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  1. #1
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    Predefinito non è mai tardi per copiare

    http://www.corriere.it/esteri/10_feb...2aabe.shtmltre nostri connazionali già respinti. la farnesina: «non partite»
    Ritorsione contro la Svizzera
    La Libia rimpatria gli europei
    Tripoli non rilascerà più visti a cittadini dell'aerea Schengen; non saranno ammessi quelli in arrivo
    tre nostri connazionali già respinti. la farnesina: «non partite»

    Muammar Gaddafi (Reuters)
    TRIPOLI - Le autorità libiche hanno fatto sapere che non solo non saranno più rilasciati visti a cittadini provenienti dai Paesi dell'area Schengen, ma che non saranno ammessi sul territorio libico anche coloro che nel frattempo arrivano con un visto Schengen. A quanto si apprende da fonti libiche, il provvedimento è una «ritorsione» alla misura presa qualche giorno fa dalla Svizzera nei confronti di Muhammar Gheddafi e di altri 187 libici, banditi dalla federazione elvetica. In un "avviso particolare" pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri - Home curato dall'Unità di crisi del ministero degli Esteri, la Farnesina, riferendosi alla decisione di Tripoli, parla di «improvvise e non annunciate misure restrittive» e «sconsiglia» ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia.

    BLOCCATI E RIMPATRIATI - Rimpatri di passeggeri atterrati all'aeroporto internazionale di Tripoli si registrano da domenica sera. Al momento sono già stati rimandati indietro tre italiani, nove portoghesi, un francese e un altro cittadino europeo proveniente dal Cairo. Sono 40 gli italiani che, domenica sera, sono stati trattenuti all'aeroporto di Tripoli. Di questi, tre sono stati rimpatriati con lo stesso aereo sul quale erano arrivati. Gli altri 37 - dopo una notte passata in aeroporto assistiti dal console generale Francesca Tardioli - sono poi stati lasciati entrare nel Paese intorno alle 4.30 del mattino. Si tratta per lo più di dipendenti a contratto di società petrolifere che operano in Libia. Il direttore dell'Ufficio Alitalia di Tripoli, Gianluca Della Torre, ha affermato di «temere maggiori restrizioni già a partire dal prossimo volo, quello delle 24 e 45». Secondo quanto appreso in aeroporto, dai vettori di tutte le compagnie aeree vengono fatti scendere prima i passeggeri non europei e solo in un secondo momento tutti gli altri che vengono poi fermati al controllo passaporti dove inizia una lunga trafila che in molti casi porta al rimpatrio. Secondo alcune fonti sul posto, ai Consoli generali giunti in nottata in aeroporto non è stato consentito di incontrare i propri connazionali in difficoltà, in particolare il console maltese e quello portoghese non sono riusciti ad avere un contatto diretti con i connazionali.

    SI MUOVE L'ITALIA - L'Italia ha fatto sapere anche che chiederà che la decisione libica di sospendere la concessione di nuovi visti di ingresso ai cittadini dei Paesi Schengen, nonchè la validità dei visti di ingresso già rilasciati sia oggetto di discussione alla prossima riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue in agenda il 22 febbraio prossimo. Su questa vicenda Roma si sta raccordando con tutti i paesi dell'Unione Europea e Schengen. Il nostro Paese sta inoltre verificando «la correttezza» della decisione svizzera che ha suscitato la reazione libica di chiudere le frontiere ai cittadini provenienti dai Paesi dell'area Schengen. È quanto riferiscono fonti della Farnesina.

    TENSIONE - La decisione di Tripoli infatti è solo l'ultimo atto di una bagarre diplomatica tra la Libia e la Svizzera, iniziata nel luglio del 2008, quando il figlio di Gheddafi, Hannibal, e sua moglie, furono fermati dalle autorità svizzere per una denuncia di maltrattamenti da parte di due domestici. La circolare del primo ministro libico, Al Bagdadi Ali Al Mahmoudi, con cui Tripoli ha sospeso la concessione di visti turistici a tutti i cittadini che provengono da Paesi dell'area Schengen non reca alcuna motivazione ufficiale, ma fonti diplomatiche e alcuni esponenti del settore turistico non faticano a trovare una connessione con l'ormai annosa crisi fra Berna e Tripoli. Il documento sui visti sembra infatti essere la diretta conseguenza della pubblicazione, da parte della Svizzera, di una «lista nera» di 188 personalità libiche - fra cui proprio il colonnello Gheddafi e molti membri della sua famiglia - cui è stato precluso l'ingresso nel Paese elvetico. Secondo il quotidiano online Oea, vicino alla Fondazione Gheddafi, di cui è presidente Seif Gheddafi, figlio del colonnello, che cita un «responsabile libico di alto livello», la lista comprende anche responsabili del Congresso generale del Popolo (Parlamento), del governo e «responsabili economici e dirigenti militari e dei servizi di sicurezza». «Questa decisione - avverte però la fonte - recherà danno in primo luogo agli interessi della Svizzera», e «se non sarà annullata Tripoli risponderà con misure di dissuasione fondate sul principio di reciprocità», ha aggiunto ancora. Detto, fatto. La «minaccia» infatti - unita ad una annosa questione che vede i cittadini libici lamentarsi per la difficoltà ad ottenere un visto Schengen, visto che per essere rilasciato richiede l'unanimità da parte di tutti i Paesi facenti parte dell'accordo - ha avuto un immediato seguito con la circolare di Al Mahmoudi. Dallo scorso 12 dicembre 2008, anche la Svizzera ha il potere di bloccare la concessione dei visti, essendo entrata nell'area di Schengen. Berna ha dunque cancellato i controlli sistematici delle persone alle frontiere con Austria, Francia, Germania e Italia, acquistando però il diritto di veto sul rilascio di visti a cittadini esterni all'area. Lo stop agli ingressi deciso dalla Libia fa presagire un seguito non ancora ben definito anche per quanto riguarda i due uomini d'affari elvetici trattenuti in Libia dal luglio 2008 con l'accusa di aver violato le leggi libiche sull'immigrazione e sul commercio. Tripoli, d'altro canto, non è nuova ad accusare l'Ue di dare «solidarietà sistematica e programmatica» a Berna, limitando i visti Schengen ai cittadini libici, come si legge ancora sul quotidiano Oea. (Fonte Ansa)


    15 febbraio 2010

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  2. #2
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    Predefinito Rif: non è mai tardi per copiare

    Molti hanno simpatia Gheddafi
    Sarà forse perché sotto certi aspetti pare abbia i lineamenti autoritari del capo della lega.

    Hanno ambedue qualcosa di trascendentale nel loro aspetto, anche se questo qualcosa ha qualche lieve differenza dovuto all'influenza delle culture diverse in cui sono cresciuti.
    Tuttavia ambedue hanno una uguale conoscenza del proprio io.

    Se Gheddafi ha incominciato a mandare indietro gli Europei, si potrebbe farlo anche noi per coloro non regolari.

    Oppure, pur essendo noi abituati alla schiavitù, almeno ci sia permesso di pensare che rimandare indietro certuni è una grande soluzione.
    Ma se anche questo non si può pensare, almeno ci sia concesso immaginare quanti denari prende la partitocrazia, nel suo insieme, per far si che non si riesca e non si voglia mandare indietro alcuno.

    Forse è meglio mandare via molti invasori.
    Perché poi potrebbe capitare che, se non si manda via alcuno, la gente, molte volte non è in grado di regolarsi, e mandi all'inferno i politici.

    E l'inferno è brutto, perché non ci sono cadreghe.
    Ultima modifica di jotsecondo; 15-02-10 alle 18:02

  3. #3
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    Predefinito Rif: non è mai tardi per copiare

    A quanto si apprende da fonti libiche, il provvedimento è una «ritorsione» alla misura presa qualche giorno fa dalla Svizzera nei confronti di Muhammar Gheddafi e di altri 187 libici, banditi dalla federazione elvetica. In un "avviso particolare" pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri*-*Home curato dall'Unità di crisi del ministero degli Esteri, la Farnesina, riferendosi alla decisione di Tripoli, parla di «improvvise e non annunciate misure restrittive» e «sconsiglia» ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia.
    La cosa va avanti da mesi, che pochi giorni. Gheddafi lo tira fuori solo ora, ma, appunto, è da mesi che questa politica va avanti. Se non sbaglio neanche a Davos c'erano libici.
    Va avanti da quando, con la scusa di un controllo medico, fecero letteralmente sparire i due cittadini svizzeri. Allora la Svizzera adottò le restrizioni ai cittadini libici, e già allora la Libia accusò l'UE di connivenza con la Svizzera.
    Poi la Libia fece riapparire i due cittadini svizzeri, ne scagionò uno dalle accuse e fece ridurre di molto le pene per il secondo. Ora, casualmente, salta fuori che i visti ai cittadini libici vengono rifiutati.

    12 novembre 2009 - 148
    Libia: i due ostaggi svizzeri saranno processati
    I due uomini d'affari elvetici bloccati in Libia da oltre un anno saranno giudicati per frode fiscale e violazione delle procedure relative ai visti. È quanto ha annunciato giovedì il ministero degli affari esteri libico.

    Max Göldi, direttore della filiale libica del gruppo ABB, e Rachid Hamdani, un responsabile di una PMI del canton Vaud, erano stati messi agli arresti domiciliari nel luglio del 2008, dopo il fermo avvenuto a Ginevra del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, e di sua moglie.

    Alla metà di settembre di quest'anno, i due uomini erano stati trasferiti in un luogo segreto dai servizi di sicurezza libici. Un'operazione definita da Berna "un rapimento". Lunedì scorso, infine, Göldi e Hamdani erano stati riportati all'ambasciata svizzera di Tripoli.

    Questo ritorno nella rappresentanza diplomatica aveva fatto sperare in una rapida soluzione del caso. Giovedì, però, Tripoli ha raffreddato le speranze delle famiglie dei due ostaggi di poterli riabbracciare presto. In un comunicato, infatti, il ministero degli esteri ha indicato che i due uomini "saranno processati per violazione delle procedure relative ai visti e frode fiscale".

    "Saranno giudicati prima della fine dell'anno", ha dichiarato il viceministro degli esteri Khaled Kaim, invitando i due cittadini svizzeri a rientrare nelle loro case di Tripoli.

    Questa ennesima svolta è forse da mettere in relazione anche con la politica dei visti restrittiva adottata dalla Confederazione. Sempre giovedì, infatti, Khaled Kaim ha protestato poiché "nelle ultime settimane la maggior parte delle richieste di visti Schengen inoltrate da cittadini e responsabili libici sono state respinte".

    "Questa misura da parte degli stati europei è incomprensibile", ha aggiunto Kaim, denunciando quella che ha definito "una solidarietà sistematica e programmata" con la Svizzera da parte europea.

    Secondo Kaim, visti Schengen sono stati in particolare negati in novembre a responsabili dei servizi del primo ministro e a funzionari del ministero della sanità.

    Il 4 novembre scorso il governo elvetico aveva inasprito i toni, annunciando che "fino a nuovo ordine continuerà ad applicare nei confronti dei cittadini libici una politica dei visti restrittiva". Il trattato di Schengen prevede che un paese firmatario possa opporsi alla concessione di visti per alcune categorie di persone.


    swissinfo.ch e agenzie
    http://www.swissinfo.ch/ita/news_dig...ml?cid=1317934
    Di sicuro è un gran paraculo. Probabilmente nemmeno l'avrà detto, al suo popolo, ai tempi. Forse aveva paura di sembrare un fifone.
    Ultima modifica di Halberdier; 15-02-10 alle 21:19

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: non è mai tardi per copiare

    Volontà politica.
    Quella che il Colonnello in questa circostanza ha avuto e quella che molti europei hanno dimostrato di non aver più da tempo preferendo una tranquilla servitù.
    Ultima modifica di Bèrghem; 15-02-10 alle 21:32
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: non è mai tardi per copiare

    W la Svizzera.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Rif: non è mai tardi per copiare

    Il provvedimento preso da Gheddafi non riguarda l'Inghilterra.

    In questi mesi vi è un continuo colpire la Svizzera.
    Quel buco in mezzo all'Europa, di territorio non occupato, da un fastidio immenso.

    La Cina, che vuole invadere con milioni dei suoi esuberi l'Europa, e pagherà il permesso attraverso la remissione dei debiti presenti e futuri (20 anni??) occidentali e USA compresa, non vuole comperare il diritto di sfruttamento abitativo di un terreno (Europa) con un appezzamento non acquistabile al centro.

    La Svizzera è pericolosa.

    Guai se diventasse una calamita di qualche paese che si staccasse dall'euro e formare un centro economico di valore, non sfruttato dal mondo semitico-mediterraneo.
    Operazione fattibile in quanto da un punto di vista di occupazione cinese è giusto tenere unita l'Europa, ma da un punto di vista economico europeo diventa assurdo e ridicolo unire tanti popoli così assolutamente differenti e con il pieno diritto di non vivere una vita (per loro impossibile) con la cultura e i ritmi occidentali.

    Gli inglesi hanno usato Garibaldi per fare l'unità d'italia, ed adesso potrebbero usare Gheddafi per mettere in difficoltà la Svizzera, e poterla alla lunga inglobarla nell'Euro.

    Premesso che gli Inglesi, sapendo come va a finire l'Euro, sono solo soci nella banca europea ma non usano l'Euro.

    Se l'Euro sparisce in Europa restano due monete la sterlina e il Franco.
    Se il Franco sparisce resta solamente più la sterlina.

    Inglesi: pirati si, ma sprovveduti no!!!!
    Ultima modifica di jotsecondo; 16-02-10 alle 09:52

 

 

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