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    Thumbs up 200 Anni Dalla Nascita Di Robert Edwards Lee : Sei Sempre Nei Nostri Cuori Generale!




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  2. #2
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  3. #3
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    http://www.365bookmark.it/scheda_lib...27113309353077

    Che interesse può avere per noi la guerra di secessione americana? Molto. Innanzitutto perché è stata la prima guerra moderna. Quella che tenne a battesimo la prima corazzata e il primo sommergibile, la prima guerra su suolo americano senza che almeno uno dei belligeranti fosse europeo, la prima guerra industriale, che reintrodusse nel mondo moderno la strategia militare della terra bruciata e del suo corollario diplomatico, la resa senza condizioni.
    Lincoln era disposto a quasi ogni compromesso sulla questione della schiavitù pur di salvare l’Unione. Non era mai stato un abolizionista e aveva sempre promesso di rispettare i diritti degli Stati che intendevano conservare quella peculiare istituzione. Lo ribadì anche nel suo discorso inaugurale alla Casa Bianca: “Non ho il diritto legale di abolirla negli Stati in cui esiste, né ho il desiderio di farlo”.

  5. #5
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    Nelle cercherò di raccontare una guerra, Dì queste cercherò di spiegare il perché di questo rocconm. E opportuno farlo perché si tratta di un conflitto molto noto e nel contempo, almeno in apparenza, remoto nel calendario e nello spazio. Una guerra civile fra americani (una Guerra fra gli Stati, nella definizione preferita da uno dei belligeranti) in un momento in cui di Stati Uniti avevano perso il diritto di chiamarsi così (anche se l'altro belligerante mantenne sempre questo nome): una guerra ufficialmente scoppiata per un motivo oggi quasi inintelligihilc quale l'istituto della schiavitù. Una guerra "locale" che può parere un reperto archeologico nel momento in cui una parte importante della classe dirigente di Washington reclama il diritto e la necessità di una `governance" globale che è un eufemismo per impero planetario. Che significato e che interesse può avere per noi?

    Molto. Innanzitutto perché è stata la prima guerra moderna. Quella che tenne a battesimo la prima corazzata e il primo sommergibile, la prima guerra su suolo americano senza che almeno <uno dei belligeranti fosse europeo, la prima guerra industriale, che reintrodusse nel mondo moderno la strategia militare della terra bruciata e del suo corollario diplomatico, la resa senza condizioni: tutte caratteristiche fra le più marcanti delle due guerre mondiali del XX secolo. Secolo di cui gli Europei continuano a prendere le misure. Nessuno pretende che sia durato proprio cent'anni, qualcuno lo vede più lungo, la maggioranza più corto. C'é quasi accordo. per ora, sii quando sarebbe spirato: nel 1989 con la caduta del muro di Berlino, e chi (più propriamente) con l’8 dicembre 1991, il momento in cui la bandiera sovietica fu ammainata dal Cremlino, sotto gli occhi di tutto il mondo simbolicamente presente sulla Piazza Rossa. Ma è la data di nascita che è controversa, ed è quella che conta. Il secolo defunto è corto se lo si fa partire dal 1914. molto lungo invece per chi si attenta ad anticipare la data, sulla base delle evidenze e
    degli indizi cui ho appena accennato, al 18611. se si mettono le cannonate di Font Sumtcr al posto delle revolverate di Sarajevo. Ancora una volta si realizzò una profezia di Edmund Burke. "Una guerra non lascia mai una nazione come Vha trovata. Per questo prima di imbarcarcisi c meglio pensarci due volte". Lo aveva scritto nel 1796. nel pieno dell'incendio rivohuionario appiccato da Parigi a tetto il Vecchio Mondo. Centoventi anni dopo l'Europa si buttò nella fornace senza pensarci affatto. A metà strada tra le due stragi. la guerra civile americana fece I'csperimento.
    L'egemonia mondiale dell'Europa si sarebbe consumata in quattro anni di Somme e di Verdun di dissanguamento insensato e criminale: ma l’erede (o più semplicemente il successore), si era presentato ufficialmente cinquant'anni prima in due giorni, fra il 3 e il 4 luglio 1864, con le decisive vittorie gemelle dell'Unione a Vicksburg_ nel Mississippi, e a Gettvsburg in Pennsvlvania. Il Secolo di Ferro è coevo del Secolo Americano. Fino al giorno primi i governi delle due maggiori Potenze del Vecchio Continente. la Gran Bretagna e la Francia atteso un altro, ancora un altro successo militare del Sud per riconoscere la Confederazione. iettare sulla bilancia a suo vantaggio il proprio peso diplomatico e militare, sancire 1'atrofizzazione o addirittura la fine degli Stati Uniti come li abbiamo conosciuti poi. Non tutta l’Europa condivideva tali sentimenti. Sostenevano l'Unione e la "democrazia repubblicana" tutte le svariate Sinistre, dai liberali inglesi ai socialisti francesi ai rivoluzionari tedeschi e polacchi, da Giuseppe Garibaldi (che fu sul punto di essere ingaggiato per guidare un’armata di nordisti) a Karl Marx, che quando Lincoln fu rieletto g, li inviò, a nome dell'internazionale, un caloroso messaggio di felicitazioni. Avevano il cuore a Sud i conservatori europei in genere, molti cattolici a cominciare da Pio IX, più di tutti Napoleone III, che concepì anche in funzione antiamericana I'avvcntunra militare francese in Messico. Egli tento di praticare ante litteram quel concetto di rnn1crinmrnt che doveva diventare la strategia ufficiale degli Stati Uniti nei confronti dell'Unione Sovietica nella seconda metà del XX secolo.
    E le spinte espansionistiche da contenere esistevano. Erano in nuce nella Dottrina Monroe, esposta da quel presidente già nel l823 e che consisteva nell'esclusione dell'Europa non solo dall'America settentrionale ma da tutto l'Emisfero. Erano fiorite nella proclamazione del Manifest Destiny, la guerra contro il Messico con l'annessione di più di un terzo del suo territorio. Nel 1853 Stephen Douglas. futuro rivide di Lincoln per la presidenza. annunciò che questo Destino non lo si sarebbe potute limitare con dei trattati internazionali: "Potete farne quante ne volete per contenere questa repubblica gigante. ma lei li farà scoppiare e continuerei a crescere fino ad un limite che non mi attento a prescrivere".

    Lincoln era più prudente e più attento. Lavorava anch'egli all'espansione futura della potenza americana, nra la sua strategia era. Come il suo vocabolario, meno aggressiva e incruenta, anche se fu poi causa immediata della guerra civile. Si chiamava protezionisnuo industriale.
    ~
    Come vedremo Lincoln era disposto a quasi ogni compromesso sulla questione della schiavitù. Non era mai stato un abolizionista e aveva sempre promesso di rispettare i diritti degli Stati che intendevano conservare quella peculiare istituzione. Lo ribadì anche nel suo discorso inaugurale alla casa Bianca: "Non ho il diritto legale di abolirla negli Stati in cui esiste, né ho il desiderio di farlo". In altre occasioni ripetè che il suo solo, vero obiettivo era "la preservazione dell'Unione: se per far questo occorre mantenere la schiavitù lo farò. se occorrerà abolirla la abolirò.

    L'eccezione t'u l'eroe e il mito degli sconfitti:Robert edwards Lee L'uomo a cavallo che tenne in scacco per- quattro anni la macchina militare¬industriale. L'ultimo condotticro dell'Ottocento contro la nostra era che irrompeva in anticipo, sintesi e simbolo della resistenza alla trasformazione ma anche testirnone della trasformazione. Per tale ruolo, oltre che per le sue gesta, gli è riservato in queste pagine un ruolo a parte. Di narratore oltre che di protagonista.

 

 

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