Beith Shemesh è una città abitata soprattutto da haredin, gli ebrei ortodossi, che vivono seguendo rigorosamente le loro convinzioni religiose. Ora la comunità è riuscita a ottenere un cambiamento delle politiche della compagnia di trasporti che, dopo una lunga contesa, non ha potuto fare a meno di creare un servizio ad hoc, in cui gli uomini e le donne siano divisi. La novità ha avuto successo anche in altre comunità e negli ultimi mesi gli autobus normali sono stati ridotti per ampliare il numero di quelli mehadrin. Mehadrin è un termine che si usa per definire la stretta osservanza delle norme religiose, ma la compagnia parla di quei bus definendoli con l’eufemismo “linee designate”. Sulle ventiquattro linee designate, l’interno dei bus è stato suddiviso in modo da evitare i contatti tra gli uomini – cui sono riservati i sedili anteriori – e le donne –sul retro. Una tenda divide i due settori per impedire pericolosi sguardi incrociati.

Promiscuità. La compagnia Egged ha rifiutato di prendersi la responsabilità di far rispettare i criteri di segregazione, così ogni volta che un israeliano non ortodosso sale sull’autobus tocca ai passeggeri abituali il compito di spiegare loro l’importanza della “modestia” nei comportamenti. Recentemente le comunità ultraortodosse israeliane si sono fatte notare per altre proteste in questo senso: contro la marcia del gay pride, contro la diffusione dell’abbigliamento trendy tra le donne haredi, e contro la compagnia di bandiera El Al, rea di non separare i sedili per uomini da quelli per le donne e di proiettare film non ortodossi durante i voli. I capi spirituali delle comunità ultraortodosse sono convinti che la promiscuità sia tra le peggiori influenze della società secolare, e che ciò sia causa di calamità per l’intera comunità haredi, come povertà o epidemie.

Dall’altra parte. Recentemente la compagnia Egged ha deciso di aggiungere undici linee mehadrin dopo aver visto i risultati di un’inchiesta, realizzata da un’agenzia che si occupa di sondaggi di mercato entro la comunità ultraortodossa, secondo cui la grande maggioranza delle persone preferisce la separazione dei sessi sugli autobus. Ma l’aumento delle linee mehadrin dipende anche dal fatto che negli ultimi anni le comunità haredi si sono spostate fuori dalle città, a causa dell’alto costo della vita in centri come Gerusalemme o Tel Aviv, e anche per rispondere alla modernizzazione con l’isolamento. Meno del venti percento degli ortodossi ha la patente, per cui la maggioranza della popolazione della comunità si sposta con i mezzi pubblici. Quattro anni fa la comunità di Beit Shrmesh chiese alla Egged di creare il servizio mehadrin, ma quando la compagnia rifiutò la comunità rispose boicottando la compagnia e realizzando una linea dedicata che prese il nome di Acharina, che significa “dall’altra parte”, una citazione da un brano del Talmud in cui un uomo cambia strada per evitare di incontrare una femmina. La compagnia Egged cedette e creò la prima linea mehadrin, ma riuscì a convincere gli abitanti a rinunciare al boicottaggio solo grazie alla mediazione di uno dei principali rabbini di Biet Shemesh.

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