La giunta: doveroso onorare chi ha sacrificato la vita per le istituzioni.
Ma Rifondazione si astiene: stessa iniziativa per Pinelli
In Provincia un cippo per Calabresi
(a. m.)
La vedova Gemma: "Grazie, è una decisione che apprezzo"
La stele sarà collocata nella sala di via Corridoni

Una stele ricorderà il commissario Luigi Calabresi nella sala dei congressi della Provincia di via Corridoni a trentacinque anni dal suo assassinio. Lo ha deciso ieri la giunta provinciale. «Un gesto doveroso - spiega Palazzo Isimbardi - perché i giovani abbiano memoria verso un servitore dello Stato che ha sacrificato la sua vita». Un gesto che però non è piaciuto a Rifondazione comunista, che chiedeva di dedicare il cippo anche all´anarchico Giuseppe Pinelli, volato dal quarto piano della Questura il 15 dicembre del 1969 in una pausa del suo interrogatorio come indagato per la strage di piazza Fontana. Parole di apprezzamento invece da Gemma Calabresi, vedova del commissario. «Quando si fa qualcosa per la memoria - ha commentato - è sempre una scelta importante perché la memoria va ricordata. Ringrazio di cuore la Provincia per questo gesto».
Alla fine di un teso braccio di ferro l´ha spuntata il presidente Filippo Penati, ma Rifondazione per protesta si è astenuta. «È stata un´occasione persa - tuona ora il segretario Nello Patta - Avevamo sperato che le parole del presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha definito Pinelli la diciassettesima vittima della strage di piazza Fontana, non cadessero nel vuoto. Siamo delusi e speriamo che Penati ci ripensi».
Anche i tre assessori di Rifondazione Irma Dioli, Bruno Casati e Giansandro Barzaghi hanno firmato un documento in cui ribadiscono «un´esplicita riserva» sulla decisione della giunta, che era stata concordata una settimana fa durante un vertice di tutti i segretari provinciali dell´Unione. Nonostante qualche perplessità iniziale, alla fine si sono schierati con Penati anche i Comunisti italiani. «Una cosa è contestare quanto ha deciso la giunta - spiega l´assessore alla Casa e all´Integrazione sociale Francesca Corso - altro è chiedere alla Provincia l´impegno di ricordare in futuro anche Pinelli». Duro l´assessore provinciale alla Sicurezza dello Sdi Alberto Grancini: «Rifondazione sbaglia. Vogliamo contribuire a chiudere una fase della politica italiana nella quale la violenza ha prevaricato il confronto politico».
Duro anche il giudizio della Casa delle libertà. «L´iniziativa di Penati è lodevole - sottolinea il capogruppo di Forza Italia in Provincia Bruno Dapei - ma spiace che una componente importante della sua maggioranza ancora una volta remi contro. Non siamo davanti a degli extraparlamentari che scalpitano, ma a una fetta importante dell´Unione». Poi una stoccata: «Se qualcuno ha ucciso Pinelli non è stato certo Calabresi. Ma una cosa è certa: Calabresi non si è suicidato».
Oggi l´iniziativa di Palazzo Isimbardi sarà illustrata anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Milano. E il presidente Penati spera che il capo dello Stato possa partecipare all´inaugurazione della stele il 17 maggio, trentacinquesimo anniversario della morte di Calabresi. Quanto a Giuseppe Pinelli, dentro l´Unione c´è voglia di minimizzare, ma certo da ieri, nell´ala della sinistra antagonista, si è riaperta la ferita di poco meno di un anno fa. Quando gli anarchici del ponte della Ghisolfa ricollocarono sul prato di piazza Fontana la targa in suo ricordo con il testo originario vicino a quella cambiata dall´ex sindaco Gabriele Albertini, che aveva cancellato dalla motivazione la parola «ucciso» sostituendola con la frase «innocente morto tragicamente».
(16 gennaio 2007)

da:http://espresso.repubblica.it/dettag...resi/1479988/6