



Ognuno concorre (o quanto meno vorrebbe farlo, se ne fosse libero) non per cultura, ma per la ricerca del proprio utile. La cultura è casomai una conseguenza.
Fammi un esempio di corruzione del mercato in cui lo stato non sia implicato.
Non ti capisco: tu stai dalla parte dei notai e dei farmacisti (intendo i proprietari di farmacie, non i laureati in farmacia sfruttati dai farmacisti-proprietari) e quindi dalla parte dello stato corporativista? O invece stai, come me, dalla parte degli interessi della stragrande maggioranza della popolazione e quindi di un mercato realmente libero (che è l'opposto di quello sbandierato dalle destre falsamente liberali)? E soprattutto la sinistra, per essere realmente tale, da che parte dovrebbe stare?
Io non voglio uno "stato libero", semmai degli individui (tutti gli individui nessuno escluso) il più possibile liberi, limitati solo dall'analoga libertà degli altri.
Per questo voglio incrementare le possibilità di scelta degli individui, a cominciare da quelli meno abbienti (sulle cui condizioni svantaggiate ci sarebbe peraltro da fare un'escursus per dimostrare come le origini della scarsità e delle diseguaglianze sia create dallo stato stesso).
Alcune proposte le ho già accennate e le ripropongo:
a) deregolamentazione in materia di protezionismo corporativista;
b) radicale riforma tributaria con abolizione della tassazione su reddito, lavoro e consumo, a cui dovrebbero subentrare la fiscalità monetaria e la tassazione della proprietà catastale, peraltro uniche misure dotate di certezza di efficacia contro l'evasione dei ricchi.
c) liberalizzazione dei servizi pubblici ed attuazione di misure capaci di svolgerne le funzioni redistributive con maggiore efficienza ed utilità per le classi meno abbienti: reddito di esistenza, indennizzi, buoni, ecc...
Per ora mi basta, sono disponibile ad una discussione pacata su queste proposte.


Non ci capiamo o mi sono espresso male.
Certo che sono contro i corporativismi, ma sono anche un "vecchietto" con i piedi ben piantati a terra.
Si mettano in essere gli strumenti di controllo necessari affinché i mercati siano liberi e concorrenziali, il resto verrà da solo.
Avere un antistrust come quello italiano è ridicolo, si prenda esempio dagli USA in materia...tanto per iniziare.
Settori strategici; ho l'orticaria se penso agl'intrecci discutibili messi in atto dai compagni (DS) sulle privatizzazioni locali.
Carrozzoni elefantiaci, parcheggio di trombati e tariffe sempre aggiornate verso l'alto, tutto questo nel settore acqua e rifiuti.
Uso indiscriminato di manodopera precaria, cooperative messe in piedi per fregare il lavoratore.
Questo è il nuovo che passa il convento...![]()


Una parola ad Antistato, quando dici che l'intervento dello stato favorisce sempre i privati "vedi spesa pubblica": sì però se con la spesa pubblica ci alziamo le pensioni, sono contento se vengono favoriti milioni di "privati"!![]()
(purtroppo non accade spesso, è vero...
)


Infatti io ho proposto proprio questo: che invece di finanziare carrozzoni clientelari la spesa pubblica finanzi direttamente i cittadini, incrementandone il reddito, affinchè tutti siano nelle condizioni di reperire liberamente i servizi che preferiscono sul mercato.


Io credo, anzi sono convinto, che se ci si pone dalla parte dei cittadini, e in special modo di quelli più deboli, "socialisti" e "anarchici" possano trovare un punto di vista comune, come indicano questi ultimi post.