(AGI) - Roma, 16 gen. - L'Italia e' sessantesima nel mondo in tema di liberta' economica. Come l'Uganda ma peggio di Namibia, Belize, Slovenia e Kuwait in una classifica guidata da Hong Kong, Singapore e Australia. E' il verdetto della classifica annuale della liberta' economica, l'Index of Economic Freedom, elaborato dalla Heritage Foundation di Washington DC e dal Wall Street Journal, con la collaborazione di alcuni think tank europei fra cui, per l'Italia, l'Istituto Bruno Leoni. "La liberta' dall'intervento dello Stato - si legge nello studio che verra' presentato il 16 febbraio a Bologna - i diritti di proprieta' e la liberta' dalla corruzione sono relativamente deboli. La spesa pubblica e le aliquote fiscali raggiungono livelli straordinariamente elevati al fine di finanziare un pervasivo stato assistenziale". Lo studio fa notare che il livello di corruzione "se raffrontata a quella di altri Paesi, la corruzione non e' particolarmente grave, ma e' elevata per un'economia avanzata". Inoltre "il compito di garantire il rispetto delle normative pubbliche e delle sentenze giudiziarie viene ulteriormente ostacolato da un'amministrazione pubblica inefficiente". Nella classifica, che prende in esame 157 Paesi, gli Stati Uniti sono classificati al quarto posto, mentre le economie piu' libere del Vecchio continente sono Inghilterra (sesta) ed Irlanda (settima). Sui 41 Paesi considerati parte dell'area geografica europea, l'Italia viene classificata al 28mo posto. Il punteggio complessivo (che riunisce indicatori di dieci diverse "liberta'") del nostro Paese e' piu' elevato di 0,2 punti percentuali rispetto all'anno scorso, il che riflette soprattutto la diversa metodologia utilizzata nella stesura dell'Index (compilato sulla base di dati forniti dalle grandi istituzioni internazionali). Per Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, "la cosa grave e' che non c'e' nulla da segnalare: l'Index of Economic Freedom ci vede sostanzialmente 'galleggiare' da anni, senza capacita' di trasformare le necessarie riforme da slogan elettorale in politica di governo. La posizione dell'Italia continua a scivolare, in classifica - al di la' degli aggiustamenti metodologici - sostanzialmente perche' il resto del mondo invece non resta al palo, e sa migliorare il proprio grado di liberta' economica e sa dunque mettersi in condizione di far crescere la propria prosperita'". L'Indice registra infatti un "generale miglioramento delle condizioni della liberta' economica, nel mondo. Dimostrazione del fatto che la ricetta della crescita e della liberta' non e' poi cosi' difficile. Ma a noi continua a mancare un cuoco", conclude Mingardi.
Ma sarà colpa di Prodi o di Berlusconi?![]()




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