Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Jan 2006
    Messaggi
    392
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Arrow Base Usa Di Vicenza: Le Figuracce Di Prodi E D’alema


    VENETO SERENISSIMO GOVERNO
    Ufficio di Presidenza
    BASE USA DI VICENZA: LE FIGURACCE DI PRODI E D’ALEMA

    Quanto è avvenuto con la Base Americana di Vicenza è sintomatico del valore e delle capacità del governo Prodi-D’Alema: oltre a fare una figura per cui vergognarsi per il resto dei loro giorni, questi personaggi hanno dimostrato tutta la loro incapacità di comprendere i meccanismi diplomatici ed i valori dei trattati internazionali. È da oltre due anni che le Forze Armate USA hanno acquisito il diritto, attraverso i trattati, di ampliare la Base (che va chiarito, non è una base NATO ma una base sotto il diretto comando del Pentagono e del Presidente USA).
    È vergognoso che il duo Prodi-D’Alema indichi nel comune di Vicenza il responsabile della Politica Estera e Militare italiana.; noi speriamo che gli Italiani si ribellino e caccino via questi personaggi per manifesta incapacità di essere dirigenti di una qualsiasi associazione bocciofila, figurarsi di un Governo di uno Stato.
    Le ultime dichiarazioni fatte dai vari diplomatici USA rispetto all’amicizia e ai buoni rapporti italo- americani sono chiaramente di una grande ironia.
    È evidente che il Presidente George W. Bush ha assunto una posizione di principio nella lotta contro il terrorismo e l’asse del male, in questa lotta bisogna vedere oltre il quotidiano. Nonostante la sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di mezzo termine, il Presidente Bush ha mantenuto gli impegni presi con i Popoli Irakeni e con gli alleati. Un simile Presidente non può essere impressionato da parolai quali Prodi, D’Alema e soci. Quindi era facile prevedere come si sarebbe conclusa la vicenda Dal Molin.
    Prodi e D’Alema sappiano che l’alleanza nei fatti ,rappresentativa dell’Asse del Bene, tra il Veneto Serenissimo Governo, gli USA, Israele, Etiopia e tutti gli altri Stati che lottano contro il terrorismo è potente e vittoriosa perché mossa dall’esigenza di libertà e democrazia dei nostri Popoli.
    Venezia, 18 gennaio ’07
    Per il Veneto Serenissimo Governo
    Il Vicepresidente Vicario Plenipotenziario
    Luca Peroni
    Il Ministro degli Esteri
    Valerio Serraglia
    Ufficio Stampa Veneto Serenissimo Governo

    Casella Postale 64- 36022 – Cassola (VI)
    VENETO
    pepiva@libero.itkancelliere@katamail.com
    tel. 349 1847544 - 340 6613027
    www.serenissimogoverno.org

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  3. #3
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vicenza val bene una Base!!!


    Shalom

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Base Usa, sinistra in piazza: ministri in rivolta, tutti contro Prodi
    di Massimo Malpica da Il Giornale
    Parlamentari di Pdci, Prc e Verdi alla manifestazione davanti alla Camera per bloccare l'ampliamento. E i manifestanti li contestano. I ministri Ferrero, Pecoraro Scanio e Mussi avvertono: la faccenda non è chiusa

    «Non li mettiamo i caschi?», chiede un celerino al collega impegnato a scrivere un sms. «Ma no, tranquillo - replica l’altro, senza alzare gli occhi dal telefonino - hai visto la piazza? È vuota. È tutta una roba in famiglia». In effetti il poliziotto di guardia alle transenne di fronte a palazzo Chigi ha centrato il punto. Un po’ perché al sit-in contro la base Usa a Vicenza, nella vicina piazza Montecitorio, ci saranno sì e no cento persone, probabilmente meno dei poliziotti mobilitati per l’occasione. Un po’ perché, ad acuire la sensazione della «crisi in famiglia», c’è un particolare non trascurabile: a contestare il governo Prodi ci sono anche un po’ di parlamentari della maggioranza che lo sostiene. A loro volta più o meno contestati dai manifestanti, in una sorta di schizofrenica catena di accuse a ritroso.
    Insieme alle bandiere «No Dal Molin» della delegazione contro la base Usa giunta da Vicenza, mischiati tra i vessilli rossi dei Cobas di Piero Bernocchi, nascosti tra studenti e militanti, ecco l’europarlamentare del Pdci Marco Rizzo (criticato per presunto filoamericanismo e per aver partecipato a «Porta a Porta») e un gruppetto del Prc formato da Lidia Menapace, Elettra Deiana e Giovanni Russo Spena (c’è anche l’ex Marco Ferrando, ora con il Partito comunista dei lavoratori). Clima tranquillo, ma non senza spunti polemici. «Che ci fanno qui gli esponenti della cosiddetta sinistra radicale che sostiene il governo filoamericano di Prodi?», domanda ad alta voce uno dei manifestanti a pochi metri dal «sound system» piazzato sul tetto di un’utilitaria. Altri invitano ad abbassare le «bandiere di chi sta con questo esecutivo». La Menapace butta lì un tentativo di conciliazione: «Siamo i più fedeli alleati di Prodi - abbozza - ma nel programma questo insediamento militare non c’è. Facciamo una lotta per un movimento che di politico ha poco». Non sembra convinta la base movimentista mobilitata contro la base Usa. Cosa c’è di più politico della minaccia di stracciare 23mila tessere elettorali per «togliere» simbolicamente la risicata maggioranza che ha permesso a Prodi di vincere le elezioni? Perplesso verso l’ala sinistra della maggioranza è anche il vicentino barbuto che si piazza davanti a Rizzo e gli dice: «Che intenzioni avete? Quelli del tuo partito a Vicenza si chiedono che cosa fare». L’europarlamentare replica: «Intanto io sono qui. Stiamo lavorando per una soluzione». L’altro ride, sarcastico, poi ribatte: «State lavorando, sì, ma per restare al governo. Invece voi con noi avevate un impegno». «Sono qui per questo», insiste l’esponente comunista, conciliante. «Bah, lo vedremo», taglia corto il suo interlocutore, dandogli le spalle e allontanandosi.
    Russo Spena dà un colpo al cerchio, stemperando le polemiche sul voto per la missione in Afghanistan e negando che il rifinanziamento possa diventare «merce di scambio» per trattare su Ederle, e uno alla botte, smontando l’«irrevocabilità» della decisione di Prodi: «Lo dice perché è incerto sul da farsi, secondo me ci sono margini per far cambiare idea al governo». È in ottima compagnia. La pensa come lui il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che ha messo nero su bianco la sua «netta» contrarietà all’ampliamento della base, esprimendo - come da incarico ricoperto - «solidarietà» ai manifestanti, e suggerendo il referendum. Il governativo «club del no» include anche Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio. Il diessino titolare dell’Università non crede alla parola di Prodi e ritiene il via libera agli Usa ancora revocabile: «La scelta merita qualche ulteriore riflessione». Per il leader del Correntone la discussione è «aperta»: «A Vicenza tutto il centrosinistra ha una posizione di radicale contrarietà, bisognerà dialogarci». Anche il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, accantona le ansie per gli eventi climatici mondiali per occuparsi del maltempo interno alla coalizione, insistendo col titolare del Viminale, Giuliano Amato, perché spinga sulla via referendaria. E mentre i manifestanti lasciano la piazza (prossimo rendez-vous il 17 febbraio a Vicenza), l’«offensiva» contro il placet prodiano all’ampliamento della base resta nelle mani del manipolo di esponenti dell’esecutivo. Dettaglio che non sfugge al capogruppo della Rosa nel pugno a Montecitorio, Roberto Villetti. Che accusa Ds e Margherita per l’assenza di reazioni: «Lasciano in mano a Prodi una patata assai bollente».

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Perlomeno ci fanno ridere

    di Renzo Foa da Il Giornale

    Metti in piazza Montecitorio uno striscione con la scritta: «Governo Prodi vergogna». Mettici dietro non gli scandalosi contestatori della Cattolica o del Motor show o dell’università di Torino, ma addirittura dei parlamentari di Rifondazione e del Pdci, come Russo Spena, Rizzo ed altri. La fotografia è straordinaria e nello stesso tempo grottesca: la maggioranza che manifesta contro se stessa. Non è la «sinistra di piazza» contro la «sinistra di governo». Sono fisicamente le stesse persone che hanno votato la fiducia all’esecutivo e che ora gli si ribellano. Appare un’inedita, o quasi, forma della politica, ad essere più precisi dell’anti-politica, in cui le rappresentanze smentiscono se stesse. Quasi inedita perché, ad andare indietro nel tempo, un precedente c’è stato.
    Fu quando, alla vigilia della Pasqua del 1997, una nave della marina militare colò a picco un barcone di clandestini albanesi. E una parte della maggioranza di allora manifestò, anche se in modo raccolto e drammatico (c’erano state oltre cento vittime), contro il suo governo. Si trattava, più o meno, della stessa maggioranza che c’è oggi e dello stesso presidente del Consiglio. La differenza fra i due episodi - in un caso un tragico incidente, nell’altro una scelta che riguarda le alleanze internazionali dell’Italia - non attenua la serietà del problema. Semmai l’aggrava, perché conferma che il «metodo Prodi» può garantire formalmente la governabilità, ma la proietta in una dimensione che, sul piano politico, è schizofrenica quando non è ridicola. Non c’era stata la «pace di Caserta»?
    Il sit-in di ieri davanti alla Camera non ha radunato, come si può sommariamente pensare, una frangia estremista. Agli organizzatori va riconosciuto il merito di aver dato un’espressione compiuta alle culture che sono state promosse in questi anni nella sinistra. Le stesse culture che il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha evocato l’altro giorno con una dichiarazione un po’ imprudente, perché è suonata come un’autorizzazione istituzionale alla protesta. Forse Bertinotti non pensava di alimentare un conflitto davanti a casa. Ma è successo, proprio perché quelle culture oggi sono straripanti nel vuoto lasciato dalla ritirata del moderatismo, del riformismo e del senso di responsabilità.
    È successo anche perché lo stesso Prodi, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, ha sempre dimostrato di appoggiarsi alle forze più estremiste, se non altro per non restare prigioniero di Quercia e Margherita. E per condurre lui la danza. Fino al momento in cui è stato costretto - proprio costretto - a confermare la scelta compiuta dal governo Berlusconi su Vicenza e si è trovato a leggere lo striscione con la scritta «vergogna» associata al suo nome. Sono i suoi elettori, sono i suoi alleati, sono anche coloro che gli hanno votato la fiducia. E che, una volta risaliti dalla piazza nelle sedi istituzionali, puntando su una rivincita, non hanno aspettato un solo momento a ricordare che alle porte c’è la votazione per il rifinanziamento della missione in Afghanistan.
    Siamo ben oltre l’immagine politologica delle due anime della sinistra. C’è una maggioranza che sta rivelando in questi mesi di avere un carattere ingestibile, se non nella chiave usata da Prodi, che ha dato via libera agli estremismi. Fino a ieri il problema sembrava essere in primo luogo il presidente del Consiglio. Ora è chiaro che il problema è l'Unione nel suo insieme, un’assemblea sessantottina al potere.

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma dalla maggioranza e dall’opposizione gli ricordano che la questione è politica

    Vicenza, l’ipocrisia del Premier: “Questione di impatto ambientale”

    di Dimitri Buffa

    Presto sapremo se l’assenso del governo all’allargamento della base americana di Vicenza metterà a repentaglio la durata dell’esecutivo: tra poco, infatti si dovrà votare per rifinanziare la missione di pace in Afghnistan; e ieri il premier Romano Prodi è riuscito a farsi dare dell’ipocrita tanto dall’opposizione quanto dalla sua stessa maggioranza. Questo perché in molti hanno trovato duro da digerire l’accenno all’inesistente “impatto ambientale” di questo allargamento. Come se ci si trovasse di fronte non a un caso di politica estera, ma a un abusivismo edilizio in grande scala. Nella maggioranza a Prodi le orecchie le ha tirate la senatrice Manuela Palermi capogruppo al Senato dei Verdi -Pdci, mentre dall’opposizione le ironie più deridenti sono arrivate dall’ex vicepremier del governo Berlusconi, il leader di An Gianfranco Fini. Per quanto riguarda l’Afghanistan fa pensare una sorta di “excusatio non petita”, in cui si assicura che “non si sarà alcuna ritorsione per Vicenza”, da parte di un altro illustre esponente della sinistra radicale presente nella maggioranza, Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori del partito del Prc.

    E proprio Fausto Bertinotti, che regge la Camera dei Deputati, ieri ha dovuto anche leggersi la dura rampogna che gli è stata propinata dal quotidiano della Margherita, “Europa”: in un corsivo in prima pagina lo ha accusato di essere “un capo partito collocato in una posizione di visibilità” e non un politico superpartes della presunta scuola di compostezza istituzionale cui apparterrebbero Nilde Jotti, Giorgio Napolitano o Pietro Ingrao. Tutto ciò per la posizione tenuta da Berttinotti sempre a proposito dell’allargamento della base americana di Vicenza. Tornando a Prodi, e al suo ipocrita escamotage di dire che Vicenza è un problema ambientale e che Berlusconi non gli aveva lasciato detto nulla, ieri le parole più dure, come si diceva, all’interno della maggioranza sono venute dalla Palermi: “Vogliamo credere che ci siano gli spazi per riconsiderare radicalmente la scelta del governo, che ha aperto serissimi problemi di carattere politico e non di natura urbanistica e territoriale, come sconsideratamente affermato da Romano Prodi”.

    E allo squillo di tromba da sinistra, ha risposto, dall’opposizione e da destra, lo squillo di Gianfranco Fini secondo cui “anche quando Prodi fa una cosa giusta, come nel caso dell’assenso all’ampliamento della base Usa di Vicenza, non perde l’occasione per fare brutte figure”. Deprecando anche lui la paradossalità di avere “definito un aspetto urbanistico il problema di Vicenza, come se non fosse sotto gli occhi di tutti che è una questione politica. Ancora più grave - ha precisato Fini con feroce sarcasmo - la colossale bugia che Prodi ha detto quando ha affermato che il governo precedente non lo aveva informato: bastava solo che avesse preso visione di quanto comunicato al Parlamento...”.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Su Vicenza Prodi ha mentito

    Romano Prodi, ovvero l’arte di governare attraverso la menzogna. E non solo: anche attraverso l’incompetenza.

    E’ facile dimostrare l’incompetenza: la questione dell’ampliamento di una base militare è politica e non può essere ridotta a “una questione urbanistico-territoriale e amministrativa”, quindi delegabile a livello locale, come ha detto il presidente del Consiglio: è infatti questione che tocca le specifiche competenze e prerogative del Governo.

    Primo: l’aeroporto vicentino è uno scalo militare e il terreno è demaniale, dunque di proprietà dello Stato e il Comune non c’entra.

    Secondo: la base è regolata da accordi internazionali che consentirono l’insediamento degli americani a Ederle, perciò è una questione di politica estera e di difesa, e quindi di competenza governativa.

    Il governo Berlusconi non ha firmato nessun accordo con Washington, ma aveva espresso un orientamento favorevole alla concessione del Ddl Molin per ospitare l’altra metà della 137° Brigata paracadutisti Usa: lo ha ricordato Francesco Rutelli il 31 maggio 2006 rispondendo a un’interrogazione presentata dall’Udeur.

    L’affermazione di Prodi di essere stato all’oscuro della vicenda è una pura menzogna, come dimostrano le parole del suo ministro della Difesa, Arturo Parisi, rispondendo il 27 settembre a specifiche domande di parlamentari dell’Unione durante il question time, il che dimostra anzitutto che i parlamentari erano al corrente.

    Dice Parisi: “L’interrogazione dell’onorevole Galante ripropone la nota questione della richiesta del governo statunitense…”. Se la questione è “nota” al ministro della Difesa, Prodi non può parlare, come ha fatto, di “iter troppo riservato”.

    L’interrogante cita una riunione propiziata dal ministero della Difesa e il 6 luglio precedente con militari italiani, americani e il sindaco di Vicenza: Parisi conferma il suo svolgimento, “così come la conoscenza da parte del ministero”.

    E non si trattò di una riunione segreta. Dice Parisi: Rassicuro l’interrogante che non risulta che la riunione sia stata in alcun modo connotata da spirito di segretezza, con il fine di adottare iniziative in contrasto con gli intenti dell’autorità governativa. Autorità – precisa smentendo ciò che Prodi avrebbe detto in questi giorni – che resta indiscutibilmente competente per l’assunzione della decisione finale”.
    Quanto al merito, rispondendo ad altro interrogante, Parisi afferma che “si tratta, pertanto, di un intervento, lo ripeto, che non modifica la natura dell’insediamento, bensì unicamente la sua dimensione”.

    Si può capire il tentativo di Prodi di fingere di cadere dalle nuvole per mettere i partiti dell’ala sinistra di fronte a una “decisione” (che poi non era tale) presa dal “precedente governo”, quasi a stabilire un’analogia di continuità con la presenza in Afghanistan, dimenticando che lo stesso ritiro progressivo dall’Iraq era stato deciso dal governo Berlusconi.

    Ma su un cumulo di bugie non si costruisce una verità e soprattutto si perde credibilità: un governo che mente su una cosa, può mentire su altre, vedasi il caso ben più clamoroso dei conti pubblici, che non erano allo sbando, ma in regola.

    Poteresinistro

  9. #9
    Nun c'è problema.
    Data Registrazione
    05 Apr 2005
    Località
    Pisa
    Messaggi
    1,749
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Scandalosi, inadeguati e sempre scontati i dissidenti sulla questione vicentina, ho sentito dire tra mille motivi (tutti patetici) uno che mi ha veramente fatto riflettere sull'informazione che queste persone hanno come movente nel dire no alla base, una ragazza ha asserito che vicino a tale base ci sono morti sospette di civili e che secondo lei ciò significa che dentro al campo ci sono losche cose quali esperimenti radioattivi e elettromagnetici, tutto ciò è in parallelo con la cialtroneria con cui la sinistra idealizza i suoi votanti!
    ........<>-Max-<>.......

  10. #10
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    io non sono contrario all'allargamento, ma il posto non è dei migliori a 2 km dal centro città

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. prodi autorizza per iscritto la base di vicenza
    Di FuoriTempo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 57
    Ultimo Messaggio: 16-06-07, 00:43
  2. Base Vicenza, il sindaco scrive a Prodi
    Di denty nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 20-04-07, 21:09
  3. Gravissimo: Prodi dice sì all'ulteriore base americana a Vicenza
    Di matteomatteo nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 18-01-07, 16:03
  4. Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 18-01-07, 01:18
  5. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 16-01-07, 20:49

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito