User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito I romani e la macchina a vapore

    Romani e la Macchina Vapore




    L'invenzione della macchina a vapore fu probabilmente, con la stampa a caratteri mobili, la più grande conquista tecnica del II millenio d.C. Essa fu alla base della successiva rivoluzione industriale che cambiò il mondo e su cui si poggia la società moderna. La sua invenzione fu un evento che avvenne solo nel XVII secolo e non ci sono precisi studi in merito nel medievo nè bizantino nè arabo. Neppure la civiltà cinese, la più avanzata tecnicamente, riuscì a proporre qualche dispositivo in questo senso.

    Tuttavia alcuni ingegneri dell'ellenismo e anche alcuni autori romani erano consapevoli della capacità del vapore di esercitare una pressione e quindi una forza fino al punto che alcuni di loro proposero macchine o dispositivi che funzionavano sfruttandone l'energia. Soprattutto gli ingegneri imperiali dovevano avere una notevole familiarità col vapore dato che progettavano gli impianti delle terme e lo usavano nel riscaldamento centralizzato a pannelli, sistema noto come ipocausto.
    Queste conoscenze erano tali che alcuni storici si sono posti l'intrigante domanda perchè i Romani non inventarono la macchina a vapore e perchè fu invece necessario attendere l'epoca moderna.
    I Romani infatti avevano ereditato dalla civiltà ellenistica, e poi perfezionato, una straordinaria e complessa macchina inventata da Ctesibio: la pompa a stantuffo. Nelle miniere dell'impero e in anche varie residenze sono stati trovati alcuni resti ben conservati di pompe di questo genere, realizzati in bronzo. Essi in generale avevano una funzione antincendio ma anche di sollevamento dell'acqua nelle miniere.
    La più famosa infatti, quella di Huelva Valverde, è stata trovata proprio in una miniera della Spagna.
    Queste macchine idrauliche durante l'impero romano avevano raggiunto prestazione eccezionali. Si è scritto di getti di acqua fino a 20-25 m. e pressioni interne di 10 atmosfere!!!
    L'ingegner dell'esercito Flavio Russo, cultore di archeologia tecnica, ha fatto notare la complessità di queste pompe, realizzate con l'eccezionale tolleranza di 0,1 mm. e composte di stantuffi, valvole, guarnizioni di tenuta, cilindri. (Mancava solo il cinematismo biella-manovella che evidentemente ancora non serviva).
    Non solo, ma lo stesso Ctesibio propose, sembra solo sulla carta, un cannone azionato dal vapore, idea che era venuta anche ad Archimede e sempre per rimanere nel campo motoristico risulta che Erone di Alessandria avesse proposto un albero a camme mosso da un mulino a vento allo scopo di azionare dei mantici.
    (L'albero a camme, è noto, è presente anche sul moderno motore a scoppio per aprire e chiudere le valvole di aspirazione e scarico e ha il compito di trasformare il moto rotatorio in rettilineo).
    La manovella che fa parte del moderno albero motore invece fu inventata alla fine del primo millennio da un oscuro artigiano carolingio.
    Infine lo stesso Erone è famoso per aver proposto la prima semplice turbina a vapore, nota come eolipila. Tale idea rimase però solo a livello dimostrativo.
    Tutto questo dimostra inequivocabilmente che gli ingegneri Greci e Romani avevano le conoscenze tecniche e metallurgiche nonchè le idee chiare per poter realizzare una macchina a vapore, essendo questa, una pompa a stantuffo che funziona in senso inverso. Essa diventa così da macchina operatrice una macchina motrice.
    Questo ragionamento, semplice per noi, ma geniale per chi lo doveva elaborare per la prima volta è lo stesso che fece il famoso Anonimo del De Rebus Bellicis del IV sec. d.C. quando propose con 11 secoli di anticipo l'idea di Leonardo da Vinci di trasfomare la ruota a pale di un mulino verticale ad acqua (inventato dai Romani) in una ruota motrice a bordo di una nave.
    Per capire il motivo dei modesti risultati dei Romani nello sviluppare questa e altre macchine si è spesso citato lo schiavismo. Andrea Giardina (*) però ne ridimensiona l'influenza negativa. Gli schiavi infatti erano sempre più rari, costosi e bisognava mantenerli. Inoltre la loro produttività era molto bassa.
    Per tale motivo nel tardo impero si nota un interesse crescente per le macchine in generale e soprattutto per quelle belliche ed idrauliche.
    Giardina individua invece il vero problema nel "rapporto di scala". In altri termini costruire un prototipo in miniatura è facile, molto più difficile è creare una macchina in dimensioni reali tali da generare potenze elevate. Egli ritiene che gli antichi non avessero le conoscenze di base come la pressione atmosferica o il vuoto, il concetto di moto rettilineo e quello circolare.
    Questo è certamente vero, tuttavia spesso, anche oggi, è la tecnica che precede la scienza, anche se può sembrare strano, e non il contrario. Prima si costruisce una macchina e poi vengono chiariti i principi su cui funziona. Gli studi successivi servono più a perfezionarla che a inventarla.

    La pompa a stantuffo inventata da Ctesibio ad es. funzionava benissimo e fu perfezionata dai Romani senza conoscere i concetti di prevalenza e di portata, senza fare calcoli matematici complessi e senza disegni. Allo stesso modo le balliste romane venivano costruite senza conoscere i metodi di calcolo della forza elastica a torsione nè si conoscevano le leggi della cinematica per calcolare la gittata, ma funzionavano benissimo ugualmente! Lo stesso dicasi degli anfiteatri romani che erano costruiti senza avere metodi di calcolo di scienza delle costruzioni.
    Forse la risposta è molto più semplice. Probabilmente i Romani non inventarono la macchina a vapore, pur avendone la tecnologia, semplicemente perchè non avrebbero saputo che farsene. Sarebbe infatti occorsa un'occasione, un pretesto per applicarla.
    A cosa sarebbe potuto infatti servire un motore del genere, pesante e ingombrante, quando esistevano già i veloci e affidabili cavalli ? Il salto qualitativo dalla propulsione navale a remi a quella a vapore è obbiettivamente troppo grande per una società del ferro.
    Per di più il mondo antico presentava un'economia agraria strutturata su pochi gruppi sociali. Il capitalismo romano era fortemente concentrato sulla terra e non concepiva l'idea di reinvestire il profitto in macchine con una maggiore produttività. Come ogni società agraria era fondamentalmente conservatrice, mentre il settore mercantile non era ancora sufficientemente sviluppato come alla fine del medioevo. All'alba del XVII sec. invece la società europea è molto più articolata, la popolazione molto più numerosa e il capitalismo europeo è attivo nel settore minerario, tessile, metallurgico, finanziario. Alle sue spalle ha maturato esperienze, conoscenze e capacità affinate e accumulate con la conquista dell'America e con il perfezionamento dell'artiglieria.

    Tuttavia tutto questo non spiega però il motivo del grande salto tecnologico compiuto dai greci e durato circa due secoli e il rallentamento successivo nell'Impero Romano. Come è possibile che una piccola società come quella ellenistica sia riuscita da sola a gettare le prime basi della scienza e a creare macchine da guerra complicate come la ballista a torsione per non parlare della macchina di Antikitera? Perchè questo progresso nell'Impero Romano rallentò o fu sporadico mentre ci si sarebbe aspettato un avanzamento tecnologico favorito da un mercato globalizzato e dalla pax romana?
    La ragione probabilmente è da individuarsi nella scarsa attenzione delle autorità romane verso la formazione e la scuola. Nei tempi gloriosi della cultura ellenistica sovrani e condottieri greci furono eccellenti, quasi fanatici, sostenitori della cultura sia in campo umanistico che tecnico. La leggendaria biblioteca di Alessandria fu sostenuta direttamente dai re tolomei e questi furono anticipati da Filippo il Macedone. Gerone II di Siracusa chiamò al suo servizio il grande Archimede e gli diede numerosi incarichi in campo militare per difendersi dai Romani alle porte della città. Egli, che non era interessato alle teorie astratte del grande scienziato, aveva capito l'importanza della superiorità tecnica nel campo militare.

    Questa strategia lungimirante non era improvvisata magari semplicemente convocando grandi scienziati a corte. Nel mondo ellenistico infatti erano attive scuole di Meccanica, sostenute dalle autorità, dove i grandi scienziati potevano non solo studiare e creare ma anche sviluppare e trasmettere una tradizione tecnica. Questo era di vitale importanza in una società ancora fondamentalmente agraria e analfabeta dove i libri non erano alla portata del cittadino comune.
    E' noto infatti che esisteva una scuola di Meccanica ad Alessandria e un'altra a Siracusa. Probabilmente anche la macchina di Antikitera, il più antico computer meccanico del mondo, proveniva da una scuola analoga. Troppo sofisticate infatte erano le conoscenze per realizzarla da pensare che fosse l'opera di un artigiano geniale e solitario. (Inoltre sappiamo ben poco della biblioteca di Pergamo, la grande rivale di Alessandria, e del suo ambiente intellettuale, che aveva beneficiato del mecenatismo dei sovrani Attalidi, ma non è da escludere che anche in essa vi fosse una scuola).

    Anche a Roma quando furono a disposizione capitali e sostegno politico si realizzò un progresso tecnologico, ad es. nel campo delle costruzioni e delle miniere ma questi non si indirizzarono mai verso la Meccanica. In campo militare e scientifico i Romani fecero sempre ricorso ai liberti o a scienziati stranieri. Ma questi ormai non avevano più alle spalle la formazione di una scuola.
    Nel lungo periodo quindi gli ingegneri dell'impero non furono più in grado di innovare ma solo di perfezionare. Eppure l'Impero Romano aveva tali sfide da fronteggiare che il progresso tecnico era assolutamente indispensabile. Invece gli imperatori romani in primis non capirono o lo capirono troppo tardi. Tutto questo è ancora più sorprendente se si considera che nell'Impero Romano esisteva la figura dell'ingegnere militare e che gli ingegneri dirigevano anche le grandi fabbriche statali degli armamenti.
    E' molto probabile invece che gli imperatori avessero come principali obbiettivi politici la conservazione e il consolidamento del loro potere personale cercando di guardarsi le spalle dagli intrighi di corte e dai generali possibili usurpatori. Senza contare i problemi che dovevano affrontare per i continui tentativi di invasione dei barbari.
    Inoltre per quel che se ne sa, lo stesso sistema educativo romano non era gestito in genere dallo stato ma era in mano ai privati. I grandi retori e i filosofi spesso non erano pagati dallo stato romano ma da ricchi aristocratici o dagli studenti stessi.
    I vantaggi del connubio tecnologia-politica che Archimede e Gerone avevano intuito non furono capiti. Non fu capito che eventuali scuole di Meccanica avrebbero permesso di formare ingegneri per le forze armate, mantenere e far progredire una cultura tecnica e, cosa importante, attirare i giovani di genio. Inoltre attraverso l'esercito e le scuole queste tecnologie avrebbero potuto essere trasferite al settore civile. Invece questo non accadde e la società romana, interessata solo alla retorica, alla grammatica e al diritto, finì per chiudersi in sè stessa ed entrare in crisi, circondata dai barbari e perdendosi nella superstizione.
    Tuttavia nel III e IV sec. si manifestarono segnali chiari di cambiamento. La crisi dello schiavismo e la cronica scarsa disponibilità di manodopera portarono alla comparsa di numerosi mulini idraulici verticali per la macinazione del grano mentre la pressione militare dei barbari iniziò a stimolare l'interesse di alcune menti del tempo per nuove macchine da guerra. Il famoso De Rebus Bellicis, giuntoci per puro caso, o il libro di Vegezio ne sono una dimostrazione così come il fatto che l'imperatore Valentiniano, esperto di fortificazioni, amasse definirsi Inventor Armorum Novorum.
    Lo stesso Flavio Giuliano per un' analoga disciplina scientifica, decise di istituire una sorta di "facoltà" di Medicina con corsi a frequenza obbligatoria ed esami finali. Egli, che era macedone di origine ed ellenico di cultura, con il suo amore per l'ellenismo e per lo stato romano aveva, FORSE, intuito la necessità di un sistema scolastico che si rifacesse alle antiche tradizioni greche. Lo storico Santo Mazzarino ipotizza addirittura che le riforme economiche di Giuliano fossero state in realtà suggerite dall'autore del De Rebus Bellicis e che questi potesse essere un suo consigliere in Gallia.
    Ma ormai era troppo tardi. Giuliano fu al potere solo per 18 mesi e dopo di lui si avviò la catena di eventi politici e militari che avrebbero portato al crollo dell'Impero Romano.
    Il disastro di Adrianopoli era ormai prossimo e così la fine di un'epoca.

    (*) A. Giardina "Il mosaico e lo specchio"

    Vittorio Marchis "Storia delle macchine"

    T. Derry, T. Williams "Storia della tecnica"

    http://www.signainferre.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1144

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    6,865
    Mentioned
    31 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito

    E' tipico della scuola anglosassone la dimostrazione che hanno scoperto tutto loro grazie alla loro modernissima società e visione della vita. E' un po' lo stesso filone per il quale i cattolici non potevano essere bravi negli affari ..peccato che fino al 1500 l'Europa era in mano ai banchieri italiani...e se non veniva scoperta l'america col cavolo che l'isoletta di pastori sarebbe diventata quello che è diventata...stessa cosa per l'articolo qui sopra: ci son milioni di motivi per i quali la rivoluzione industriale non è avvenuta nell'antica Roma ma il principale è semplicemente che 1400-1500 anni dopo l'umanità aveva compiuto un'infinita serie di progressi tecnologici semplicemente ignoti ai romani (ed anche ai Greci che nonostante quanto detto dall'articolo non mi sembra abbiano mai messo in mare battelli a vapore )

  3. #3
    Antiokos
    Ospite

    Predefinito

    Il progresso tecnologico dell'Età Moderna è merito della cultura e società cristiana, è ovvio che senza la luce di Cristo quegli adoratori di demoni dei pagani non avrebbero mai potuto raggiungere i nostri risultati, che ci hanno portato allo splendido mondo odierno in cui siamo i padroni assoluti della natura e disponiamo di essa a nostro piacimento sfruttandola, siamo i dominatori tranne rari casi in cui arrivano Tsunami... ma ci stiamo lavorando...
    La Chiesa poi è risaputo ha sempre favorito le scienze e la libertà di pensiero ed è risaputo il livello culturale e scientifico del mondo Ellenistico-Romano non è paragonabile all'evoluto Medio-Evo e poi via via... si i greci e i romani non ce l'avrebbero mai fatta... (o forse a loro non importava prendere la direzione presa da noi) comunque per fortuna Roma è caduta.

    Cristo Vive e Regna, Gloria al Signore, grazie signore per questo continuo progresso nella luce del tuo nome.

    P.S. Alleluja!














































































    ...................

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Cividât
    Messaggi
    1,554
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    e' pur vero che le civilta' come quella cinese abortirono parimenti la rivoluzione industriale peru avendo inventato tutto (cosi' almmeno ci volgiono far credere) la realta' potrebbe essere questa: grandi imperi che eliminano ogni nemico fino a che le loro frontiere coincidono con il loro mondo non sono competitivi.

    l'europa divisa in mille potentati e' spinta alla competizione, alla concorrenza.
    pensate ad una venezia che contrasta l'immenso impero turco, all'olanda che da sola resiste ai francesi ma e' anche il centro della scienza e della tecnica per un buon mezzo secolo e piu',
    l'impero romano e' una struttura corrotta, elefantiaca senza motivazioni a mettere in discussione uno status quo che per molto tempo lo vede al vertice.
    forse 8-10 stati ellenistici in competizione avrebbero messo in moto qualche meccanismo virtuoso, ma non dimentichaimo poi che al mondo classico mancava completamente un quadro generale filosofico in cui inquadrare i fenomeni naturali, la rivoluzione scientifica e' del '600 e forse affonda le sue radici nel medioevo, assai piu' empirista di quanto non si voglia credere.

    forse non e' un caso che la decadenza italiana coincida con il rinascimento e l'imposizione di un pedissequo culto della classicita' in tutte le scienze ed arti.
    cosi' non solo gli inlgesi avevano la macchian a vapore e noi i calci in culo , ma loro avevano schkespeare e noi l'arcadia

  5. #5
    Forumista
    Data Registrazione
    12 Jan 2007
    Messaggi
    210
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Antiokos Visualizza Messaggio
    Il progresso tecnologico dell'Età Moderna è merito della cultura e società cristiana, è ovvio che senza la luce di Cristo quegli adoratori di demoni dei pagani non avrebbero mai potuto raggiungere i nostri risultati, che ci hanno portato allo splendido mondo odierno in cui siamo i padroni assoluti della natura e disponiamo di essa a nostro piacimento sfruttandola, siamo i dominatori tranne rari casi in cui arrivano Tsunami... ma ci stiamo lavorando...
    La Chiesa poi è risaputo ha sempre favorito le scienze e la libertà di pensiero ed è risaputo il livello culturale e scientifico del mondo Ellenistico-Romano non è paragonabile all'evoluto Medio-Evo e poi via via... si i greci e i romani non ce l'avrebbero mai fatta... (o forse a loro non importava prendere la direzione presa da noi) comunque per fortuna Roma è caduta.

    Cristo Vive e Regna, Gloria al Signore, grazie signore per questo continuo progresso nella luce del tuo nome.

    P.S. Alleluja!














































































    ...................
    Eh ?????????????????????????????

  6. #6
    31°
    Data Registrazione
    10 Sep 2003
    Località
    romagna
    Messaggi
    1,107
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    oltre alle tsunami aggiungerei le eruzioni vulcaniche, i terremoti, la caduta di asteroidi.
    senza contare che potrebbero invaderci gli alieni.
    ma oltretevere ci stanno lavorando.
    dormiamo sonni tranquilli

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Apr 2005
    Messaggi
    3,002
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Esiste un filone di pensiero (in genere anglosassone, cioè di marca empirista) che rimprovera tutte le civiltà del mondo di non essere "buone", effficienti, ecc. come quella tecnologica moderna nata dalla Rivoluzione industriale, dall'Illuminismo, ecc.
    Non è altro che un pregiudizio della cultura del Borghese assoluto.
    In pratica, è sotteso lo stesso messaggio (benché espresso più elegantemente) di quello esternato da Berlusconi quando dice che la civiltà islamica è "inferiore" (legggi = non è abbastanza attaccata ai 'valori' economicisti del liberismo, non è asservita al capitalismo finanziario),
    e da Pera quando dice che destino di tutto il mondo è diventare occidentale (cioè una copia dell'Inghilterra e - meglio - dell'America).

    I cervelloni e gli storici inglesi non di rado rimproverano le civiltà antiche di non essere arrivate prima alla rivoluzione industriale e a tutto il baraccone dei secoli moderni (disincanto, empirismo, ecc.).
    Essi baratterebbero volentieri biblioteche intere di stupidi miti e inutile epica con due o tre cianfrusaglie di Erone,
    cianfrusaglie che non hanno potuto avere successo non perché quelle genti fossero "arretrate" (basta pensare alla complessità delle piramidi e all'impeditezza degli architettti odierni anche solo nel comprenderle, figuriamoci se volessero riprodurle),
    ma perché avevano altro fine che non sfruttare materialmente la materia per fare soldi. Il tipo umano del Mercante c'era anche allora, ma era dovutamente tenuto a bada dal gioco tra le 'caste', e dalla supremazia delle due caste 'arie' (sacerdotale e aristocratico-guerriera).

    Per cui,
    articoli come questo hanno scocciato, sono dovuti solo ad un pregiudizio borghese,
    e fanno sorridere per la loro ingenuità.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Cividât
    Messaggi
    1,554
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga Visualizza Messaggio
    sono dovuti solo ad un pregiudizio borghese,
    e fanno sorridere per la loro ingenuità.
    tu invece metti tristezza

 

 

Discussioni Simili

  1. Immigrazione: 10 domande ai padroni del vapore
    Di ugolupo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 155
    Ultimo Messaggio: 01-06-13, 10:58
  2. Immigrazione: dieci domande ai padroni del vapore!
    Di cadutima nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 09-05-13, 18:59
  3. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 19-12-08, 10:05
  4. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 06-10-07, 13:20
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-06-05, 01:43

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226