Luna Rossa vara Ita 94: la sfida estrema
Più stretta della 86, con linee di carena diverse e appendici ancora segrete. Il 16 aprile via alla Vuitton Cup: deve essere subito al top
VALENCIA - Il conto alla rovescia è cominciato: meno di tre mesi al via della Vuitton Cup e i team si giocano le carte definitive per le proprie chance di Coppa America. La carta di Luna Rossa Challenge è Ita 94, il secondo scafo della nuova generazione, nero come Ita 86, varato nella base di Valencia. Il battesimo con la madrina di sempre, Miuccia Prada, che infrange con un colpo secco la magnum di Bellavista Gran Cuvée, vede questa volta meno invitati e meno mondanità rispetto a quello di Ita 86 avvenuto la primavera scorsa. Miuccia indossa ancora la stessa gonna e la medesima camicia amaranto ripescata dal varo del '99 di Ita 45, la più fortunata e vincente delle Luna Rossa viste finora in regata. Ma attorno c'è soltanto una piccola folla di addetti ai lavori, l'equipaggio, i fotografi. Una scelta voluta da Patrizio Bertelli che, alla terza sfida consecutiva in Coppa America insiste soprattutto su un punto: «Questa per me è una sfida sportiva e deve esserlo sempre più. Vorrei che il vincitore, chiunque sia le tolga un po' dell'aspetto mondano che la accompagna».
LE NOVITA' - Dunque l'aspetto sportivo, con la sfida che si avvicina conta adesso sempre di più. Il 16 aprile partono le regate della prima fase e ci si dovrà giocare subito tutto: in meno di venti giorni 7 degli 11 sfidanti saranno eliminati. Nessuno, perciò, potrà permettersi di far crescere la barca strada facendo, bisognerà subito essere al massimo. Per questo Luna Rossa deve rischiare tutto subito e questa nuova barca è costruita per quello: «E' più stretta di quella varata nel 2006» ammette Bertelli. E poi aggiunge: «Oggi le barche della nuova generazione sono sui 3 metri e 30, 3 metri e 50 di larghezza massima». Per dare un'idea, il Moro era largo 5 metri e mezzo, le prime Luna Rossa erano ben oltre i 4 metri. Uno dei designer, Claudio Maletto, spiega la filosofia: «E' una barca estrema, molto diversa dalla prima. Con questa formula e le nuove regole non si potranno fare modifiche in corsa. Chi vuol puntare a vincere non può permettersi di essere prudente». Cambiano, e di molto, le linee dello scafo, le appendici (si proveranno fino all'ultimo: unveiling day previsto il primo aprile) le forme delle vele, con rande squadrate in testa d'albro come fossero vele latine e genoa con le stecche che aumentano di superficie di almeno il 10% (da 150 a 170 mq). Tangoni più lunghi aumenteranno anche le superfici degli spi di almeno 70 metri quadri.
IN ACQUA SUBITO - Ora lo skipper Francesco de Angelis ha poco meno di 90 giorni per rendersi conto se l'obiettivo di ottenere un mezzo che possa vincere la Vuitton Cup e sfidare Alinghi sia stato raggiunto. L'equipaggio, apre, non vedeva l'ora di provarla, tanto che la barca è stata messa in acqua per la prima prova in mare nello stesso pomeriggio del varo. «Questo momento sintetizza il lavoro di un anno, partito dallo sviluppo della prima barca per arrivare a questa. Ora bisogna subito navigare e vedere cosa questa barca può darci». Al computer, dicono, «è molto performante"» Ma de Angelis aggiunge di suo un particolare che c'entra più con la scaramanzia che con la tecnica. «Questa data era decisa da tempo per vari motivi....Siamo felici di aver rispettato i tempi. Da domani il calendario ci dice che è l'inizio della luna nuova. E anche questo aspetto va al suo posto».
Elio Girompini




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