Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Richiesta storica

  1. #1
    legio_taurinensis
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    Predefinito Richiesta storica

    Salve amici duosiciliani...

    Volevo avere delle informazioni, per una ricerca, di carattere storico-storiografico in merito al rapport tra il Regno delle Due Sicilie e il dominio borbonico e la presenza ebraica sul territorio duosiciliano.
    Ci sono libri a riguardo? accetto anche spezzoni che qualcuno vorrà gentilmente postarmi qui.


    Grazie.


  2. #2
    Gaeta resiste ancora!
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    La presenza ebraica nelle Due Sicilie era INESISTENTE!
    Gli ebrei vivevano nella ns terra dai tempi dei romani, ma poi vi furono scacciati dai Sovrani Cattolicissimi. Ancora oggi la presenza ebraica qui da noi è quasi pari a zero, se nn sbaglio c'è una piccolissima presenza a Napoli e poc'altro!
    Sui rapporti tra RdS e Uk sono stati scritti moltissimi libri!

  3. #3
    legio_taurinensis
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    La presenza ebraica nelle Due Sicilie era INESISTENTE!
    Gli ebrei vivevano nella ns terra dai tempi dei romani, ma poi vi furono scacciati dai Sovrani Cattolicissimi. Ancora oggi la presenza ebraica qui da noi è quasi pari a zero, se nn sbaglio c'è una piccolissima presenza a Napoli e poc'altro!
    Sui rapporti tra RdS e Uk sono stati scritti moltissimi libri!
    Grazie Citeriore per la rapidità ad esaudire le mie richieste.
    A me sorgeva un dubbio, e lo spiego a te che hai un'enorme conoscenza storica, datosi che il mio cognome compariva nella lista delle famiglie ebraiche italiane, l'ultima stilata , credo negli anni '30. Mi sorgeva il dubbio, in quanto la mia famiglia paterna ha origini cilentane e da almeno due generazioni è Cattolica, com'è possibile che vi sia questa eventualità ? Mi venne spiegato, appunto, che nel Regno delle Due Sicilie vi fu una repressione verso di loro, per tanto era difficile che vi fosse stata una grande presenza nel territorio.

    Saluti.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Emiliano Visualizza Messaggio
    Grazie Citeriore per la rapidità ad esaudire le mie richieste.
    A me sorgeva un dubbio, e lo spiego a te che hai un'enorme conoscenza storica, datosi che il mio cognome compariva nella lista delle famiglie ebraiche italiane, l'ultima stilata , credo negli anni '30. Mi sorgeva il dubbio, in quanto la mia famiglia paterna ha origini cilentane e da almeno due generazioni è Cattolica, com'è possibile che vi sia questa eventualità ? Mi venne spiegato, appunto, che nel Regno delle Due Sicilie vi fu una repressione verso di loro, per tanto era difficile che vi fosse stata una grande presenza nel territorio.

    Saluti.

    La comunità ebraica nel capoluogo non conta più di cento adepti, aventi come punto di riferimento la sinagoga di cappella vecchia (un appartamento alla fine)....se non erro durante carlo III furono scacciati definitivamente (ripeto non ricordo sotto quale re, dovrei consultare qualche libro).
    Alla fine cognomi vagamente ebraici in quell'area, non rispecchiano quell'origine, in quanto le pochissime famiglie storiche residenti in quest'area (senza voler far nomi), si sono preservate nel tempo.Oltretutto le leggende popolari di quest'avversione parlano chiaro....ne ricordo una riguardante porta sant'antonio, vicino al rione sanità, ove si dicesse che venivano lasciati gli abiti dei defunti che venivano raccolti dai membri della comunità ebraica e venduti....puoi ben immaginare dunque com'era vista in tutti gli ambiti una certa presenza......soprattutto dopo l'unità per alcuni, fu una vendetta dei Rotschild per i torti subiti nel regno dalla loro comunità.

  5. #5
    legio_taurinensis
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    Grazie. Comunque non credo che sia il mio caso, come ho detto la mia famiglia è cristiano-cattolica da due generazioni di sicuro (ma credo pure prima), per altro nel Cilento il culto cattolico è molto più radicato e non mi risulta la presenza di famiglie ebraiche, ma se qualcuno ne sa di più bene.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Emiliano Visualizza Messaggio
    Grazie. Comunque non credo che sia il mio caso, come ho detto la mia famiglia è cristiano-cattolica da due generazioni di sicuro (ma credo pure prima), per altro nel Cilento il culto cattolico è molto più radicato e non mi risulta la presenza di famiglie ebraiche, ma se qualcuno ne sa di più bene.
    Ma si e ti assicuro che anni fa chiedemmo proprio ad uno storico meridionalista esperto di questo tema che è come dici tu, in quanto c'era un amico il cui cognome era presente nelle liste dei protocolli (liste su cui ci sarebbe da dire...).In calabria c'era un paese di cui non ricordo il nome, dove vi era una presenza forte, nei dintorni di napoli ve ne era una forte a Bacoli (non per niente, ma l'attore vincenzo salemme da lì proviene...)....spero di riuscire a trovare qualche dato, ma dubito della presenza in quell'area di certe famiglie....ps se è un cognome di locazione geografica del sud italia, non rappresenta un'appartenenza a quella determinata comunità nella maggior parte dei casi...
    Tuttavia la morte di Ferrante d'Aragona rappresentò un momento di involuzione che culminò con l'editto del 1540: "le loro condizioni, scrive Cassandro, riferendosi agli ebrei, peggiorarono enormemente già nel corso di quell'anno, prima ancora dell'arrivo di Carlo VIII, con ampi saccheggi generali delle loro cose, cui l'ingresso delle truppe francesi diede il colpo decisivo con la confisca e l'esproprio di tutti quei beni ebraici che poterono acquisire".
    Eventi, questi, che introdussero il Regno a quel periodo di intransigente politica antiebraica adottata dalla Corona Spagnola e dal 1541 "l'esodo di quel che restava dell'antico ebraismo meridionale fu completo e definitivo".


  7. #7
    legio_taurinensis
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    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Ma si e ti assicuro che anni fa chiedemmo proprio ad uno storico meridionalista esperto di questo tema che è come dici tu, in quanto c'era un amico il cui cognome era presente nelle liste dei protocolli (liste su cui ci sarebbe da dire...).In calabria c'era un paese di cui non ricordo il nome, dove vi era una presenza forte, nei dintorni di napoli ve ne era una forte a Bacoli (non per niente, ma l'attore vincenzo salemme da lì proviene...)....spero di riuscire a trovare qualche dato, ma dubito della presenza in quell'area di certe famiglie....ps se è un cognome di locazione geografica del sud italia, non rappresenta un'appartenenza a quella determinata comunità nella maggior parte dei casi...
    Tuttavia la morte di Ferrante d'Aragona rappresentò un momento di involuzione che culminò con l'editto del 1540: "le loro condizioni, scrive Cassandro, riferendosi agli ebrei, peggiorarono enormemente già nel corso di quell'anno, prima ancora dell'arrivo di Carlo VIII, con ampi saccheggi generali delle loro cose, cui l'ingresso delle truppe francesi diede il colpo decisivo con la confisca e l'esproprio di tutti quei beni ebraici che poterono acquisire".
    Eventi, questi, che introdussero il Regno a quel periodo di intransigente politica antiebraica adottata dalla Corona Spagnola e dal 1541 "l'esodo di quel che restava dell'antico ebraismo meridionale fu completo e definitivo".

    No, non è un cognome di città.
    Comunque sicuramente vi furono errori nella trascrizione delle liste.

  8. #8
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    Predefinito Interessante articolo pubblicato su "La Stampa" del 19/1/07

    Ebrei d’Italia, il Sud ritrovato. Il riscatto dopo l'oblio
    di Klaus Davi

    TRANI - Gli ebrei riconquistano il Sud Italia, con il beneplacito ufficiale dell’Unione delle Comunità ebraiche. Sono passati più o meno cinquecento anni da quando, in seguito alle persecuzioni spagnole scatenate da Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, vennero scacciati dal Regno di Napoli e, in generale, da tutta l'Italia meridionale con un editto di espulsione risalente al 1541. Le sinagoghe vennero trasformate in chiese, i quartieri ebraici occupati dai gentili, e decine di migliaia di persone dovettero fuggire.
    Ora siamo a una svolta, ufficializzata da un documento dell'Unione delle Comunità ebraiche: ci sarà una rinascita a vasto raggio dell’ebraismo meridionale a partire proprio dalla Puglia, una regione che storicamente fu il fulcro della cultura ebraica nel Medioevo. Un territorio che oggi, cinquecento anni dopo la loro cacciata, potrebbe diventare la piattaforma ideale per la riconquista del Sud. In particolare, sarà proprio Trani, splendida città in provincia di Bari, a esserne epicentro. Esattamente lì dove l'antica sinagoga, Scola Nova, risalente al 1243, poi trasformata in chiesa, è stata recentemente restituita alla Comunità, come racconta il consigliere Yoram Ortona, e dove una trentina di famiglie sono tornate a svolgere le funzioni religiose.
    Un vero disgelo dopo decenni di diffidenza dell'ebraismo ufficiale verso i (presunti) ebrei del Sud. Una diffidenza dettata anche dalla tormentata storia delle comunità meridionali. Fino al 1400 il nostro mezzogiorno era un caposaldo dell'ebraismo mediterraneo. Poi, sull'onda delle persecuzioni iberiche, anche da noi ci furono pogrom e vessazioni. Lo storico Francesco Renda spiega quanto incisiva fosse la presenza ebraica in quelle regioni: in Sicilia il cinque per cento della popolazione era di origine israelitica. Dopo l'espulsione, molti si convertirono, altri finsero. Altri ancora partirono verso le comunità di Ancona, Roma, Napoli, la Grecia o la Turchia. Alcuni infine si omologarono, dando vita a forme di criptogiudaismo che furono in seguito perseguitate con violenza ancora più accentuata. Le cronache raccontano la presenza di marrani registrata per tutto il sedicesimo secolo. Poi, da lì in avanti, più nulla. Il buio.

    Chiese e sinagoghe
    Certo, si registrarono sporadiche presenze di ebrei nel Sud, soprattutto lungo le coste per ragioni di commercio. Ma al di là di singoli episodi, a sparire fu quella originalissima forma di cultura ebraica popolare che in Puglia, Sicilia, Calabria e Sardegna si estinse senza lasciare traccia. Come già detto, le sinagoghe si trasformarono gradualmente in chiese, rimasero le giudecche (a Palermo, Trapani, Marsala, Reggio Calabria, a Trani), ma vennero man mano popolate da cristiani. Ci furono anche casi di sinagoghe con rito siciliano segnalate a Tessalonica, in Grecia, e finanche a Roma. Poche tracce sono rimaste di quella storia gloriosa. Eppure, spulciando ben bene l'elenco telefonico di città come Brindisi, Bari, Palermo, sono i cognomi a parlare subito chiaro: sfilze di Cohen (Brindisi), Lopez (Bari), Aronica, Lo Preste e Davì (Palermo e Catania). Lo spiega il rabbino ortodosso di Milano, Shlomo Bekhor: «La cancellazione dell’identità ebraica non previde un elemento importante: la permanenza di un'anima, una componente psico-genetica che si tramanda tra generazioni e che prima o poi è destinata a riaffiorare».

    La rinascita
    E' stato cosi negli Anni Trenta, quando in un piccolo paese del Gargano un pugno di contadini capeggiati da un certo Donato Manduzio - nessun legame apparente con le famiglie marrane pugliesi - riscoprì, grazie a uall’ispirazione di un sogno, la propria identità ebraica e trascinò buona parte del paese con sé. Dopo molte traversie, il rabbinato di Napoli riconobbe alcune conversioni e molti ebrei di Sannicandro, il nome del paese, vivono attualmente in Israele. Altri, soprattutto donne, risiedono a tutt’oggi nel villaggio pugliese. La svolta di questi giorni, invece, avviene, a Trani. Una città tradizionalmente caratterizzata da una forte presenza ebraica, al punto che le cronache storiche del luogo annoverano ben quattro sinagoghe, di cui due sono sopravvissute fino a noi. Come osserva Fabrizio Gallichi, consigliere per il mezzogiorno dell'Unione delle Comunità, «la restituzione agli ebrei della sinagoga Scola Nova di Trani ha consentito di dare vita a un'unità religiosa che, pur dipendendo istituzionalmente dalla Comunità ebraica di Napoli, dispone di piena autonomia».

    Il futuro
    A questa unità «fanno riferimento dieci famiglie di ebrei pugliesi, metà dei quali tornati all'ebraismo». La comunità di Trani è diventata anche il punto di riferimento per gli oltre quaranta sannicandresi impegnati in un processo di conversione. «Contando tutti, si arriva a poco meno di cento persone», conferma Gallichi. Che poi svela: «Stiamo lavorando a un percorso di riconoscimento per gli ebrei invisibili; consapevoli che nel sud esistono moltissime persone legate a vario titolo alla nostra religione, verso le quali intendiamo lanciare segnali di reattività culturale con manifestazione e incontri». Intendiamoci: non necessariamente il riavvicinamento si conclude con una conversione, ma sicuramente consente di costruire una base su cui intessere un’identità ebraica del Sud.
    Le prossime tappe? Sia Ortona che Gallichi sono molto cauti nel parlare di vero e proprio ritorno in termini religiosi. Ma analogamente, dopo la Puglia, focolai interessanti si sono accesi in Calabria (a Reggio e a Bova marina) e in Sicilia. Inoltre, l'Unione auspica che si possa arrivare a breve a un pieno riconoscimento della comunità di Sannicandro, sempre in Puglia. Mentre nel corso del 2007 è previsto l’insediamento di una presenza istituzionale e rabbinica della Comunità anche a Palermo, dove vivono numerosi ebrei.

    Il risarcimento
    Insomma, si tratta di un passo importante per il giudaismo del Sud. Una svolta storica consentita dagli accordi fra lo Stato Italiano e l'Unione sulla tutela dei beni culturali ebraici nel nostro paese. Ossia un importante, anche se minimo, risarcimento verso quegli esseri umani che in nome di una superiorità religiosa sulle altre fedi vennero privati della loro identità. Condannando il nostro Sud a un impoverimento politico, culturale ed economico di cui ancora oggi paga le conseguenze.

 

 

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