ROMA - Casa delle libertà in pressing su Napolitano, maggioranza unita a difesa della decisione del governo e dell'autonomia del capo dello stato. Le varie anime della coalizione berlusconiana magari non la pensano proprio allo stesso modo sulle elezioni anticipate, chieste da Bossi e negate da Fini, ma sulla necessità di un'intervento del Quirinale sul caso Visco-Guardia di Finanza c'é concordia assoluta: l'intervento di Napolitano viene chiesto all'unisono da tutti.
Umberto Bossi, di fronte ai militanti leghisti riuniti sul prato di Pontida, chiede che Napolitano faccia sentire la sua voce. "Il presidente della Repubblica - dice il leader della lega nord - deve intervenire perché il Paese è in una situazione di grave difficoltà ". Se la richiesta di Bossi è più mirata a ottenere il ritorno dei cittadini alle urne, quella di Gianfranco Fini si appunta proprio sull'allontanamento del comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale. Il presidente di an, intervistato da Lucia Annunziata su rai3, esprime il suo dissenso sull'appello di Napolitano a essere tenuto fuori dalle polemiche. "Napolitano - ragiona Fini - è il capo delle Forza Armate, dunque non può dire che la materia non è di sua competenza". Fini accusa il ministro Visco di essere andato al di là dei suoi poteri : "ha esercitato indebite pressioni sul comandante generale della guardia di finanza" per ottenere l'allontanamento degli ufficiali di Milano impegnati nelle indagini sulla scalata dell'Unipol alla Bnl. Non tutti, però, nel centrodestra sono d'accordo sul coinvolgimento di Napolitano: il leader dell'udc Pier Ferdinando Casini sostiene che la richiesta del Quirinale di non essere trascinato nella polemica "é ineccepibile".
Ma, a parte i distinguo di Casini, il centrodestra affila le armi in attesa della giornata di mercoledì, quando al Senato si parlerà del caso Visco. La Lega nord presenterà una sua mozione , nella quale si esprime solidarietà al generale Speciale. La speranza dei leghisti è che anche i senatori di Di Pietro, contrari all'allontanamento di Speciale, votino a favore e determinino una sconfitta politica della maggioranza.
Tanto che il capogruppo di rifondazione Giovanni Russo Spena dice che "al Senato si prepara una trappola che bisogna evitare". Il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto definisce "un atto gravissimo" la decisione del governo di rimuovere il comandante generale della Gdf prima del dibattito parlamentare. A suo giudizio, tra l'altro, "il caso non è ancora chiuso", perché non sarebbe affatto sicuro che il governo abbia il potere di revocare il comandante generale delle fiamme gialle. Il fuoco di fila proveniente del centrodestra non impensierisce il governo, che resta convinto della giustezza della sua scelta. il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta sostiene che l'Esecutivo ha deciso di rimuovere Speciale " nel pieno rispetto delle sue prerogative e del diritto".
Secondo Letta, quindi, "sono assolutamente da rifiutare quindi le letture allarmistiche e le speculazioni politiche che tali decisioni stanno suscitando da parte dell'opposizione". Molti censurano l'assedio del centrodestra al Quirinale. Il segretario dello Sdi Boselli parla di "scorrettezza", il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi di "irritualità", mentre il capogruppo del Pdci Pino Sgobio definisce "goffo e disperato" il tentativo della Cdl di coinvolgere Napolitano. "Il centrodestra - sottolinea il coordinatore della segreteria ds, Migliavacca - alza solo polveroni e non è credibile perché non ha mosso un dito quando fioccavano i dossier contro esponenti dei democratici di sinistra".


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