SANITA'
Ticket, rottura tra Regione e governo. «Ci diano più fondi»
La stangata sulla sanità ormai appare irreversibile. Gli aumenti scattati con il 2007 difficilmente saranno cancellati (salvo colpi di scena). Dopo l' incontro di ieri a Roma tra il ministro Livia Turco e gli assessori regionali alla Sanità, tra cui il lombardo Alessandro Cè, sfuma l' ipotesi di una marcia indietro almeno a livello locale sulla quota da 10 euro introdotta a gennaio per chi si sottopone a controlli ambulatoriali e diagnostici. Imposta dalla Finanziaria, nei prossimi giorni la tassa sarà al centro di una revisione normativa: le Regioni avranno la possibilità di sostituire, a parità di introiti, i 10 euro con altre misure di compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Un' opzione già bocciata dal Pirellone: «In realtà, la Turco avrebbe dovuto riconoscerci tout court il finanziamento corrispondente al ticket - spiega Cè -. Così si cerca semplicemente di scaricare sulle Regioni la responsabilità politica del balzello». Insomma, per i cittadini si allontana sempre più la possibilità di vedersi togliere i rincari sulle visite specialistiche e gli esami medici. «Alla legittima richiesta di Lombardia e Veneto di abrogare il provvedimento che introduce i 10 euro e darci i fondi equivalenti, il governo ha risposto con un secco no. Non c' è più spazio per una possibile mediazione - attacca Cè -. Se il ministro confermerà la sua posizione sarà inevitabile lo scontro istituzionale, anche con il ricorso alla Corte costituzionale». Il governatore Roberto Formigoni, ieri in India, aveva lanciato un messaggio chiaro la scorsa settimana: «Ci attendiamo che non vengano semplicemente tolti i ticket e chi s' è visto s' è visto: devono essere ripristinate risorse per due miliardi di euro, alla Lombardia spettano 480 milioni». Le dichiarazioni dell' assessore alla Sanità fanno scoppiare, per l' ennesima volta, una polemica con l' Ulivo. «Il problema è che la Lombardia ha esaurito il menu di balzelli a disposizione per tartassare i cittadini lombardi - sottolinea Carlo Porcari, responsabile Welfare dei Ds -. Adesso il Pirellone non sa a che santo votarsi per recuperare le risorse che il governo aveva garantito attraverso il ticket di 10 euro sulla diagnostica». Sulla stessa linea anche Maria Grazia Fabrizio, consigliere regionale della Margherita: «Roma riconsegna alle Regioni il compito di valutare se tenere i 10 euro di ticket oppure no. E perché fa questo? Perché ha riconosciuto che ci sono regioni come la Lombardia dove i cittadini subiscono una tassazione sanitaria esagerata. Adesso la palla torna alla giunta». Nelle prossime settimane saranno, con ogni probabilità, allo studio della Regione eventuali esenzioni per alleggerire la pressione sui cittadini. Dal primo gennaio, del resto, il costo delle visite mediche specialistiche è stato ritoccato all' insù di 7 euro a livello regionale. Un rincaro che sommato ai 10 euro di ticket della Finanziaria ha fatto raddoppiare la spesa dei malati.
sravizza@corriere.it * * * I rincari LA FINANZIARIA Il governo ha introdotto un ticket di 10 euro sulle ricette per la specialistica LA REGIONE Il Pirellone ha aumentato di 7 euro le visite mediche * * * LA PROPOSTA Lombardia e Veneto bocciano la proposta del governo di eliminare il ticket di 10 euro su visite ed esami trovando altre forme di compartecipazione
Ravizza Simona