Staminali: intervento di Sergio Rostagno
"L'embrione non si può ancora considerare persona umana"
"Personalmente non sono contrario a permettere la ricerca fatta a detrimento dell'embrione, che non si può ancora considerare persona umana". L'opinione personale del prof. Sergio Rostagno, già docente di teologia dogmatica alla Facoltà valdese di teologia di Roma, e coordinatore della Commissione della Tavola valdese "sui problemi etici posti dalla scienza", riflette quella della maggioranza degli studiosi.
In seguito al dibattito sollevato recentemente dalla decisione del neo ministro per l’università e la ricerca Fabio Mussi, di ritirare la cosiddetta dichiarazione etica dell'Unione europea (UE) sulle cellule staminali di origine embrionale, l'Agenzia stampa NEV ha sentito il parere del prof. Rostagno: "La ricerca sulle cellule staminali embrionali potrebbe essere necessaria, secondo molti scienziati. Le controindicazioni hanno soltanto carattere etico, in quanto la ricerca sugli embrioni umani porta a sacrificare l'embrione stesso in funzione di un possibile vantaggio per l'umanità. Secondo molte chiese la ricerca deve essere permessa in quanto si valutano i vantaggi e non si considerano gli embrioni umani come persone umane a ogni effetto. La discussione è aperta e non è in nessun modo una lotta tra illuminismo e oscurantismo. E' invece una divergenza che riguarda il rispetto, più o meno assoluto, da mantenere nei riguardi dell'embrione. Sulla possibilità di rendere utili alla ricerca gli embrioni cosiddetti soprannumerari (creati, ma non impiantati) devono pronunciarsi gli scienziati e le coppie che li hanno generati. Anche qui, dunque, lo Stato dovrebbe guardarsi dall'assolutizzare in un senso o nell'altro una scelta contingente e probabilmente transitoria".
L'iniziativa di Fabio Mussi, presa a Bruxelles in occasione di una riunione dei ministri della Competitività e della Ricerca dei 25 paesi dell'UE, di fatto riapre per l'Italia la strada ai finanziamenti europei per ricerche su embrioni umani.
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 7 giugno 2006




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