela Merkel prosegue gli studi brillantemente, fino al suo dottorato in fisica. Sposa un fisico, Ulrich Merkel, di cui divorzia rapidamente. Quindi, si trasferisce con il professore Joachim Sauer, divorziato pure lui, ma già padre di due bambini. La Sig.ra Merkel diventa ricercatrice in fisica quantistica all'Accademia delle Scienze.

    Contemporaneamente, si impegna in politica dentro la Freie Deutsche Jugend (gioventù libere tedesche), l'organizzazione di inquadramento dei giovani devoti allo Stato. Sale di grado al punto da diventare segretario del dipartimento agitazione e propaganda. Diventa una delle principali esperti in comunicazione politica della dittatura socialista. A titolo professionale e politico, viaggia spesso nell'ambito del blocco sovietico, in particolare a Mosca, ancor più parla correttamente il russo.

    Benché sia stata auspicata e preparata da tempo, la caduta del muro di Berlino, nel novembre 1989, sorprende tutte le cancellerie. La CIA tenta di costituire il cambio reclutando responsabili del "ancien régime" che accettano di servire gli Stati Uniti come lo fecero per l'URSS.
    Un mese più tardi, Angela Merkel volta gabbana e senza avvertire passa con armi e bagagli al Demokratischer Aufbruch (Risveglio Democratico), un nuovo movimento ispirato della democrazia cristiana tedesco-occidentale. Occupa immediatamente le stesse funzioni precedenti, tranne che il posto è intitolato secondo il vocabolario tedesco-occidentale: "incaricata delle relazioni con la stampa".

    Tuttavia, sembra che il presidente del Demokratischer Aufbruch, Wolfgang Schnur è un ex collaboratore della Stasi, la polizia politica della dittatura socialista. La Sig.ra Merkel stessa annuncia alla stampa queste notizie dolorose che costringono il sig. Schnur a dimettersi e gli permettono di prendere il suo posto alla presidenza del movimento.
    Al termine delle ultime elezioni legislative della RDA, entra al governo di Lothar de Maizière, di cui ne diventa il portavoce, benché Demokratischer Aufbruch abbia raccolto soltanto lo 0,9% dei voti. Soprattutto, in questo periodo transitorio, partecipa attivamente ai negoziati "2+4" che mettono fine allo statuto quatripartitico di Berlino e all'occupazione alleata, come pure ai negoziati in previsione della riunificazione tedesca. Per evitare, dice lei, un esodo massiccio dall'Est verso l'Ovest, ella si applica a fare entrare senza indugio nella RDA nell'economia di mercato e la zona Marco.


    Angela Merkel e Ehud Olmert

    Al suo fianco, il compagno, Joachim Sauer, lavora nella ditta statunitense Biosym Technology. Passa un anno a San Diego (California) nel laboratorio di questa società che collabora col Pentagono. Resterà successivamente come esperto presso Accelrys, un'altra società di San Diego collaboratrice del Pentagono. A suo fianco, Angela Merkel perfeziona il suo inglese.
    Una volta sciolta la RDA nella RFA e Demokratischer Aufbruch nel Christlich Demokratischen Unione (CDU - Unione dei cristiani democratici), Angela Merkel è eletta deputato al Bundestag ed entra nel governo di Helmut Kohl. Benché quest'ultimo nonostante le tradizioni, sceglie questa giovane donna venuta dall'Est, divorziata, senza figli e convivente, come Ministro della famiglia, della Gioventù e della condizione delle donne.

    In 14 mesi, la responsabile comunista della propaganda delle gioventù della RDA è diventata Ministro cristiano democratico della gioventù della RFA. D'altra parte, lascerà un magro bilancio nel suo primo ministero.
    Proseguendo la sua carriera all'interno della CDU, Angela Merkel tenta invano di farsi eleggere alla presidenza regionale del partito di Brandeburgo. Tuttavia, Lothar de Maizière, che è diventato vicepresidente nazionale del partito, e accusato di relazioni lontane con la polizia politica tedesca dell’est deve dimettersi. La Sig.ra Merkel lo sostituisce.

    Nel 1994, il Ministro dell'ambiente, della Protezione della natura e per la sicurezza nucleare, Klaus Töpfer, viene nominato alla direzione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, al termine di un lunga braccio di ferro che lo oppone alla Federazione delle camere di commercio e d'industria (DIHK). Questi ultimi gli rimproverano di sottovalutare le realtà economiche. Helmut Kohl nomina allora la sua protetta per sostituirlo mettendo così fine alla crisi. Subito dopo il suo arrivo al ministero, fa pulizia allontanando gli alti funzionari rimasti fedeli al suo predecessore.

    È a questo periodo che fa amicizia con il suo omologo francese, Dominique Voynet.
    Nel 1998, il cancelliere Kohl fa sapere agli Stati Uniti la sua opposizione ad un intervento internazionale in Kosovo. Mentre i democratici sociali di Gerhard Schröder e i Verdi di Joschka Fischer comparano Slobodan Milosevic ad Adolf Hitler e chiedono la guerra umanitaria.
    La stampa atlantica allora si scatenò allora contro il cancelliere attribuendogli le difficoltà economiche del paese a seguito della riunificazione. I cristiani democratici sono scappati dall'ondata rosso-verde delle elezioni di settembre 1998. Schröder accede alla cancelleria e nomina Fischer, Ministro degli Esteri.

    Tuttavia, appare che Helmut Kohl e la sua guardia ravvicinata ha accettato finanziamenti occulti dal CDU, ma rifiuta di rivelare i nomi dei donatori per rispettare la parola data.
    Angela Merkel pubblica allora un’editoriale coraggioso nello Frankfürter Allgemeine Zeitung (1) pur distanziandosi dai suoi mentori. In questo modo, ha costretto Helmut Kohl a ritirarsi dal partito, quindi il presidente del CDU, Wolfgang Schäuble, a dimettersi. In nome della morale pubblica, si è impadronita così della presidenza del partito. Lungo la strada, si è conformata alla morale cristiana democratica sposando il suo compagno.

    Ormai Angela Merkel è pubblicamente sostenuta da due gruppi mediatici.
    Può contare su Friede Springer, erede del gruppo Axel Springer (180 giornali e riviste di cui Bild, Die Welt...). I giornalisti del gruppo sono obbligati a firmare una clausola editoriale che precisa che devono lavorare allo sviluppo dei legami transatlantici e alla difesa dello Stato di Israele.
    Angela Merkel può anche contare sulla sua amica Liz Mohn, direttrice del gruppo Bertelsmann, numero uno dei mass media in Europa (gruppo RTL, gruppo Prisma, gruppo Random House ecc.).

    La Sig.ra Mohn è anche vice presidente della fondazione Bertelsmann, pilastro intellettuale dell’atlantismo europeo.
    Angela Merkel s’appoggia sui consigli di Jeffrey Gedmin, il suo collegamento a Berlino del clan Bush. Questo lobbista ha inizialmente lavorato all’American Enterprise Institute (AEI) (2) sotto la direzione di Richard Perle e della signora Dick Cheney. Incoraggiò vivamente la creazione dell'euro a parità con il dollaro. Nell'ambito dell’AEI, ha diretto la Nuova iniziativa atlantica (NAI) che riuniva tutti quelli che contano tra generali e politici filoamericani in Europa.

    Quindi ha partecipato al Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC) ed ha redatto il capitolo sull'Europa nel programma dei neo-conservatori. Vi segnala che l'Unione europea deve restare sotto l'autorità della NATO e che ciò non può essere realizzato che "scoraggiando gli appelli europei all'emancipazione" (3). Infine, è amministratore del Consiglio della Comunità Delle Democrazie (CCD) (4), che raccomanda un'ONU a due marce, ed ha preso la direzione dell'Aspen Institute di Berlino (5). Successivamente, ha declinato l'offerta del suo amico John Bolton (6) per diventare ambasciatore aggiunto degli Stati Uniti all'ONU in modo da dedicarsi esclusivamente all’inquadramento di Angela Merkel

    Nel 2003, il dipartimento di Stato affida a Jeffrey Gedmin e Craig Kennedy un vasto programma di "diplomazia pubblica", cioè di propaganda, che include le sovvenzioni segrete a giornalisti e opinionisti in Europa occidentale (7).
    Nel 2003, il cancelliere Gerhard Schröder si oppone all'operazione anglosassone in Iraq. Angela Merkel pubblica allora un’editoriale coraggioso nel Washington Post (8) nel quale, confuta la dottrina Chirac-Schröder d'indipendenza dell'Europa, affermando la sua gratitudine e la sua amicizia all'America", e sostiene la guerra.
    Nel maggio 2004, rimescola le carte imponendo l'elezione alla presidenza della Repubblica Federale di Germania del banchiere Horst Köhler, principale redattore del Trattato di Maastricht e artefice dell'euro, presidente della BERD (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo) e direttore del FMI (Fondo Monetario Internazionale). Poi, lancia una campagna "patriottica" contro l’islamismo radicale.

    Lunga tutta la campagna legislativa del 2005, la Merkel stigmatizza l'aumento della disoccupazione e l’incuria dei socialisti democratici nel diminuirla. La CDU avanza di 21 punti nei sondaggi. E’ allora che il suo consigliere occulto, Jeffrey Gedmin, l’interpella in una lettera aperta pubblicata da Die Welt. Dopo avere criticato il modello economico tedesco, egli scrive: "Prima di fare avanzare il paese, dovete superare intellettualmente quest'individui nostalgici che trascinano i piedi. Se Sarkozy succede a Chirac, forse la Francia conoscerà uno sviluppo. Sarebbe spiacevole che la Germania continuasse a regredire". Rispondendo a quest'invito, Angela Merkel rivela le sue soluzioni. Mette davanti uno dei suoi consulenti, l'ex-giudice alla Corte costituzionale Paul Kirchhof, ed il gruppo dell'iniziativa Neue Soziale Marktwirtschaft (l'iniziativa per la nuova economia sociale di mercato) (9). Annuncia la soppressione della progressività dell'imposta sul reddito: il tasso sarà lo stesso per quelli che hanno soltanto il necessario e coloro che vivono nel superfluo. Il cancelliere uscente, Gerhard Schröder critica duramente questo progetto in occasione di un dibattito televisivo. Il vantaggio del CDU è polverizzato. In definitiva, la CDU ottiene il 35% dei voti e la SPD 34 %, il resto si è disperso tra le piccole formazioni. I tedeschi non volevano più Schröder, ma nemmeno la Merkel. Al termine di lunghe e penose trattative, una grande coalizione è costituita: Angela Merkel è cancelliere, ma deve cedere la metà dei ministeri all’opposizione.

    Impose la partecipazione di un contingente tedesco alla forza multinazionale comandata dagli Stati Uniti in Afghanistan. Quindi, in occasione dell'intervento israeliano in Libano, impone uno spiegamento navale tedesco nell'ambito della FINUL dichiarando: "se la ragione di essere della Germania è di garantire il diritto all'esistenza di Israele, non possiamo dire, ora che quest'esistenza è minacciata, che non facciamo nulla".
    Dal 1° gennaio 2007, la signora Merkel presiede l'Unione europea. Non fa mistero della sua intenzione di spingere Francia e i Paesi Bassi ad accettare l'equivalente del progetto di Trattato costituzionale che hanno respinto nel referendum; né della sua intenzione di rilanciare il progetto di fusione tra la zona di libero scambio nord-americana e la zona di libero scambio europea per creare un "grande mercato transatlantico", secondo la vecchia formula di Sir Leon Brittan

    Thierry Meyssan

    [1] Frankfürter Allgemeine Zeitung, 22 décembre 1999.
    [2] « L’Institut américain de l’entreprise à la Maison-Blanche », Réseau Voltaire, 21 juin 2004.
    [3] « Europe and NATO : Saving the Alliance » par Jeffrey Gedmin in Present Dangers. Crisis and Opportunity in American Foreign and Defense Policy sous la direction de Robert Kagan et William Kristol, Encounter Books, 2000.
    [4] « La démocratie forcée » par Paul Labarique, Réseau Voltaire, 25 janvier 2005.
    [5] « L’Institut Aspen élève les requins du business », Réseau Voltaire, 2 septembre 2004.
    [6] « John Bolton et le désarmement par la guerre », Réseau Voltaire, 30 novembre 2004.
    [7] « Selling America , Short » par Jeffrey Gedmin et Craig Kennedy, The National Interest n°74, Hiver 2003.
    [8] « Schroeder Doesn’t Speak for All Germans » par Angela Merkel, The Washington Post, 20 février 2003.
    [9] Ce think tank se réclame de l’économie sociale de marché mise en place par le chancelier Ludwig Erhard dans les années 1963-66 en s’appuyant sur le Plan Marshall.

  7. #7
    kalashnikov47
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    D'ora in avanti non chiamiamola Merkel, ma Kasner. Il suo vero cognome.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf Visualizza Messaggio
    ...bhe la Merkel è una mezza ebrea non dovrebbe stupire...
    mi sembra fosse una piena ebrea.

  9. #9
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    Da una notizia di Libero di oggi riportata dall'Osservatorio sulla Legalità

    Shoah : rifletta Mastella su negazionismo reato in Europa

    Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha lanciato un appello affinche' il negazionismo della Shoah diventi reato in tutti i paesi dell'Unione Europea. A Dresda per il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni europei a pochi giorni dalle commemorazioni per l'Olocausto che si terranno il prossimo 27 gennaio, il Guardasigilli, incontrando la sua omologa Brigitte Zypries, ha sottolineato l'importanza di una iniziativa comune in questa direzione. Il ministero della Giustizia rileva che si tratta di una inversione di rotta evidente rispetto alla posizione assunta nel 2003 da precedente Governo italiano.

    Riteniamo ci sia da riflettere attentamente su una tale scelta, anche rimanesse solo a livello di proposta. Ricordiamo che ad ottobre 2004 il presidente del parlamento europeo, Josep Borrell condanno' le proposte negazioniste - giudicate naziste - del delegato generale del Fronte Nazionale Francese di Jean Marie Le Pen, Bruno Gollnisch, eletto deputato europeo, il quale aveva dichiarato che "gli storici non sono d'accordo" su certi aspetti del genocidio degli Ebrei perpetrato dai nazisti: "vi sono molti campi di concentramento... dove alcuni storici ufficiali dicono che non vi erano" camere a gas.

    A gennaio 2005 il parlamento europeo condannava ogni forma di antisemitismo e invitava insistentemente il Consiglio europeo e la Commissione nonché i governi degli Stati membri ai vari livelli locali, regionali e nazionali a fare il necessario per coordinare le loro azioni volte a combattere il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo, anche con la promozione di iniziative fra la societa' civile.

    A nostro giudizio queste condanne e le azioni positive proposte (e realizzate in tutta Europa), cosi' come il continuo ricordo e la testimonianza - dal vivo o con libri ed articoli - hanno un immenso valore, simbolico ed educativo. Vietare la negazione per legge sarebbe come dire che non e' possibile dimostrare il fatto storico.

    E' molto grave inoltre aprire la porta in Europa alla sanzione alle idee, che potrebbe accreditare domani scelte speculari, come quella della Turchia, che sanziona con il carcere chi afferma l'esistenza storica del genocidio armeno. Infatti, se non sono le prove a stabilire la verita' storica, ma le leggi, qualsiasi invenzione potrebbe divenire verita' storica e viceversa qualsiasi fatto accertato potrebbe essere negato per legge.

    Inoltre notiamo che scegliere di sanzionare l'Olocausto e non - poniamo - la negazione del genocidio armeno o della carestia ucraina - non si giustifica se non con il fatto mediatico della concomitanza con la giornata della memoria, ma apparirebbe come voler stimolare quella disuguaglianza che invece con il gesto si vorrebbe combattere e la cui teorizzazione fu all'origine della tremenda tragedia dell'Olocausto.

    Rita Guma
    presidente nazionale
    Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

  10. #10
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    volete veramente arrivare a vedere la dittatura giudea sopra gli europei?

 

 
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