le domande fatte meritano una risposta, al fine di evitare fraintendimenti, voluti o meno.
Ecco cosa recita il regolamento nazionale dell'Azione Cattolica Italiana al punto 12. Il regolamento è stato approvato dalla CEI nel 2004, assieme al nuovo statuto.
inutile dire che io seguo questa linea.
un chiarimento.
un semplice aderente all'AC può candidarsi benissimo dove e come vuole a titolo personale. questo articolo riguarda chi all'interno dell'Azione Cattolica ricopre incarichi espliciti ed ufficiali
Art. 12. Incompatibilità, ineleggibilità, decadenza, in relazione allo svolgimento di incarichi politici.
1. Gli incarichi direttivi e gli incarichi di componente dei Consigli (diocesani e nazionale) sono incompatibili con i mandati parlamentari (nazionale ed europeo), con incarichi di Governo, con il mandato nei Consigli Comunali, Provinciali, Regionali, con incarichi di Sindaco o Presidente o componente delle Giunte Comunali, Provinciali e Regionali e con incarichi di Presidente di Circoscrizioni comunali.
2. Gli incarichi direttivi sono altresì incompatibili con incarichi negli organi decisionali di partiti politici o di organizzazioni, comunque denominate, che perseguano finalità direttamente politiche.
3. I soci che si trovano in una situazione di incompatibilità non possono essere eletti o nominati ad incarichi direttivi o a incarichi di componenti dei Consigli.
4. I soci che rivestano incarichi direttivi e di componente dei Consigli (diocesani e nazionale) in caso di candidatura per le Assemblee elettive del Parlamento europeo, nazionale, delle Regioni e degli altri Enti pubblici territoriali di qualsiasi livello decadono automaticamente dall’incarico ricoperto dalla data dell’accettazione della candidatura.
5. Quanti rivestono incarichi direttivi e gli stessi soci dell’Azione Cattolica Italiana devono evitare che l’Associazione come tale, le sue sedi, la sua rete organizzativa siano coinvolte nelle scelte politiche personali e nella partecipazione a competizioni elettorali.




