
Originariamente Scritto da
Paul Atreides
Il revisionismo nasce con Paul Rassinier, che proprio nazista non era...
La ripresa esplosiva del revisionismo in Francia avviene con Faurisson ma in collegamento con tutta una serie di case editrici e riviste di estrema sinistra. La casa editrice di Pierre Guillaume [''La Vieille Taupe''], le riviste ''La Guerre sociale'', ''Le Frondeur'', ''Jeune Taupe''. E sempre da sinistra provengono Serge Thion e Roger Garaudy [il quale ultimo comunque si è interessato allo sfruttamento dell'olocausto, piuttosto che al revisionismo sull'olocausto]. Per conferme basta leggere il saggio di Philippe Videlier, ''Il negazionismo in Francia: Faurisson e non solo'', nel testo collettaneo a cura di Enzo Collotti, ''Fascismo e antifascismo. Rimozioni, revisioni, negazioni'', Laterza, 2000, pp.109-137].
E sempre per restare al caso francese, ecco una vicenda emblematica
http://fr.wikipedia.org/wiki/Serge_Quadruppani
Veniamo all'Italia. Germinario scrive: "almeno fino alla metà degli anni Ottanta la destra radicale italiana confermò il tradizionale atteggiamento di disinteresse per il tema del negazionismo. Sia le sparute traduzioni di scritti di negazionisti stranieri che le pubblicazioni filofaurissoniane di provenienza bordighista non ebbero alcuna ricaduta d'interesse sull'ambiente, né riuscirono a suscitare un interesse di studi al proposito'' [F. Germinario, ''Le ciprie di Auschwitz. Aspetti della pubblicistica negazionista in Italia'', in Id., ''Estranei alla democrazia'', BFS, 2001, p. 79]. Proprio in questo passo emerge un altro punto importante: i primi a riprendere in Italia le tesi di Faurisson furono proprio settori della sinistra bordighista [v. nello stesso testo di Germinario il paragrafo intitolato ''Il negazionismo bordighista''].
La storia, more solito, è assai più complessa...