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    Predefinito La cassazione dà finalmente torto alla Forleo

    17/1/2007
    Processo Daki:"Fu terrorismo"
    Cassazione deposita le motivazioni


    La Cassazione ha depositato le motivazioni per le quali lo scorso 11 ottobre ha stabilito che il processo d'appello a Daki e a altri due nordafricani sia da rifare. Secondo la prima sezione della Suprema Corte il "ruolo" di Mohamed Daki, il marocchino che era stato assolto dal gup Clementina Forleo dall'accusa di terrorismo internazionale, è stato "svalutato" in maniera "priva di plausibile logica".

    Scrive la Suprema Corte nella sentenza 1072 di 31 pagine, con la quale boccia la decisione del gup Forleo che il 24 gennaio del 2005 considerò l'attivita' di Daki "guerriglia" e non "terrorismo", che "la svalutazione del ruolo del Daki appare priva di plausibile base logica quando si considera che dal contenuto delle intercettazioni risulta che egli entrò in contatto" con esponenti dell'integralismo islamico e che "si collegò telefonicamente con la Siria parlando con un dirigente di Ansar Al Islam, circa l'aiuto da prestare al somalo Ciise, intenzionato a recarsi a combattere la guerra santa, anche a costo del martirio".

    Secondo i giudici della Cassazione la sentenza del gup Forleo, al pari di quella della Corte di merito, "presta il fianco alle critiche formulate nel ricorso del Procuratore Generale nella parte in cui è stato completamente omesso di approfondire i rapporti del gruppo formato dagli imputati con l'organizzazione trasnazionale", che dalle "conversazioni intercettate emerge che gli "elementi di spicco dell'organizzazione giudicavano il Daki come persona pienamente affidabile e disposta ad aiutare i fratelli, circostanza, questa, estremamente significativa per il fatto che l'aiuto richiesto all'imputato consisteva in attività illecite per le quali doveva essere elusa la sorveglianza delle autorità di polizia".

    A questo punto il relatore Giovanni Silvestri annota che "l'apparato argomentativo della motivazione non può non considerarsi inficiato da manifeste fratture logiche in totale
    distonia con risultanze processuali di rilevante significato probatorio". Mohamed Daki era stato assolto in secondo grado dalla Corte d'assise d'appello di Milano, 28 novembre 2005, anche dal reato di ricettazione di documenti falsi, per cui il gup Clementina Forleo gli aveva invece inflitto un anno e quattro mesi. Su questo punto, però, la sentenza di assoluzione dei giudici d'appello è stata confermata definitivamente dalla Cassazione. La corte d'Assise d'appello di Milano, dovrà invece riconsiderare l'accusa di terrorismo internazionale anche a carico dei coimputati di Daki, Bouyahia Maher e Ali Toumi Ben Sassi, i quali in secondo grado erano stati condannati a tre anni di reclusione per associazione a delinquere (ex articolo 416 cp) e favoreggiamento di immigrazione clandestina.

    "Terrorismo sparare ai militari"
    Ma c'è un'altra ragione per la quale la Corte d'appello deve rivedere il caso, "dato che nei contesti di conflitto armato (tra Stati o di guerra civile) possono ben presentarsi situazioni nelle quali gli atti di violenza sono rivolti tanto contro i militari quanto contro la popolazione civile".

    All'interno della sentenza della Cassazione, risulta infatti di particolare rilievo il passaggio sulla definizione degli attacchi diretti contro i militari impegnati in compiti del tutto estranei alle operazioni belliche, come nelle missioni umanitarie. "Costituisce atto terroristico anche quello contro un obiettivo militare quando le peculiari e concrete situazioni fattuali facciano apparire certe ed inevitabili le gravi conseguenze in danno della vita e dell' incolumità fisica della popolazione civile, contribuendo a diffondere nella collettività paura e panico", si legge nel testo. In sostanza, per la Suprema Corte è sbagliato considerare terroristici "soltanto gli atti esclusivamente diretti contro la popolazione civile".

    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca...lo344659.shtml

    Di tanto in tanto i rossi magistrati onnipotenti dicono qualcosa che non ripugna al buon senso. Adesso però mi chiedo: dato che la Cassazione ha sostenuto che le argomentazioni della Forleo erano prive di qualsiasi plausibile logica, il CSM prenderà qualche provvedimento disciplinare contro la Forleo, o questa continuerà a sparere sentenze ideologiche prive di logica come se nulla fosse?

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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    17/1/2007
    Processo Daki:"Fu terrorismo"
    Cassazione deposita le motivazioni


    La Cassazione ha depositato le motivazioni per le quali lo scorso 11 ottobre ha stabilito che il processo d'appello a Daki e a altri due nordafricani sia da rifare. Secondo la prima sezione della Suprema Corte il "ruolo" di Mohamed Daki, il marocchino che era stato assolto dal gup Clementina Forleo dall'accusa di terrorismo internazionale, è stato "svalutato" in maniera "priva di plausibile logica".

    Scrive la Suprema Corte nella sentenza 1072 di 31 pagine, con la quale boccia la decisione del gup Forleo che il 24 gennaio del 2005 considerò l'attivita' di Daki "guerriglia" e non "terrorismo", che "la svalutazione del ruolo del Daki appare priva di plausibile base logica quando si considera che dal contenuto delle intercettazioni risulta che egli entrò in contatto" con esponenti dell'integralismo islamico e che "si collegò telefonicamente con la Siria parlando con un dirigente di Ansar Al Islam, circa l'aiuto da prestare al somalo Ciise, intenzionato a recarsi a combattere la guerra santa, anche a costo del martirio".

    Secondo i giudici della Cassazione la sentenza del gup Forleo, al pari di quella della Corte di merito, "presta il fianco alle critiche formulate nel ricorso del Procuratore Generale nella parte in cui è stato completamente omesso di approfondire i rapporti del gruppo formato dagli imputati con l'organizzazione trasnazionale", che dalle "conversazioni intercettate emerge che gli "elementi di spicco dell'organizzazione giudicavano il Daki come persona pienamente affidabile e disposta ad aiutare i fratelli, circostanza, questa, estremamente significativa per il fatto che l'aiuto richiesto all'imputato consisteva in attività illecite per le quali doveva essere elusa la sorveglianza delle autorità di polizia".

    A questo punto il relatore Giovanni Silvestri annota che "l'apparato argomentativo della motivazione non può non considerarsi inficiato da manifeste fratture logiche in totale
    distonia con risultanze processuali di rilevante significato probatorio". Mohamed Daki era stato assolto in secondo grado dalla Corte d'assise d'appello di Milano, 28 novembre 2005, anche dal reato di ricettazione di documenti falsi, per cui il gup Clementina Forleo gli aveva invece inflitto un anno e quattro mesi. Su questo punto, però, la sentenza di assoluzione dei giudici d'appello è stata confermata definitivamente dalla Cassazione. La corte d'Assise d'appello di Milano, dovrà invece riconsiderare l'accusa di terrorismo internazionale anche a carico dei coimputati di Daki, Bouyahia Maher e Ali Toumi Ben Sassi, i quali in secondo grado erano stati condannati a tre anni di reclusione per associazione a delinquere (ex articolo 416 cp) e favoreggiamento di immigrazione clandestina.

    "Terrorismo sparare ai militari"
    Ma c'è un'altra ragione per la quale la Corte d'appello deve rivedere il caso, "dato che nei contesti di conflitto armato (tra Stati o di guerra civile) possono ben presentarsi situazioni nelle quali gli atti di violenza sono rivolti tanto contro i militari quanto contro la popolazione civile".

    All'interno della sentenza della Cassazione, risulta infatti di particolare rilievo il passaggio sulla definizione degli attacchi diretti contro i militari impegnati in compiti del tutto estranei alle operazioni belliche, come nelle missioni umanitarie. "Costituisce atto terroristico anche quello contro un obiettivo militare quando le peculiari e concrete situazioni fattuali facciano apparire certe ed inevitabili le gravi conseguenze in danno della vita e dell' incolumità fisica della popolazione civile, contribuendo a diffondere nella collettività paura e panico", si legge nel testo. In sostanza, per la Suprema Corte è sbagliato considerare terroristici "soltanto gli atti esclusivamente diretti contro la popolazione civile".

    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca...lo344659.shtml

    Di tanto in tanto i rossi magistrati onnipotenti dicono qualcosa che non ripugna il buon senso. Adesso però mi chiedo: dato che la Cassazione ha sostenuto che le argomentazioni della Forleo erano prive di qualsiasi plausibile logica, il CSM prenderà qualche provvedimento disciplinare contro la Forleo, o questa continuerà a sparere sentenze ideologiche prive di logica come se nulla fosse?
    PER ORA DOVRANNO RIFARE IL PROCESSO....... E SE UNA CORTE AVRà IL CORAGGIO DI CONDANNARE DAKI PER TERRORISMO SI VEDRà
    E POI DICONO CHE LA CASSAZIONE NON PUò ENTRARE NEL MERITO....... A ME PARE CJHE ENTRI NEL MERITO E NELLA POLITICA........
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    PER ORA DOVRANNO RIFARE IL PROCESSO....... E SE UNA CORTE AVRà IL CORAGGIO DI CONDANNARE DAKI PER TERRORISMO SI VEDRà
    Si rifarà il processo tenendo conto di questo: "
    "la svalutazione del ruolo del Daki appare priva di plausibile base logica quando si considera che dal contenuto delle intercettazioni risulta che egli entrò in contatto" con esponenti dell'integralismo islamico e che "si collegò telefonicamente con la Siria parlando con un dirigente di Ansar Al Islam, circa l'aiuto da prestare al somalo Ciise, intenzionato a recarsi a combattere la guerra santa, anche a costo del martirio".

    Secondo i giudici della Cassazione la sentenza del gup Forleo, al pari di quella della Corte di merito, "presta il fianco alle critiche formulate nel ricorso del Procuratore Generale nella parte in cui è stato completamente omesso di approfondire i rapporti del gruppo formato dagli imputati con l'organizzazione trasnazionale", che dalle "conversazioni intercettate emerge che gli "elementi di spicco dell'organizzazione giudicavano il Daki come persona pienamente affidabile e disposta ad aiutare i fratelli, circostanza, questa, estremamente significativa per il fatto che l'aiuto richiesto all'imputato consisteva in attività illecite per le quali doveva essere elusa la sorveglianza delle autorità di polizia".
    , e di questo: "
    "Costituisce atto terroristico anche quello contro un obiettivo militare quando le peculiari e concrete situazioni fattuali facciano apparire certe ed inevitabili le gravi conseguenze in danno della vita e dell' incolumità fisica della popolazione civile, contribuendo a diffondere nella collettività paura e panico"
    .

    Con queste premesse voglio vedere quale corte avrà il coraggio di NON condannare Daki per terrorismo internazionale .

  4. #4
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    non entro nel merito della vicenda citata in questo post, che non conosco.

    Noto però che Novis, che si autodefinisce "leghista", ha sentito la necessità di postare, con evidente compiacimento, una sentenza della Cassazione; bene, ma allora la Cassazione va sempre citata come fonte autorevole e rispettata anche quando, per esempio, riconosce circostanze attenuanti ad un omicida extracomunitario solo perchè in condizioni disagiate dovute al suo stato di clandestino (vicenda di questi giorni).

    Poi è significativo, ma non è una novità, che per un "leghista" sia importante la condanna (eventuale) di un presunto "terrorista" internazionale: evidentemente sono queste le priorità di un movimento come la LN sedicente votato alla indipendenza della Padania: se e quando il fantomatico terrorismo internazionale sarà sconfitto, avremo la nostra indipendenza?

    Da qui viene la dimostrazione di quello che ho sempre affermato: dietro la maschera di posizioni autonomiste o indipendentiste vi è solo e soltanto una ideologia di estrema destra ITALIANA, totalmente ed intimamente italiana.

    E poi qualcuno si interroga ancora perche' i leghisti non sono credibili e non sono votati dal popolo che dicono di rappresentare!

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Non voglio entrare nel merito del processo, tuttavia, anche se la Cassazione può dire quel che vuole, a casa mia resistere all'occupazione illegale e militare di un esercito straniero continua a non essere terrorismo, anzi.

  6. #6
    naufrago
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Non voglio entrare nel merito del processo, tuttavia, anche se la Cassazione può dire quel che vuole, a casa mia resistere all'occupazione illegale e militare di un esercito straniero continua a non essere terrorismo, anzi.
    Questa volta dissento, amico Bèrghem. Il farsi saltare per aria insieme a civili irakeni inermi, donne, bambini e quindi NON solo, eventualmente, ai militari yankee (e comunque sarebbe da discutere la legittimità del metodo kmikaze) a mio giudizio è quanto di più terrorista possa esserci.
    Per una volta mi trovo d'accordo con la corte di sCassazione, che ogni tnto ne becca una. Oltretutto (e qui rischio ma la verità mi sembra palese, a maggior ragione dopo quanto qui riportato) la sentenza della forleo era palesemente impregnata di ideologia politica.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    "Costituisce atto terroristico anche quello contro un obiettivo militare quando le peculiari e concrete situazioni fattuali facciano apparire certe ed inevitabili le gravi conseguenze in danno della vita e dell' incolumità fisica della popolazione civile, contribuendo a diffondere nella collettività paura e panico", si legge nel testo. In sostanza, per la Suprema Corte è sbagliato considerare terroristici "soltanto gli atti esclusivamente diretti contro la popolazione civile".

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    guarda cosa si è dovuta inventare la Cassazione per fare rientrare nella definizione ciò che non lo è,e cioè un attacco diretto ad un obiettivo militare

  8. #8
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    Questa volta dissento, amico Bèrghem. Il farsi saltare per aria insieme a civili irakeni inermi, donne, bambini e quindi NON solo, eventualmente, ai militari yankee (e comunque sarebbe da discutere la legittimità del metodo kmikaze) a mio giudizio è quanto di più terrorista possa esserci.
    Per una volta mi trovo d'accordo con la corte di sCassazione, che ogni tnto ne becca una. Oltretutto (e qui rischio ma la verità mi sembra palese, a maggior ragione dopo quanto qui riportato) la sentenza della forleo era palesemente impregnata di ideologia politica.
    Secondo me, caro FdV, invece la sentenza della Forleo era di assoluto buon senso. Quando afferma "condannare come terrorismo ogni guerriglia violenta significherebbe negare l'elementare diritto di resistenza all'occupazione di truppe straniere" e quello dell'autodeterminazione dei popoli sancito a Helsinki nel 1975, mi sento di condividere. La sentenza diceva: "È guerriglia quando l'attacco violento è indirizzato su obbiettivi militari, è terrorismo quando colpisce indiscriminatamente militari e civili": mi pare chiarissimo, io su questo concordo e non mi sembra che la Cassazione abbia poi detto tanto di diverso.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da TrePi Visualizza Messaggio
    non entro nel merito della vicenda citata in questo post, che non conosco.

    Noto però che Novis, che si autodefinisce "leghista", ha sentito la necessità di postare, con evidente compiacimento, una sentenza della Cassazione; bene, ma allora la Cassazione va sempre citata come fonte autorevole e rispettata anche quando, per esempio, riconosce circostanze attenuanti ad un omicida extracomunitario solo perchè in condizioni disagiate dovute al suo stato di clandestino (vicenda di questi giorni).
    Trepi almeno leggi bene i thread prima di provocare: ho scritto "di tanto in tanto i magistrati pronunciano sentenze che non ripugnano al normale buonsenso", il che significa che in moltissimi casi invece lo fanno e dunque non vanno rispettati.
    Per altro ho postato questo thread perchè pensavo che la notizia facesse piacere alla maggioranza dei forumisti di Padania, che per lo più detestano come me i magistrati rossi.

    Poi è significativo, ma non è una novità, che per un "leghista" sia importante la condanna (eventuale) di un presunto "terrorista" internazionale: evidentemente sono queste le priorità di un movimento come la LN sedicente votato alla indipendenza della Padania: se e quando il fantomatico terrorismo internazionale sarà sconfitto, avremo la nostra indipendenza?

    Da qui viene la dimostrazione di quello che ho sempre affermato: dietro la maschera di posizioni autonomiste o indipendentiste vi è solo e soltanto una ideologia di estrema destra ITALIANA, totalmente ed intimamente italiana.
    Per la Padania sono esigenze primarie entrambe le cose, ottenere l'indipendenza o almeno il federalismo, e assicurarsi di non essere vittima del terrorismo internazionale che purtroppo prolifera nelle nostre moschee...mi sembra del tutto ovvio. A me, sai, non piace per nulla la possibilità di finire un domani sotto una bomba dei terroristi islamici
    Estrema destra italiana dici? No guarda, al massimo la puoi definire (se così ti piace, e naturalmente sbagli) estrema destra Padana, totalmente e intimamente padana, dal momento che è proprio in Padania che i terroristi nostrani si concentrano maggiormente, non ad Agrigento o a Vibo Valentia, e che gli attentati programmati erano previsti a Milano e Cremona .

    E poi qualcuno si interroga ancora perche' i leghisti non sono credibili e non sono votati dal popolo che dicono di rappresentare!
    A parte che io non faccio politica neanche da lontano, e che voto Lega perchè mi rappresenta, a parte questo Trepi...hai ragione, la Lega non ti rappresenta proprio per niente, ma non è un male

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Non voglio entrare nel merito del processo, tuttavia, anche se la Cassazione può dire quel che vuole, a casa mia resistere all'occupazione illegale e militare di un esercito straniero continua a non essere terrorismo, anzi.
    Anch'io non voglio entrare nel merito del processo, il fatto è che Daki avrebbe potuto legittimamente compiere le sue operazioni in Arabia Saudita o in qualche altro Stato filoalqaeda, ma non in Italia, dal momento che l'Italia ha scelto di lottare contro alqaeda.

 

 
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