Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
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Segnalazioni – Domenico Giuliotti

L’anno scorso ci siamo lasciti sfuggire il 50° anniversario della morte di Domenico Giuliotti, avvenuta il 12 gennaio 1956. Ricordiamo lo scrittore cattolico con alcuni passi tratti dalla sua opera L’ora di Barabba (Vallecchi, Firenze 1922).

… Di fronte ala civiltà moderna, che sputa, con orribili bestemmie, la sua venelosa tabe senile, sul volto di Cristo, non c’è mansuetudine né tolleranza che tenga (Ai signorini del Rinascimento Francescano).

Sulla democrazia liberale
Il Rinascimento, la Riforma, la Rivoluzione Francese, il Liberalismo, il Socialismo e l’Anarchia derivano l’uno dall’altro e formato gli
anelli dell’attuale catena che, in nome dell’idolatra libertà, ci fa tutti schiavi.
Il borghese benpensante, il tuo eroe (quello che tra l’altre belle cose ha fatto l’Italia) voleva, nemico com’era degli eccessi, la rivoluzione fino a un certo punto. Il suo ideale consisteva nella riconciliazione fra il Diavolo e Dio. Dio (pensava) è troppo conservatore, il Diavolo troppo progressista. Il progresso, abbandonato a se stesso, è un barroccio senza martinicca, attaccato a un puledro, lungo una ripida china. La conversazione è una goffa carrozza all’antica, con la martinicca chiusa anche all’erta.
Aboliamo dunque al carrozza e adoperiamo il barroccio, anche tirato da un puledro pazzo alla china, purché ci sia la martinicca. Non il Diavolo solo né Dio solo. (Essi, presi separatamente, son due esaltati). Bisogna dunque mettere il Diavolo-Progresso, ma corredato dal Dio-Martinicca, da aprirsi e chiudersi a volontà.
Perciò, niente anarchia, ma ‘Libertà nell’Ordine’; niente dogma, niente religione positiva (sottintendi superstizione cattolica), ma religione del Dovere, ‘Dio e Popolo’ ovvero ‘Popolo sovrano interprete della Legge di Dio’: insomma religione, come le latrine igieniche, con lo sciacquo (a Mario Chini