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Originariamente Scritto da
Tahoeman
fondo aperto != rischio.
Esistono fondi aperti per diversi profili di rischio.
Se la durata del fondo è superiore ai dieci anni si deve puntare ad un fondo azionario, se poi la durata è superiore, ad esempio 20 o più anni conviene puntare su un fondo azionario al 100%
il principio del costo medio d'acquisto su queste durate fa si che il rischio connesso ad investimenti azionari praticamente si azzeri e anzi gli inevitabili ribassi anche di più anni che si registreranno in futuro costituiranno la vera occasione di guadagno
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Mappo Tappo
Se la durata del fondo è superiore ai dieci anni si deve puntare ad un fondo azionario, se poi la durata è superiore, ad esempio 20 o più anni conviene puntare su un fondo azionario al 100%
il principio del costo medio d'acquisto su queste durate fa si che il rischio connesso ad investimenti azionari praticamente si azzeri e anzi gli inevitabili ribassi anche di più anni che si registreranno in futuro costituiranno la vera occasione di guadagno
perchè rispondi a me? io ho solo detto che esistono fondi adeguati a tutti i profili di rischio.
comunque, entrando nel merito, quello che dici è scorretto. il rischio non si annulla mai. dedurre dal fatto che in media le azioni in un arco ventennale salgono più delle obbligazioni non ti autorizza a dire che ciò sia vero in tutti i casi.
che succede se le azioni vengon giù come pietre il giorno prima di andare in pensione? tra altri vent'anni magari recuperi rispetto a chi ha investito solo in obbligazioni, ma tra vent'anni sei morto... e i soldi ti servono subito
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Non esistono dei fondi a rischio zero?
cioè che investano in BOT , quindi a rendimento sicuro (lo stato rimborsa "sempre"...) in proporzione al rischio degli altri investimenti?
ad es. 20% d'ivestimento molto rischioso e 80% in BOT...
cosi in caso di crac almeno non perdi nulla?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Io Robert
Non esistono dei fondi a rischio zero?
cioè che investano in BOT , quindi a rendimento sicuro (lo stato rimborsa "sempre"...) in proporzione al rischio degli altri investimenti?
ad es. 20% d'ivestimento molto rischioso e 80% in BOT...
cosi in caso di crac almeno non perdi nulla?
Esistono molti fondi che corrispondono alla tua descrizione.
C'è da dire che il "rischio di perdere il capitale" è solo uno degli n tipi di rischi a cui bisogna guardare quando si procede con un investimento.
Inoltre non è assolutamente vero che investire in titoli di stato sia a rischio zero. rischio basso sì, ma nullo mai.
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arrivo a due caffè delle macchinette, credo
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Tahoeman
perchè rispondi a me? io ho solo detto che esistono fondi adeguati a tutti i profili di rischio.
comunque, entrando nel merito, quello che dici è scorretto. il rischio non si annulla mai. dedurre dal fatto che in media le azioni in un arco ventennale salgono più delle obbligazioni non ti autorizza a dire che ciò sia vero in tutti i casi.
che succede se le azioni vengon giù come pietre il giorno prima di andare in pensione? tra altri vent'anni magari recuperi rispetto a chi ha investito solo in obbligazioni, ma tra vent'anni sei morto... e i soldi ti servono subito
Il rischio è il motivo per cui vi è un rendimento, il pronto contro termine o il bot hanno rendimenti bassissimi perchè il rischio è in pratica inesistente, ma usarli sul lungo periodo è semplicemente follia perchè l'inflazione (anche solo quella ufficiale) erode in maniera devastante prima il capitale investito e successivamente la rendita percepita. Quindi resta solo l'opzione azionaria, del resto esistono fondi pensione che hanno già nel loro programma il passaggio progressivo da investimenti azionari speculativi ad azionari conservativi per poi passare ad obbligazionari a lungo termine e finire con obbligazionari a breve termine o monetari. Se anche questa opzione automatica non esiste in genere esiste la possibilità per il sottoscrittore di cambiare quando lo crede opportuno il profilo d'investimento. In ogni caso anche prendendo in ipotesi come dici che l'ultimo anno gli azionari dovessero cadere a picco resta il fatto che su venti anni o più un fondo azionario a piano d'accumulo rende talmente tanto che anche una perdita nell' ultimo anno anche del 30% o del 40% è più che sopportabile, senza tener conto che il sottoscrittore per contratto deve poter contare sulla consulenza dalla società che gestisce il fondo. Se poi la perdita a picco che tu dici non si registra proprio nell'ultimo anno allora è una semplice occasione d'oro per moltiplicare il rendimento dell'operazione stessa. Con il senno di poi chi ha aperto negli anni '90 un investimento azionario ad accumulo oggi proprio grazie al bagno di sangue degli anni 2000/2003 ha realizzato ottimi risultati.
QUesto principio che è alla base di ogni investimento finanziario a lungo termine può essere perfettamente adottato, con i dovuti correttivi, anche per un piano pensionistico, anzi è l'unico che permetta di crearsi una rendita in grado di mantenere per lo meno il potere d'acquisto di quando si era ancora a lavorare, ogni altra soluzione non può semplicemente coprire il gap fra quella che era l'ultima retribuzione e quella che sarà la pensione pubblica percepita a meno di non parlare di capitali enormi da investire, ma allora se uno a capitali enormi da investire il problema della pensione integrativa non se lo pone di certo