giovedi , 22 dicembre 1994
sfiducia al governo Berlusconi. ieri la discussione in Parlamento. nel suo discorso Bossi spiega la sfiducia e accusa il presidente del consiglio
Bossi: finisce la 1a Repubblica
Ballardin Gianfranco
Spiega le ragioni della sfiducia e accusa il capo dell'esecutivo: non sei l'uomo della Provvidenza
ROMA . "Mi assumo la responsabilità di porre fine alla Prima Repubblica", proclama solennemente Umberto Bossi, sillabando le lettere, nell'aula di Montecitorio, pri ma di annunciare al Cavaliere: "La Lega le toglie la fiducia". I bossiani doc si alzano in piedi, al grido di: Bossi, Bossi, mentre dai banchi di An e di Forza Italia gridano: Giuda, Giuda. "Oggi non finisce la Prima Repubblica, finisce la Lega", gli risponde, nel suo intervento, Gianfranco Fini, coordinatore di An. Al banco del governo, alla sinistra del Cavaliere, nemico giurato del leader del Carroccio, siede, impassibile, livido in volto, il ministro dell'interno Roberto Maroni. "Ero lì, e m i sono sentito un estraneo", confida poco dopo Bobo, visibilmente contrariato. Luigi Negri, segretario dei lumbard, leader dei dissidenti, è molto preoccupato per l'esito della crisi. "Se si va alle elezioni in primavera . spiega Negri alla buvette . la Lega rischia di sparire". Maroni, gli viene chiesto, ritiene che il gruppo parlamentare del Carroccio rischia di passare dai 17O deputati e senatori di inizio legislatura a una trentina di persone. Negri: "Forse Maroni è un pò ottimista". Anche p erchè la diaspora continua: ieri, un deputato (Raul Lovisoni) e due senatori (Maria Grazia Siliquini e Maria Grazia Cormegna), hanno abbandonato il Carroccio. Al congresso, che Bossi ha convocato per l'11 e il 12 febbraio, se i giochi non saranno anc ora fatti, i dissidenti daranno battaglia, per opporsi a un governo col Pds. Ieri Bossi ha vissuto una delle giornate più belle della sua vita. "Da mesi . racconta uno dei fedelissimi . l'idea di demolire Berlusconi era diventata, per lui, una vera e propria ossessione". All'assemblea federale di Genova, svoltasi due mesi fa, i "maroniani" erano riusciti a convincerlo ad aprire la crisi solo dopo l'approvazione della finanziaria ma Umberto non è riuscito a mantenere il segreto, e l'ha annuncia ta con un mese di anticipo. Ieri, nel suo intervento, Umberto ha descritto i suoi partner di governo, Fini e Berlusconi, come dei pericoli pubblici, che potrebbero essere tentati di dar nuovamente vita a una Camera dei fasci e delle corporazioni. "Le i . ha detto rivolgendosi a Berlusconi . non è un uomo della Provvidenza, tutt'altro". Il Cavaliere non ha rispettato i patti, il suo governo è stato un fallimento completo, perchè non ha combinato nulla. "Quindi . dice Bossi . la Lega le toglie la f iducia". I deputati leghisti gridano: Bossi, Bossi. Dai banchi di Forza Italia e di An sale un grido corale: Giuda, Giuda. Poco dopo, nel Transatlantico, Bossi, la superstar della giornata, per gli amici, Pds e Popolari, e per i nemici, i suoi ex par tner della maggioranza, spiega: "Non si illudano, non ci saranno elezioni anticipate, questa legislatura sarà molto lunga". Bobo Maroni, dopo il discorso di Berlusconi, che accusa Bossi di tradimento, esce irritato dall'aula di Montecitorio, e si a vvia verso la buvette, per prendere un caffè. "Dal punto di vista politico, il discorso di Berlusconi ha avuto il risultato di ricompattare la Lega", dichiara il ministro. Questa frase, un pò sibillina, viene interpretata, da alcuni, come una specie di necrologio della dissidenza interna, capeggiata proprio da Bobo. Insomma, la nuova corrente, nata lunedì sera, al Bologna, si scioglie, tutti tornano all'ovile, e Bossi continua a essere il padre padrone della Lega? No, non è così. "Noi andiamo av anti, il dibattito interno continua", ci spiega Luigi Negri, uno dei capi della fronda interna. E Bobo Maroni, poco dopo, chiarisce: "Ho solo detto che un attacco esterno così forte può ricompattare la Lega. In passato, almeno, è sempre successo così . Noi siamo impegnati in un dibattito interno molto impegnativo, e anche aspro, sulla linea da seguire: si tratta di decidere se entrare in un governo col Pds, o col Polo delle libertà, eventualmente allargato ai Popolari. Se il leader della Lega vie ne attaccato frontalmente da un nemico esterno scatta un riflesso di solidarietà, e questo rende tutto più difficile, soprattutto se si va, come sembra, verso le elezioni. In passato Bossi, nei momenti di scoramento, di malessere, provocava ad arte a ttacchi contro di lui, proprio per cercare di ricompattare la Lega, e in genere la manovra gli riusciva. Comunque noi continueremo il dibattito interno, perchè vogliamo cercare di trasformare la Lega in una seria forza di governo". Ieri sera i "con giurati" si sono riuniti in una trattoria di Trastevere, assieme a Bobo, e hanno fatto un pò di conti: in questa legislatura, la Lega ha già perso 16 deputati e 4 senatori. "Se si entrasse in un governo col Pds, il nostro gruppo parlamentare si dimez zerebbe", spiega Luigi Negri. Nel frattempo i dissidenti sono saliti a 60




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