Maurizio Blondet
22/01/2007

Un lettore ci invia questo comunicato dell’Osservatorio sulla Legalità a proposito della proposta di legge Mastella-Ruben.
Ci sembra degno di essere letto.
Le sottolineature sono nostre.
Maurizio Blondet



Shoah: rifletta Mastella su negazionismo reato in Europa
«Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha lanciato un appello affinchè il negazionismo della Shoah diventi reato in tutti i Paesi dell’Unione Europea.
A Dresda per il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni europei a pochi giorni dalle commemorazioni per l’Olocausto che si terranno il prossimo 27 gennaio, il Guardasigilli, incontrando la sua omologa Brigitte Zypries, ha sottolineato l’importanza di una iniziativa comune in questa direzione.
Il ministero della Giustizia rileva che si tratta di una inversione di rotta evidente rispetto alla posizione assunta nel 2003 dal precedente Governo italiano.
Riteniamo ci sia da riflettere attentamente su una tale scelta, anche rimanesse solo a livello di proposta.
Ricordiamo che ad ottobre 2004 il presidente del parlamento europeo, Josep Borrell condannò le proposte negazioniste - giudicate naziste - del delegato generale del Fronte Nazionale Francese di Jean Marie Le Pen, Bruno Gollnisch, eletto deputato europeo, il quale aveva dichiarato che «gli storici non sono d’accordo» su certi aspetti del genocidio degli ebrei perpetrato dai nazisti: vi sono molti campi di concentramento... dove alcuni storici ufficiali dicono che non vi erano camere a gas’.
A gennaio 2005 il parlamento europeo condannava ogni forma di antisemitismo e invitava insistentemente il Consiglio europeo e la Commissione nonché i governi degli Stati membri ai vari livelli locali, regionali e nazionali a fare il necessario per coordinare le loro azioni volte a combattere il razzismo, la xenofobia e l’antisemitismo, anche con la promozione di iniziative fra la società civile.
A nostro giudizio queste condanne e le azioni positive proposte (e realizzate in tutta Europa), così come il continuo ricordo e la testimonianza - dal vivo o con libri ed articoli - hanno un immenso valore, simbolico ed educativo.
Vietare la negazione per legge sarebbe come dire che non è possibile dimostrare il fatto storico.
E’ molto grave inoltre aprire la porta in Europa alla sanzione alle idee, che potrebbe accreditare domani scelte speculari, come quella della Turchia, che sanziona con il carcere chi afferma l’esistenza storica del genocidio armeno.
Infatti, se non sono le prove a stabilire la verità storica, ma le leggi, qualsiasi invenzione potrebbe divenire verità storica e viceversa qualsiasi fatto accertato potrebbe essere negato per legge.
Inoltre notiamo che scegliere di sanzionare l’Olocausto e non - poniamo - la negazione del genocidio armeno o della carestia ucraina - non si giustifica se non con il fatto mediatico della concomitanza con la giornata della memoria, ma apparirebbe come voler stimolare quella disuguaglianza che invece con il gesto si vorrebbe combattere e la cui teorizzazione fu all’origine della tremenda tragedia dell’Olocausto».
Rita Guma, presidente nazionale, www.osservatoriosullalegalita.org




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