
Originariamente Scritto da
Beli Mawyr
Li ho uccisi perché Azouz voleva violentarmi di CRISTIANA LODI
Pubblichiamo di seguito l'ordinanza di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere di Rosa Bazzi e di suo marito Olindo Romano, autori della strage di Erba, firmata dal gip Nicoletta Cremona. Nell'ordinanza si possono leggere la confessione di Rosa Bazzi e le dichiarazioni di Mario Frigerio, il vicino di casa dei Romano sopravvissuto alla mattanza e supertestimone del pluridelitto.
Dichiarazione di Mario Frigerio rilasciate ai carabinieri il 20 dicembre e contenute nell'Ordinanza di convalida del fermo firmata dal Gip Nicoletta Cremona: «Lunedì 11 dicembre io e mia moglie Valeria Cherubini siamo andati all'Esselunga e siamo tornati poco prima delle 18. Una volta a casa non abbiano notato niente di strano ma poco prima delle venti, mentre aspettavo il Tg di Canale 5 ho sentito un litigio, delle urla, erano disumane e di una voce femminile. Ho detto a Valeria, che stava scendendo con il cane, di aspettare, ma c'era un problema perché il nostro cane era incontinente. Quando le urla sono terminate e c'era tutto silenzio, insieme siamo scesi. Saranno stati dieci minuti dopo avere sentito l'urlo. Lei camminava davanti e io ero dietro. A un certo punto, arrivati sul pianerottolo dei Castagna, ho visto la porta aprirsi molto lentamente. Dentro casa Castagna la luce era spenta ma si vedevano come i bagliori di alcune fiamme. La porta si è chiusa e poi riaperta lentamente. A quel punto ho visto una faccia a me nota, era Olindo il nostro vicino, e non volevo crederci. Ho rimosso subito ma mi sono rimasti impressi gli occhi con cui mi ha guardato. Se non avessi riconosciuto quella faccia non mi sarei mai avvicinato alla porta. Mi sono chiesto: «Cosa ci fa l'Olindo in quel casino?». In quel momento lui mi ha buttato a terra e mi ha ripetutamente colpito, mi dava dei gran pugni, anche pedate dappertutto, aveva una forza tremenda. Mentre cadevo ho visto che dalla tasca destra dei pantaloni cercava un oggetto, a quel punto mi ha colpito alla gola con un coltello. Non ho sentito dolore, è stato un attimo. Ricordo che aveva la testa grossa, i capelli corti, l'attaccatura bassa e la carnagione olivastra. Ai carabinieri non ho detto subito che era l'Olindo, ma non perché volessi coprirlo, semplicemente perché io stesso stentavo a crederlo. Mi ha preso in modo che mi ha messo giù con la testa e mi è venuto sopra e mi ha tagliato la gola. Ho soltanto sentito mia moglie che gridava: «No, no, no». L'ha ripetuto quindici volte. Subito dopo lui è andato da lei, ho soltanto visto che Valeria cercava di divincolarsi. Lui ha ripreso il coltello e ho sentito mia moglie gridare: «Aiuto» e il cane che lei aveva al guinzaglio abbaiava. I miei figli mi hanno detto che anche il cane è morto nell'incendio della casa, per asfissia. «AZOUZ MI MINACCIAVA» Gli inquirenti, come spiegato al capo 2) dell'ordinanza del Gip, scrivono che sulla Seat Arosa di proprietà dei coniugi Castagna è stata rinvenuta una traccia biologica che corrisponde al sangue di Valeria Cherubini. Al capo 3) ribadiscono che c'è stata piena confessione da parte di Rosa Bazzi, una confessione resa con più precisazioni. La donna ha cercato più volte di addossarsi ogni responsabilità affermando che: «Mio marito non c'entra nulla, ho fatto tutto da sola. Da tempo ero esasperata, quella donna mi faceva paura, non sopportavo più i rumori che venivano dalla sua casa disordinata, i litigi, anche suo marito Azouz mi faceva paura. Questi continuava a perseguitarmi con le sue irrisioni. Mi derideva. Lo faceva lui e lo facevano i suoi amici quando venivano a casa a trovarlo. Una volta è venuto sotto le mie finestre, si è slacciato i pantaloni, ha tirato fuori il pene e mi ha detto che mi avrebbe scopata. Azouz nei giorni precedenti mi minacciò con il coltello, lo fece nel sottopasso del garage. Io ho riferito la cosa a mio marito il quale mi giurò che avrebbe spaccato la faccia di Azouz. Questo mi ha fatto star male». L'AGGUATO A RAFFAELLA (....)La sera dell'11 dicembre Rosa Bazzi comincia a raccontare al Gip la scena dell'omicidio. Si tratta di una delle tante versioni date dalla donna. In questa Rosa si addossa tutte le responsabilità nel tentativo di scagionare il marito. «La sera dell'11 dicembre ero fuori a sistemare alcune cose di casa quando ho visto Raffaella rientrare da sola a piedi. Ho deciso di andarle dietro e quando l'ho raggiunta sul suo pianerottolo, e lei ha aperto la porta, ho constatato che la casa era buia, avendo io staccato il contatore. Mi ero portata un coltello da cucina e l'arnese in ferro che giorni prima mio marito aveva prelevato da una discarica, pensavo di usarlo per il giardinaggio. Ho raggiunto Raffaella in corridoio e l'ho colpita con il ferro e poi con il coltello. Mio marito in quel momento era in casa nostra, forse assopito. Lui è arrivato dopo mentre io stavo bruciando la casa. Olindo mi ha aiutata soltanto a incendiare l'appartamento con due accendini. Lui ha cominciato nella camera di Castagna, io da quella del bambino. Poi è arrivato Frigerio e Olindo lo ha colpito mentre io ho intrapreso la colluttazione con sua moglie Valeria Cherubini. A quel punto siamo corsi fuori, ci siamo liberati degli abiti e abbiamo buttato tutto nella spazzatura che abbiamo caricato sull'auto che era parcheggiata in cortile. Poi abbiamo visto dei cassonetti vicino a casa, abbiamo buttato tutto lì dentro e siamo andati da McDonald's. Ripeto: sono stata io, Olindo non voleva. Voglio sottolineare che quando ho colpito Raffaella lei mi ha morsicato un dito. A quel punto ho infierito su di lei e l'ho accoltellata. Ricordo che in quel momento è arrivata anche la Cherubini, ma Olindo l'ha soltanto picchiata. Io invece l'ho accoltellata». «LI HO ACCOLTELLATI IO» .......(..) in una seconda versione Rosa Bazzi aggiunge: «Di coltelli ne avevamo due, io quello da cucina grande, mio marito il coltellino. Ma sono stata io ad accoltellare tutti. Una volta finito ci siamo spogliati e abbiamo buttato tutto in un cassonetto di Lipomo. Olindo aveva fatto più sacchi. Una volta arrivati a Longone al Segrino ci siamo fermati a un ruscello che c'era vicino a un lavatoio e ci siamo puliti. Una volta arrivati a Como, Olindo ha buttato via le calze che erano sporche di sangue. Il coltello e la spranga erano in lavanderia. Li avevo preparati io una settimana prima». «MI RITENEVA UNA DEBOLE» In una terza versione Rosa Bazzi aggiunge: «Non volevamo ucciderli ma solo spaventarli. Mio marito era arrabbiato anche con Castagna padre. È vero che una volta abbiamo inseguito Raffaella Castagna fino a Canzo, volevamo spaventarla. Poi io ho deciso di ucciderla e l'ho deciso circa una settimana prima. La domenica precedente perché mi aveva svegliato con i rumori alle sei del mattino. E poi si stava avvicinando la data dell'udienza in tribunale. Lei ci prendeva in giro deridendoci per questo processo e ci diceva che ci avrebbe carpito denaro che lei avrebbe poi buttato via. La Castagna mi considerava Azouz mi faceva paura. Mi derideva. Lo faceva lui e lo facevano i suoi amici quando venivano a trovarlo. Una volta è venuto sotto le mie finestre, si è slacciato i pantaloni, ha tirato fuori il pene, mi ha anche palpeggiato, e mi ha detto che mi avrebbe scopata. Azouz nei giorni precedenti mi minacciò con il coltello lo fece nel sottopasso del garage. Io ho riferito la cosa a mio marito il quale mi giurò che avrebbe spaccato la faccia ad Azouz ROSA BAZZI ROSA BAZZI È vero che una volta abbiamo inseguito Raffaella Castagna fino a Canzo, volevamo spaventarla. Poi io ho deciso di ucciderla e l'ho deciso circa una settimana prima. La domenica precedente perché mi aveva svegliato con i rumori alle sei del mattino. E poi si stava avvicinando la data dell'udienza in tribunale. Lei ci prendeva in giro deridendoci per questo processo e ci diceva che ci avrebbe carpito denaro che lei avrebbe poi buttato via. La Castagna mi considerava una debole perché soffrivo di mal di testa. Ma alla fine sono riuscita a ucciderla. Lei e anche quel bambino che piangeva e gridava sempre. Con l'approssimarsi del processo abbiamo deciso di colpire figlia, madre e ... anche il padre. Perché Carlo Castagna il più bastardo. Ci eravamo messi da un po' a studiare le mosse della Castagna e del vicinato per avere la sicurezza di non essere notati quando avremmo agito. La sbarra di ferro l'ho presa dal furgone. Mia moglie ha preso i coltelli dalla cucina. Nelle 3 settimane precedenti ci eravamo appostati sul pianerottolo per controllare i Castagna e agire OLINDO ROMANO
Ho appiccato il fuoco... Ho chiuso la porta ma, quando l'ho riaperta, mi sono trovato davanti Frigerio. Ho chiuso di nuovo la porta ma non si respirava. Così riaperto e c'era la Valeria Cherubini col cane. Ho detto a mia moglie di tornare dentro fino a che la Cherubini non fosse arrivata fin su da noi. Subito dopo colpii Frigerio con i pugni e poi gli tagliai la gola. Mia moglie aveva una mano sulla bocca della Cherubini, mentre io accoltellavo anche lei
Libero 17/01/07