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  1. #1
    trilex
    Ospite

    Predefinito In morte del riformismo di sinistra....appunto.

    I rinunciatari
    di Angelo Panebianco


    «Li abbiamo fermati. Partita chiusa»: il lapidario commento del segretario di Rifondazione, Giordano, sembra riassumere bene il senso dell'incontro di Caserta e, soprattutto, chiarisce chi siano i vincitori. Prodi ha indicato un vaste programme (avrebbe detto De Gaulle) che delinea la direttiva di marcia del governo. Di questo programma che parla di crescita, di infrastrutture (ma che succederà alla Tav?), eccetera, i punti salienti sembrano riguardare il forte impegno di spesa per il Mezzogiorno e la decisione di non fare la riforma dello «Stato sociale » (pensioni incluse) senza averla prima concordata con le parti sociali, con i sindacati.
    La «fase due», per la quale si erano spesi Fassino e Rutelli, è archiviata, come volevano sia Prodi che l'ala massimalista della coalizione. E’ stata rinviata (ossia, tolta dall’agenda politica) quella riforma delle pensioni che solo poche settimane fa era stata indicata come lo strumento della riscossa riformista, di riforma della pubblica amministrazione non si dice nulla, e anche le liberalizzazioni subiscono uno stop, essendo state delegate, su richiesta di Rutelli, a un’apposita «cabina di regia». Ed è noto che ci si affida alle cabine di regia quando ci sono disaccordi al momento insormontabili che si spera di comporre con il tempo.
    Domanda: come mai i riformisti hanno rinunciato a combattere? Forse la spiegazione sta nei numeri, e cioè negli eccellenti conti dello Stato. Non solo già prima dell'estate, con il governo appena insediato, era saltato fuori un inaspettato e forte incremento del gettito fiscale, ma ora si scopre addirittura che c'è stato anche un eccezionale miglioramento del deficit italiano: al punto che già per il 2006 l'Italia è scesa sotto il 3% (del rapporto deficit/ Pil, secondo Maastricht). Per inciso, forse i tanti che avevano parlato di «disastro economico» provocato dal governo del centrodestra dovrebbero chiedere scusa all’ex ministro dell’Economia, Tremonti: il disastro, manifestamente, non c'era.
    Forse i riformisti si sono detti: con questi numeri ci potrebbe essere crescita economica anche senza bisogno di impegnarsi in logoranti guerre con sindacati, massimalisti e lobbies varie per riformare in profondità Stato sociale, pubblica amministrazione, eccetera. E se arriverà la crescita economica, i consensi per il centrosinistra torneranno a salire senza bisogno di riforme politicamente costose.
    Ma forse c'è anche un’altra spiegazione. Quanto è accaduto a Caserta sembra la conferma di ciò che l'economista Nicola Rossi ha detto abbandonando i Ds: il riformismo, secondo Rossi, è in quell'area politica una pianta ormai essiccata. Forse è vero, tutto sommato, quanto dice Prodi, ossia che la contrapposizione massimalisti/riformisti sia solo una semplificazione giornalistica (nella quale, per alcuni mesi, ha creduto anche chi scrive. Forse, semplicemente, i «riformisti» non esistono o sono troppo deboli e dispersi per avere voce in capitolo. Come pensa, appunto, Rossi.
    Forse bisognerebbe dare un’occhiata più attenta alla natura di quei partiti (e alle aspirazioni dei loro militanti e dei loro elettori) che siamo soliti chiamare «riformisti». Se non altro, perché è così che si sono sempre autodefiniti.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    I rinunciatari
    di Angelo Panebianco

    [...]
    Per inciso, forse i tanti che avevano parlato di «disastro economico» provocato dal governo del centrodestra dovrebbero chiedere scusa all’ex ministro dell’Economia, Tremonti: il disastro, manifestamente, non c'era.
    [...]
    Il solito Penebianco: un intero editoriale per poter affermare la solita minchiata.

  3. #3
    trilex
    Ospite

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    non sono d'accordo con te (tanto x cambiare).....e sul resto che dici?

  4. #4
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    I rinunciatari
    di Angelo Panebianco


    «Li abbiamo fermati. Partita chiusa»: il lapidario commento del segretario di Rifondazione, Giordano, sembra riassumere bene il senso dell'incontro di Caserta e, soprattutto, chiarisce chi siano i vincitori. Prodi ha indicato un vaste programme (avrebbe detto De Gaulle) che delinea la direttiva di marcia del governo. Di questo programma che parla di crescita, di infrastrutture (ma che succederà alla Tav?), eccetera, i punti salienti sembrano riguardare il forte impegno di spesa per il Mezzogiorno e la decisione di non fare la riforma dello «Stato sociale » (pensioni incluse) senza averla prima concordata con le parti sociali, con i sindacati.
    La «fase due», per la quale si erano spesi Fassino e Rutelli, è archiviata, come volevano sia Prodi che l'ala massimalista della coalizione. E’ stata rinviata (ossia, tolta dall’agenda politica) quella riforma delle pensioni che solo poche settimane fa era stata indicata come lo strumento della riscossa riformista, di riforma della pubblica amministrazione non si dice nulla, e anche le liberalizzazioni subiscono uno stop, essendo state delegate, su richiesta di Rutelli, a un’apposita «cabina di regia». Ed è noto che ci si affida alle cabine di regia quando ci sono disaccordi al momento insormontabili che si spera di comporre con il tempo.
    Domanda: come mai i riformisti hanno rinunciato a combattere? Forse la spiegazione sta nei numeri, e cioè negli eccellenti conti dello Stato. Non solo già prima dell'estate, con il governo appena insediato, era saltato fuori un inaspettato e forte incremento del gettito fiscale, ma ora si scopre addirittura che c'è stato anche un eccezionale miglioramento del deficit italiano: al punto che già per il 2006 l'Italia è scesa sotto il 3% (del rapporto deficit/ Pil, secondo Maastricht). Per inciso, forse i tanti che avevano parlato di «disastro economico» provocato dal governo del centrodestra dovrebbero chiedere scusa all’ex ministro dell’Economia, Tremonti: il disastro, manifestamente, non c'era.
    Forse i riformisti si sono detti: con questi numeri ci potrebbe essere crescita economica anche senza bisogno di impegnarsi in logoranti guerre con sindacati, massimalisti e lobbies varie per riformare in profondità Stato sociale, pubblica amministrazione, eccetera. E se arriverà la crescita economica, i consensi per il centrosinistra torneranno a salire senza bisogno di riforme politicamente costose.
    Ma forse c'è anche un’altra spiegazione. Quanto è accaduto a Caserta sembra la conferma di ciò che l'economista Nicola Rossi ha detto abbandonando i Ds: il riformismo, secondo Rossi, è in quell'area politica una pianta ormai essiccata. Forse è vero, tutto sommato, quanto dice Prodi, ossia che la contrapposizione massimalisti/riformisti sia solo una semplificazione giornalistica (nella quale, per alcuni mesi, ha creduto anche chi scrive. Forse, semplicemente, i «riformisti» non esistono o sono troppo deboli e dispersi per avere voce in capitolo. Come pensa, appunto, Rossi.
    Forse bisognerebbe dare un’occhiata più attenta alla natura di quei partiti (e alle aspirazioni dei loro militanti e dei loro elettori) che siamo soliti chiamare «riformisti». Se non altro, perché è così che si sono sempre autodefiniti.
    Disastro economico non c'era?
    Le previsioni dell'ultima trimestrale di cassa di Tremonti lasciavano presagire il disastro economico; debito pubblico rispetto al PIL per 3 anni in aumento dopo 10 in cui scendeva; deficit PIL al 3,8% previsto da Tremonti a Marzo 2006;
    in 5 anni l'Italia è cresciuta sempre con uno zero davanti.
    Al deficit 2006 bisognava aggiungere i disastri del debito FS accumulato da Tremonti in 5 anni e quello Anas; a Giugno erano finiti i soldi per strade e ferrovie; il nuovo governo ha dovuto fare una manovra bis per rimediare.
    Con il debito di ferrovie e sentenza UE si supererà il 5% di deficit nel 2006, nonostante la manovra bis. Vi erano anche delle una tantum nel 2006 che cesseranno da quest'anno.
    La sentenza IVA che ha pesato per 3 anni nel 2006, peserà anche quest'anno e nei prossimi fino a quando non si troverà un parziale rimedio.
    Il 2006 è andato meglio degli altri anni, e molti di noi lo hanno detto anche prima; ma bisogna dare un giudizio su 5 anni e non su uno solo (2006 per metà in condominio con la sinistra, per giunta).
    Buona parte del merito è del nuovo governo; poi anche del precedente; ma non basta assolutamente per compensare i disastri degli altri 4 anni; per conferma, basterebbe dare una piccola occhiata ai dati del debito, ma anche del PIL.

    Liberalizzazioni: in pochi mesi la sinistra ha già fatto tanto rispetto a quello che la destra non ha fatto in 5 anni; ma si farà ancora di più.

    Riforma del pubblico impiego: entro gennaio, al massimo febbraio verrà firmato un memoradum con i sindacati; tale memorandum dovrà garantire il risparmio di spesa pubblica già previsto in finanziaria (che ha fatto la destra in 5 anni, a parte aumentare la spesa primaria dal 40 al 45% rispetto al PIL)?

    Pensioni: per le pensioni non c'è alcuna fretta; riforma Dini, riforma Prodi del 1997, riforma Maroni , già garantiscono i risparmi;
    la riforma Maroni è odiosa; di botto si passa a 60 anni da 57 per avere la pensione; poi a 61 dal 2010, a 62 dal 2014; se la sinistra radicale non vorrà penalizzare troppo i lavoratori bastonati dalla riforma della destra dovrà addivenire ad un accordo; altrimenti resta la riforma Maroni; i riformisti hanno il coltello dalla parte del manico, ma forse ancora non l'hanno capito.

  5. #5
    trilex
    Ospite

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    i riformisti hanno il coltello dalla parte del manico? Vaglielo a dire...

  6. #6
    Forumista storico
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    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    i riformisti hanno il coltello dalla parte del manico? Vaglielo a dire...
    Quando qualche riformista comincia a dire che non c'è fretta, vuol dire che cominciano a capirlo.
    Più passa il tempo, più ci si renderà conto della riforma della destra. I lavoratori che hanno meno di 60 anni e 35 di contributi nel 2008, non possono più andare pensione a quella data.
    Che farà rifondazione a Dicembre se non si fa una riforma che riformi il gradone? Una mozione di sfiducia al governo?

  7. #7
    trilex
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    Ma a te pare giusto andare in pensione a 57 anni?

    Tutti usurati? Lo sai che in edilizia la quasi totalita' dei muratori va in pensione appena puo' (non xche' non ce la fa piu') x poter lavorare a nero a 90-100 euri al giorno, capitalizzando bei soldini in 5-6-7 anni di nero?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    Ma a te pare giusto andare in pensione a 57 anni?

    Tutti usurati? Lo sai che in edilizia la quasi totalita' dei muratori va in pensione appena puo' (non xche' non ce la fa piu') x poter lavorare a nero a 90-100 euri al giorno, capitalizzando bei soldini in 5-6-7 anni di nero?
    A me non pare giusto andare in pensione a 57 anni; le riforme pensionistiche le ha fatte la sinistra (Dini e Prodi).
    Ritengo però assurdo il gradone del 2008 della destra; si poteva fare come la Dini; aumentare gradualmente l'età pensionistica, magari dal 2003, fino a giungere a 63 anni minimo nel 2012; dando qualche garanzia in più ai lavoratori che svolgano attività usuranti.
    Oppure applicare il contributivo pro rata da un certo anno (2003?) facendo un sistema misto per i nuovi pensionati; retributivo fino al 2002, contributivo per i restanti anni;
    come per me e quelli della mia generazione: retributivo fino al 1995, contributivo per i contributi versati dal 1996.

  9. #9
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    Panebianco e' un invidioso, lui avrebbe voluto fare un articolo sui fasti del centrodestra, ma in cinque anni non gli e' riuscito, e allora ripiega sugli insulti al csx.

    Tanto per dire, l'andare sotto al 3% (sempre al netto della sentenza, quindi non siamo sotto il 3% nel 2006), e' dovuto al lavoro del governo, al taglio di spese inutili e al finanziamento delle cose indispensabili.

    Panebianco non e' un giornalista, e' un servo e puo' andare sul Giornale a scrivere le sue falsita'.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Il solito Penebianco: un intero editoriale per poter affermare la solita minchiata.
    Grandi doti di sintesi.......

 

 
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