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Risultati da 1 a 10 di 17
  1. #1
    Marc0
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    Predefinito Riappropriamoci della cultura

    In fondo il titolo non andrebbe per me, poichè non ho molta cultura. Ma considerando comunque i ricordi di un tempo e i fatti di oggi, non posso che avere nostalgia delle frasi: " il lavoro non è un dovere ma un diritto" , "case e non chiese", "salario garantito", "36 ore" ecc.
    Ho l'impressione che a volte si dibatte su quello che il padronato ci propone, la borghesia ci offre, se meglio questo o quello, mentre ci scordiamo che il comunismo è ben altra cosa e l'emancipazione proletaria neanche viene sfiorata. Oggi siamo assuefatti e soggiocati dalla mentalità liberista, e da questa mentalità dobbiamo spurgarci. Chi dice che il comunismo è passato, dovrebbe anche citare che condizione è cambiata per la classe operaia, per poter dare forza alle sue affermazioni, invece io dico che la povertà è in aumento, e il pauperismo ne è la prova: rispetto alle possibilità che il capitale ha oggi, il potere economico di ogni singolo lavoratore è più che decimato.
    Riprendiamoci la cultura, appartiene a noi, l'ignoranza è dell'oscurantismo e dei suoi seguaci.
    Marc0

  2. #2
    Kether è Malkuth del NM
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    La cultura deve seguire un'etica valoriale differente.
    L'etica arriva dalle condizioni oggettive in cui si vive.

    La cultura e' un linguaggio, una piattaforma per veicolare dei simboli e dei valori. Questi ultimi devono essere generati non in antagonismo forzato, ma in totale estraneita' da quelli capitalisti. Siamo in grado di farlo? Ora no.
    Dobbiamo farlo.

  3. #3
    Marc0
    Ospite

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    Non so se parliamo della stessa cosa. Comunque se la cultura è un veicolo, si presume si abbia già. io dico che manca la cultura di sinistra, per cui i valori erano così espressi nei nostri libri della dottrina marxista. Abbiamo sì dentro di noi un etica che ci fa scegliere la cultura, ma l'etica non basta se non coadiuvata dalla formulazione del marxismo scientifico. Se non c'è analisi della società , non vi è comprensione, e si rischia di dare piugni in aria, senza colpire nulla , ma faticando parecchio.
    Marc0

  4. #4
    Kether è Malkuth del NM
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    Citazione Originariamente Scritto da Marc0 Visualizza Messaggio
    Non so se parliamo della stessa cosa. Comunque se la cultura è un veicolo, si presume si abbia già.
    e' un veicolo simbolico, secondo me non lo abbiamo.

    io dico che manca la cultura di sinistra, per cui i valori erano così espressi nei nostri libri della dottrina marxista.
    Io quando dico cultura dico cultura di classe. La cultura di sinistra e' una mistificazione, e' la classe che fa la sua cultura, non una sua espressione minoritaria ideologizzata.
    Domanda: ma quali sono i valori espressi nei libri di dottrina ( !!! ) marxista? Potrei avere degli esempi?

    Abbiamo sì dentro di noi un etica che ci fa scegliere la cultura, ma l'etica non basta se non coadiuvata dalla formulazione del marxismo scientifico.
    Non ho capito questa frase, me la rispieghi? Per me l'etica e' un prodotto collettivo determinato dal complesso inter-processo di iterazione struttura/sovrastrutture misto ad altri meccanismi anch'essi molto complicati di iterazione con fattori meta-strutturali (il cui desiderio di identita', di comunita' ne sono alcuni dei tanti portavoce). Non credo che l'etica si possa desumere da un testo, anche se considerato "sceintifico".

    Se non c'è analisi della società , non vi è comprensione, e si rischia di dare piugni in aria, senza colpire nulla , ma faticando parecchio.
    Marc0
    Questo e' decisamente vero. Purtroppo il marxismo si e' rivelato un'arma a doppio taglio visto che ha alimentato la costruzione di gabbie a dimensione bambino mentre i marxisti ci crescevano dentro, fino a diventare tanto grandi da restrarne spappolati (e infatti le categorie classiche dei marxisti, non di marx, non descrivono piu' bene il tutto, anzi, sempre meno).

  5. #5
    Marc0
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    e' un veicolo simbolico, secondo me non lo abbiamo.
    La cultura è necessaria, aldia del valore simbolico. Pr questo arx insisteva nel fare studiare la prassi comunista ai proletati, i proletari si devono emancipare, e per emanciparsi, è necessaria la cultura

    Io quando dico cultura dico cultura di classe. La cultura di sinistra e' una mistificazione, e' la classe che fa la sua cultura, non una sua espressione minoritaria ideologizzata.
    Se si parla di classe è ovvio la cultura di classe. Dei paroloni non ce ne deve fregare nulla, la capacità di una persona colta, come Marx era, è quella di far comprendere le cose più difficile nella maniera più semplice.
    Domanda: ma quali sono i valori espressi nei libri di dottrina ( !!! ) marxista? Potrei avere degli esempi?
    Struttura sovrastruttura, pauperismo, plusvalore...


    Non ho capito questa frase, me la rispieghi? Per me l'etica e' un prodotto collettivo determinato dal complesso inter-processo di iterazione struttura/sovrastrutture misto ad altri meccanismi anch'essi molto complicati di iterazione con fattori meta-strutturali (il cui desiderio di identita', di comunita' ne sono alcuni dei tanti portavoce). Non credo che l'etica si possa desumere da un testo, anche se considerato "sceintifico".
    L'etica è imposta dal portafiglio e dalla realtà soggettiva dell'individuo.
    Marc0

    Questo e' decisamente vero. Purtroppo il marxismo si e' rivelato un'arma a doppio taglio visto che ha alimentato la costruzione di gabbie a dimensione bambino mentre i marxisti ci crescevano dentro, fino a diventare tanto grandi da restrarne spappolati (e infatti le categorie classiche dei marxisti, non di marx, non descrivono piu' bene il tutto, anzi, sempre meno).
    PEr questo bisogna rileggere attentamente i libri di Marx, e opto per non delegare all'avanguardia operaia questo compito, ma bensì il popolo stesso, si culturizzi.
    Marc0

  6. #6
    Marc0
    Ospite

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    Il messaggio immortale della Rivoluzione d’Ottobre

    Prakash Karat

    L’articolo, in commemorazione del grande evento storico, è apparso nel settimanale “People’s Democracy”, organo del Partito Comunista dell’India (Marxista)

    La Rivoluzione d’Ottobre del 1917 ha avuto un profondo effetto sul corso della storia. Ha anticipato la liberazione dei popoli dal colonialismo di vecchio stampo. Ha aperto la strada ad una società socialmente giusta e ha introdotto un nuovo sistema sociale che sarebbe stato in grado di sostituire il capitalismo con il socialismo.

    Il mondo, all’inizio del 20° secolo, prima della Rivoluzione d’Ottobre, era un’epoca di imperi. Il mondo era modellato e dominato dagli imperi britannico, francese, tedesco, austro-ungarico, russo e giapponese. C’erano anche gli imperi minori degli italiani, dei portoghesi, ecc. L’Ottobre ha messo fine a questo colonialismo di vecchio stampo. Ha avviato la catena delle lotte di liberazione nazionale che hanno sconfitto il dominio coloniale.

    La Rivoluzione d’Ottobre è stata il frutto della riuscita applicazione della tesi di Lenin, secondo cui si sarebbe potuto spezzare l’anello più debole nella catena dell’imperialismo. E’ stato Lenin il primo a mettere in rilievo che la Russia zarista rappresentava l’anello più debole dopo l’inizio della Prima Guerra Mondiale, provocata dalle rivalità interimperialiste. La lotta contro l’imperialismo raggiunse un livello più alto con il successo della prima rivoluzione socialista.

    Emancipazione sociale

    I contenuti di emancipazione della Rivoluzione d’Ottobre hanno avuto un’applicazione universale. Non hanno rappresentato solo la libertà dal dominio coloniale dell’imperialismo, ma hanno indicato il cammino che ha portato alla liberazione di masse sterminate dalle catene dello sfruttamento feudale e di classe. La Rivoluzione d’Ottobre si basava sulla strategia dell’alleanza tra operai e contadini. Il programma agrario promosso dalla Rivoluzione d’Ottobre ha fissato la parola d’ordine fondamentale dell’abolizione della grande proprietà terriera. E’ questa strategia dell’alleanza tra operai e contadini che è stata utilizzata in seguito per mobilitare vaste masse di contadini nei paesi coloniali. Come hanno dimostrato le rivoluzioni vittoriose in Cina, Vietnam e Corea.

    I primi decenni dell’Unione Sovietica hanno messo in evidenza l’immenso potenziale espresso dallo sviluppo di un sistema socialmente giusto. I successi ottenuti nell’istruzione di massa, nell’approvvigionamento alimentare, nella sanità e nel pieno impiego o nei diritti accordati alle donne, non sono mai stati realizzati in secoli di capitalismo. Per esempio, fu il nuovo Stato Sovietico a sancire in termini di legge la completa eguaglianza tra uomini e donne. L’Unione Sovietica fu il primo paese al mondo a stabilire eguale diritto di voto per uomini e donne di età superiore ai diciotto anni. La più vecchia democrazia capitalistica, la Gran Bretagna, assicurò tale diritto solo nel 1928.

    Il sistema socialista

    Sotto la direzione della classe operaia nella Rivoluzione d’Ottobre fu possibile completare le conquiste democratiche ed avviare la costruzione del socialismo. A causa dell’accerchiamento da parte del capitalismo e della comparsa del fascismo, l’Unione Sovietica dovette sopportare enormi sacrifici nell’edificazione del sistema socialista. La sconfitta del più terribile mostro del 20° secolo, il fascismo, fu dovuta essenzialmente all’esistenza e alla lotta dell’Unione Sovietica. Oggi, con lo smantellamento dell’Unione Sovietica, vengono diffuse, tra i popoli e nelle loro coscienze, versioni false e distorte dell’esperienza storica del 20° secolo.

    La lotta eroica contro il colonialismo, l’imperialismo e il fascismo viene fatta cadere nell’oblio e la storia è descritta come una marcia trionfante del capitalismo mondiale. All’inizio del 21° secolo, l’imperialismo si è fatto più aggressivo mediante l’utilizzo del temporaneo arretramento subito dal sistema socialista. Si cerca di imporre in tutto il mondo la nuova forma predatoria della globalizzazione imperialista e un feroce capitalismo neoliberale.

    Il mondo sta sperimentando la ricolonizzazione da parte di un imperialismo aggressivo capeggiato dagli Stati Uniti. La serie di avventure militari lanciate dagli USA e dai loro alleati, la guerra del Golfo nel 1990, l’attacco all’Iraq nel 1991, l’attacco alla Jugoslavia, la guerra in Afghanistan, la guerra e l’occupazione dell’Iraq nel 2003 hanno portato all’affermazione e al consolidamento dell’egemonia imperialista USA. Tutti i paesi che rifiutano di accettare i diktat imperialisti sono minacciati come Cuba, Nord Corea, Venezuela, Siria o Iran.

    Ma questa è solo una faccia della medaglia. L’altra è rappresentata dalla crescente resistenza all’egemonia imperialista. Come è stato sottolineato nella risoluzione politica del 18° congresso del Partito Comunista dell’India (Marxista), il perno dell’attuale resistenza all’offensiva imperialista è costituito dalla lotta contro l’occupazione USA dell’Iraq, dove la resistenza popolare è cresciuta in intensità e portata. L’altro importante centro di resistenza è il movimento palestinese per l’indipendenza e un proprio stato, che ha eroicamente fronteggiato l’asse USA-Israele per più di cinquant’anni. In modo significativo anche l’America Latina si è trasformata in uno dei luoghi, in cui si sviluppano le più vigorose lotte contro l’imperialismo e le politiche neoliberali. Ciò è dimostrato dal sorgere di regimi popolari in Brasile, Venezuela e Uruguay. La sconfitta dei ripetuti tentativi statunitensi di rovesciare Chavez in Venezuela e i legami allacciati tra Venezuela e Cuba sono avvenimenti di grande rilevanza.

    La classe operaia lotta contro gli attacchi ai posti di lavoro, allo stato sociale e ai livelli di vita sferrati nei paesi capitalistici e la resistenza della classe operaia costituisce il nucleo del movimento contro la globalizzazione imperialista. Persino le classi dirigenti dei paesi in via di sviluppo sono a volte costrette dalle lotte popolari a cooperare per resistere alle pesanti condizioni che il WTO e altri forum internazionali pretendono di imporre.

    E’ in tale contesto che occorre mettere in rilievo il ruolo dei paesi socialisti. Emerge tra essi la Cina, quale grande potenza che da oltre due decenni registra uno sviluppo costante, con una crescita del 9% annuale del PIL. Gli Stati Uniti vedono nella Cina una potenziale minaccia che potrebbe mettere in discussione la loro supremazia entro la metà di questo secolo. La dottrina strategica degli Stati Uniti è indirizzata a scongiurare questo rischio.

    Nei giorni che verranno, le lotte contro l’egemonia imperialista USA, gli sforzi aggressivi di ricolonizzazione e di rapina delle risorse e l’uso brutale della forza riceveranno incoraggiamento e impulso dalla luce irradiata, 88 anni fa, nell’Ottobre 1917, dalla prima rivoluzione socialista del mondo. Il messaggio dell’Ottobre 1917 è immortale, nel senso che continuerà ad ispirare le generazioni future nella lotta per l’emancipazione sociale.

  7. #7
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    Quindi.... Lenin -> Stalin -> Mao -> .... Iraq-Iran-Corea del Nord -> però anche l'attuale becero capitalismo cinese (al servizio degli USA) va più che bene... Promosso comunque a pieni voti, da questi marxisti-leninisti duri e puri, anche il pallido regime socialdemocratico di Lula in Brasile. Insomma, questo partito "marxista" indiano ha delle idee tagliate un po' con l'accetta: va tutto bene basta che sia anti-Usa o presunto tale (vedi Cina)!

  8. #8
    Marc0
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    Mi sembra che ponga l'accento sulla continuità dell'emancipazione popolare, iniziata dalla rivoluzione d'Ottobre. Non mi pare entri in merito alle questioni del socialismo transitorio per il comunismo, ma ponga l'accento sulla lotta contro l'imperialismo. Spero non vogliano i compagni indiani confondere l'antagonismo capitalista anti USA con le lotte di emancipazione, vedi Irak.
    Tuttavia è un dato di fatto, l'emancipazione è iniziata dalla rivoluzione d'Ottobre, che oggi si vorrebbe far passare come uno sbaglio storico.
    Marc0

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Marc0 Visualizza Messaggio
    Mi sembra che ponga l'accento sulla continuità dell'emancipazione popolare, iniziata dalla rivoluzione d'Ottobre. Non mi pare entri in merito alle questioni del socialismo transitorio per il comunismo, ma ponga l'accento sulla lotta contro l'imperialismo. Spero non vogliano i compagni indiani confondere l'antagonismo capitalista anti USA con le lotte di emancipazione, vedi Irak.
    Tuttavia è un dato di fatto, l'emancipazione è iniziata dalla rivoluzione d'Ottobre, che oggi si vorrebbe far passare come uno sbaglio storico.
    Marc0
    pensavo fosse iniziata con la Comune di Parigi

  10. #10
    Marc0
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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    pensavo fosse iniziata con la Comune di Parigi
    Si. la prima rivolta comunista è iniziata da li, ma duro pochi giorni, penso. poi se vieni per rompere, mi trovi sicuramente, testa di bananas. Io ho i miei problemi e non perdo tempo con gente come te, ho detto all'inizio che non sono cosi istruito , ma uso il forum per poterlo fare, sai, non ho mai avutro famiglia come invece te, grande c@@@ che hai avuto, e non ho potuto studiare, ma ci metto tutta la mia volontà, quindi professore, non rompere le pelotas! Se invece di fare sarcasmo di basso profilo scrivessi qualcosa di cotruttivo, faresti meno figure da settario. Chissa perche oggi voi giovani siete malati di protagonismo e individualisti e dite di essere comunisti, il comunismo è tutto tranne che individualista. Cerchiamo di essere costruttivi, magari serve a tutti.
    Marc0

 

 
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