Dopo il sostanziale assenso sull'allargamento della base americana di Vicenza da parte del presidente del Consiglio Prodi, si intensifica il dibattito sul progetto voluto dall'amministrazione Usa e validato dal governo Berlusconi e dalla giunta vicentina.

In particolare il senatore del Verdi Mauro Bulgarelli ha presentato oggi un'interrogazione parlamentare sui costi sostenuti dai cittadini italiani per la permanenza sul territorio delle numerose basi Usa già presenti. Così, mentre uno degli argomenti preferiti da chi sostiene la necessità di mantenere e ampliare le basi sono i posti di lavoro che si perderebbero in caso di dismessa, un'altra realtà emerge dalla denuncia del senatore verde: gli enormi costi sostenuti dalla collettività proprio a causa della permanenza dei presidi militari americani sul nostro territorio.

"Una delle argomentazioni più adoperate dai pasdaran filoamericani è quella che le basi militari Usa sul nostro territorio portino ricchezza all'economia italiana ma si tratta, in realtà, di una colossale bufala". "Già nella scorsa legislatura -spiega Bulgarelli- ho presentato un'interrogazione in cui chiedevo conto di tali spese, alla quale non ho mai ricevuto risposta. Giova dunque ricordare che nell'ultimo rapporto ufficiale del Dipartimento della Difesa degli Stati uniti, anno 2004, alla pagina B-10, si legge che il contributo annuo versato dall'Italia all'Usa per le 'spese di stazionamento' delle forze armate americane è pari alla bellezza di 366 milioni di dollari, soldi che provengono direttamente dalle tasche dei cittadini italiani."

Sembra che a pagare più dell'Italia siano solo Giappone e Germania, mentre perfino la Gran Bretagna, che degli Usa è l'alleato più stretto, paga di meno, vale a dire 238 milioni di dollari.

"Con tutti questi soldi -prosegue il senatore- si potrebbe senza alcuna aggravio per il bilancio dello stato riassorbire nella pubblica amministrazione tutti i dipendenti italiani che lavorano nelle basi americane che venissero dismesse. Lo tengano a mente i cittadini di Vicenza che da giorni sono intimiditi dagli americani - a partire dall'ambasciatore Spogli- con minacce circa l'inevitabile crisi occupazionale qualora le basichiudessero. In realtà - conclude Bulgarelli- se gli Usa se ne tornassero a casa loro ne avremmo tutti da guadagnare".

Fonte: www.amisnet.org