Abbiamo notato, e ci fa piacere, che nella cagnara radicale contro Marina Masoni non si è sentita troppo sinora la voce di Dick Marty, che pure è un nemico storico dei Masoni e delle destre.

Ci fa piacere perché il senatore radicale ha dimostrato grande coraggio come europeo contro la tracotanza americana e l’appiattimento ( ancora un volta, dopo il ricatto degli averi ebraici) del Consiglio federale. Ci costa un po’ dirlo ma è stato l’unico parlamentare degno di menzione in questo episodio gravissimo ( voli della tortura targati CIA) e non lo vorremmo vedere maramaldeggiare anche lui contro Marina Masoni.

La dignità che va riconosciuta agli avversari permette anche di valutare le differenze fra loro.

Per un Dick Marty dignitoso c’è la canea dei soliti noti, sempre più scatenati nella caccia alla preda con tutti mezzi.





Nella rovente ( e a senso unico) polemica non poteva dunque mancare il rantolo di Argante Righetti, uno che val la pena di menzionare perchè la sua ostilità onora gli avversari e perché ha il dono di svilire anche le tesi dei suoi amici.

Ecco alcune perle.





« Il Ticino ha bisogno di un governo che sappia proporre scelte condivise e praticabili. Occorre ricuperare la cultura del dialogo in politica e nel paese. Senza queste premesse sarà molto difficile trovare le necessarie maggioranze anche per un reale risanamento dei conti pubblici. Un cambia-mento di rotta questo che sta diventando urgente » .

Queste considerazioni sono state espresse da Laura Sadis davanti al comitato cantonale del partito liberale radicale il 14 dicembre. L’appello al ricupero della cultura del dialogo è pienamente giustificato. Il rifiuto sistematico del dialogo è stato all’origine delle difficoltà e degli insuccessi che hanno contrassegnato gli ultimi anni della politica cantonale.”








Crediamo che qualunque personaggio sano di mente abbia qualche difficoltà a caratterizzare Righetti e suoi amici sulla Regione come alfieri della “cultura del dialogo”. Con un martellamento che è sempre stato risparmiato ai peggiori nemici del PLRT ( se si fa eccezione per l’Udc prima che cadesse in mano a Wicht) da un paio d’anni la responsabile del dicastero finanze viene costantemente aggredita. Fino agli insulti diretti, come quelli di Matteo Caratti che la definisce “faccia tosta”. Alla faccia della cultura del dialogo.

Nel solo numero di venerdì su La Regione si contano tre attacchi tutti contro i liberali: direttamente contro la Masoni a firma Sergio Salvioni, indirettamente l’editoriale che lamenta…la campagna non sufficientemente incisiva dei socialisti (sic!) ed infine una cronaca della conferenza stampa della direttrice del Dfe che dovrebbe essere messa all’albo d’onore negli esempi sul come non si redige una cronaca: da A a Z il povero cronista, verosimilmente per “ordini superiori” non fa altro che sottolineare quel che a suo dire non va bene. Certo la Masoni non si aspettava l’applauso della Regione ma quel resoconto è un processo (alla Saddam) non una cronaca.

A questi quasi quotidiani attacchi, che partono dalle file stesse di quelli che dovrebbero essere alleati di partito, la Masoni non ha mai risposto. Ma anche il fatto di non aver replicato e di non avere alimentato polemiche con la stessa violenza di cui era fatta oggetto è stato utilizzato dall'accusa, preso a prova di infingardaggine, di fuga dalle responsabilità, di mancanza di giustificazioni.

Eppure era chiaro – è chiaro – che delle repliche sarebbero state possibili, e anche pesanti. Abbiamo più volte parlato dell’immonda gestione della RTSI, ma i settori in cui un personaggio come la Masoni, al corrente delle segrete cose, avrebbe potuto contrattaccare sono molti. Ha giocato , a nostro avviso, il patriottismo di partito, la classica visione liberale per cui non ci sono nemici ma avversari ( mentre per i radicali, come per molti socialisti adepti della lotta di classe, i nemici sono da stroncare) L'attacco duro non è nel DNA dei liberali: peccato ,perchè talvolta è indispensabile.

Lasciamo ancora la parola alle edificanti prediche del maestrino dalla penna rossa Argante Righetti: sono davvero emblematiche.

“Deve finalmente imporsi il convincimento della necessità dell’abbandono della politica delle prove di forza, dell’imposizione. Il tempestivo coinvolgimento delle componenti politiche, economiche e sociali del paese è indispensabile per creare le premesse di un ragionevole consenso.


Contribuzioni e Stinca L’insofferenza popolare è poi cresciuta per alcuni fatti venuti alla luce nel 2006. Il rapporto della Commissione d’inchiesta su problemi di natura fiscale ha provato l’esistenza di una situazione intollerabile all’in-terno della Divisione delle con-tribuzioni, con effetti molto ne-gativi sulla sua capacità ope-rativa e sulla sua credibilità. È innegabile la responsabilità politica del Dipartimento com-petente che ha tollerato a lungo questa situazione, non ha com-piuto i necessari interventi risolutori, e ha informato tardi-vamente e in modo lacunoso il Consiglio di Stato. Si constata ora che la capacità e l’esperienza del direttore ad interim, Edy Dell’Ambrogio, l’impegno e la sensibilità del consigliere di Stato Gabriele Gendotti e la decisione di potenziamento han-no ridato credibilità alla Divi-sione delle contribuzioni e rico-struito il rapporto di fiducia con i cittadini.


Sconcertanti sono i risultati dell’inchiesta penale sulla persona di Giuseppe Stinca, ex di-rettore di Ticino turismo. L’inchiesta è infatti sfociata in una condanna per frode fiscale. Non è seriamente contestabile il fatto che errori sono stati commessi con il conferimento di un mandato in circostanze non chiare e con la mancata vi-gilanza sullo svolgimento del mandato.Infine si assiste a una inquietante crescita delle manif-stazioni di insensibilità ai valori morali.Un cambiamento di rotta è necessario.Il paese ha bisogno di una politica fondata sulla cultura del dialogo, sul rispetto delle priorità dell’azione pubblica, sul rispetto del principio della simmetria dei sacrifici, sul rispetto dei valori morali.”


Si noti lo stile di quello che vien considerato il massimo esponente politico dei radicali ( poveretti!)

: sprezzante, apodittico, insultante con la Masoni, mieloso sino al leccapiedismo con i suoi accoliti: da Laura Sadis, le cui banalità vengono vendute come lampi di genio politico ( in proposito lasciamo al lettore la lettura di una divertente lettera di una lettrice, ciccare per visionare), all’incredibile “l’esperienza del direttore ad interim, Edy Dell’Ambrogio, l’impegno e la sensibilità del consigliere di Stato Gabriele Gendotti” Baciamo le mani, don Argante. Sui discutibili “valori morali” del potere radicale ci siamo già espressi e lo faremo ancora. A tutti i Righetti che ritengono incarnare la Virtù chiediamo se è davvero morale presentarsi come partito unico quando una fazione vomita veleno sull’altra al punto da dichiararla immorale. Se quella parte è immorale allora i politici che si alleano con la stessa ed hanno la faccia di bronzo di chiedere il voto per il partito che li unisce entrambi, cosa sono? Dei luridi? Degli imbonitori da mercato? Con che faccia da schiaffi verranno poi a presentare un programma “comune”? Fa davvero schifo che certi radicali parlino anche di moralità quando diventa evidente che pur di assicurarsi la gestione del potere ( cioè la greppia, non raccontate balle) mettono insieme una lista a braccetto con le stesse persone su cui sputano tutti i giorni. Non ci illudiamo che un Righetti capisca che questo è davvero un comportamento immorale e vergognoso ma un Marty dovrebbe capirlo.

Chi ci legge sa che non siamo affatto, pur apprezzando la coerenza della Direttrice del Dfe, vicini alla politica liberista e globalista che è un po’ il tema base della linea di Marina Masoni. Ma l’attacco che le viene portato è tanto palesemente strumentale, sleale e frutto di congiure di palazzo che vengono i brividi se si pensa che , una volta esautorata la Masoni, saranno quei personaggi a gestire incontrastati il Canton Ticino. E bisogna essere tarati per credere, come cercano di farci credere, che i mali del Cantone vengano da una sola persona ( che tutto sommato ha oltretutto ben gestito la finanza pubblica) e che eliminata quella tutto andrà ben, Madama la Marchesa, come se loro, che hanno in mano tutto, fossero stati traviati e plagiati da una specie di Crudelia Demon. Ma non fate i buffoni!


GM