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Discussione: Putin

  1. #1
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    Predefinito Putin

    Secondo voi, quali sono i meriti ed i demeriti di Putin?

    Secondo me, meriti:

    1. Ha messo un po' d'ordine nel caos in cui Jelzin aveva lasciato il paese
    2. In politica internazionale evita alleanze e posizioni estreme, qualificandosi come mediatore

    demeriti:

    1. Ha una cerchia di fedelissimi, spesso nuovi ricchi con gli acquisti di proprietà ex-statale, che vivono in un mondo da torre d' avorio dorata e si scambiano favori e regali tra loro, escludendo dalla partecipazione chi non appartiene a "cosa loro"
    2. Differenze enormi tra Mosca e St. Petersburg ed il resto del paese, dove le infrastrutture, i ritrovi, le opportunità sono zero
    3. Mano troppo pesante in Cecenia
    4. Economia troppo focalizzata sull' energia, con enormi estensioni di terreno incolte e scarsa industrializzazione

  2. #2
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    Secondo voi, quali sono i meriti ed i demeriti di Putin?

    Secondo me, meriti:

    1. Ha messo un po' d'ordine nel caos in cui Jelzin aveva lasciato il paese
    2. In politica internazionale evita alleanze e posizioni estreme, qualificandosi come mediatore

    demeriti:

    1. Ha una cerchia di fedelissimi, spesso nuovi ricchi con gli acquisti di proprietà ex-statale, che vivono in un mondo da torre d' avorio dorata e si scambiano favori e regali tra loro, escludendo dalla partecipazione chi non appartiene a "cosa loro"
    2. Differenze enormi tra Mosca e St. Petersburg ed il resto del paese, dove le infrastrutture, i ritrovi, le opportunità sono zero
    3. Mano troppo pesante in Cecenia
    4. Economia troppo focalizzata sull' energia, con enormi estensioni di terreno incolte e scarsa industrializzazione
    Verisssimo. Io comunque metterei in risalto anche l'accresciuta capacita' militare Russa, che puo' reggere tranquillamente il confronto con la Nato. Durante il periodo buio di Jelzin la Russia stava stava per perdere il confronto ed aveva solo la risposta nucleare come rappresaglia ad un eventuale attacco della Nato, mentre attualmente da fonti di www.analisidifesa.it, essa posside sommergibili modernissimi ed arei supersonici, nonche' missili a lunga gittata con traiettorie difficili da intercettare. I militari hanno ripreso fiducia, visto che prima per sbarcare il lunario dovevano coltivare patate. Insomma per farla in breve la Russia e' ritornata una potenza, anche se non ancora super come ai tempi dell'Unione sovietica e l'artefice di tutto cio' e' Vladimir Putin. Ben risvegliata Russia, dopo il lungo letargo.

  3. #3
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    Predefinito

    La politica estera russa ha certamente particolare attenzione per gli stati balcanici slavi ed ortodossi. Forse in questo forum sarebbe più opportuno soffermarsi su questo.

  4. #4
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    Predefinito

    Mah Putin mi sembra un criminale.
    Un apparatik che si è trovato nel momento giusto al posto giusto.
    Certo è furbo, anche machiavellico, sicuramente ha sangue freddo da svendere, non mi piace.
    Un dittatore che non può fare quello faceva stalin o hitler solo per la copertura mediatica mondiale ed allora si accontenta della Cecenia

  5. #5
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    La Russia si sta adoperando per il rispetto dell’integrità territoriale degli stati, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, alla vigilia della sua visita di due giorni in India, il 25 gennaio. Secondo lui, la Russia si sta adoperando per un mondo multi-polare, per l’ordinamento democratico, per il rafforzamento del sistema del diritto internazionale e per la sua applicazione in pratica, grazie a cui, come ha rilevato, ogni piccolo paese potrà sentirsi sicuro e non avere paura che qualche grande forza possa distruggere in ogni momento tutte le regole, per i propri, spesso esotici, interessi. La Russia non tende a diventare una super potenza con regole particolari, ma pari agli altri, e per questo motivo ha bisogno di potere economico e militare, per poter essere il garante al rispetto del diritto internazionale e dell’uguaglianza di tutti i partecipanti nei rapporti internazionali, ha sottolineato Putin.

    Fonte: www.radioyu.org

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Mitteleuropeo Visualizza Messaggio
    Secondo voi, quali sono i meriti ed i demeriti di Putin?

    Secondo me, meriti:

    1. Ha messo un po' d'ordine nel caos in cui Jelzin aveva lasciato il paese
    2. In politica internazionale evita alleanze e posizioni estreme, qualificandosi come mediatore

    demeriti:

    1. Ha una cerchia di fedelissimi, spesso nuovi ricchi con gli acquisti di proprietà ex-statale, che vivono in un mondo da torre d' avorio dorata e si scambiano favori e regali tra loro, escludendo dalla partecipazione chi non appartiene a "cosa loro"
    2. Differenze enormi tra Mosca e St. Petersburg ed il resto del paese, dove le infrastrutture, i ritrovi, le opportunità sono zero
    3. Mano troppo pesante in Cecenia
    4. Economia troppo focalizzata sull' energia, con enormi estensioni di terreno incolte e scarsa industrializzazione

    Quoto appieno, specialmente riguardo i demeriti....meglio dire anche che abbia sostituito un'oligarchia "eltsiniana" , con un'altra ristretta cerchia di suoi fedelissimi....Mosca e Pietroburgo sono le passerelle del benessere, ma basta uscire di poco dalle due metropoli simbolo, per scoprire le condizioni in cui versano cittadine e villaggi del territorio Russo, spesso in condizioni di miseria e degrado agghiaccianti(in alcuni Oblast sperduti, l'opulenza Pietroburghese è solo un lontano miraggio....).In cecenia non ha fatto altro che "piazzare" un clan affine alla sua politica estera e riesumare vecchi elementi "indottrinati" a mosca nel periodo sovietico.Le industrie risultano spesso essere residuati di archeologia industriale.....un risanamento sarebbe opportuno a breve termine.Però sono convinto che se vi fosse stata la Russia attuale con un Putin determinato mai come ora in politica estera e non il rottame postsovietico eltsiniano, di certo le sorti per la Serbia sarebbero state differenti.

  7. #7
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    PRODI-PUTIN, E' ORA DI MULTILATERALISMO
    dell'inviata Beatrice Ottaviano

    SOCI - Nel mondo si sono aperti troppi conflitti, "é ora di chiuderne qualcuno che altrimenti porebbe scapparci di mano": ospite a Soci, sul Mar nero, della 'diplomazia del caminetto' di Vladimir Putin, il presidente del consiglio Romano Prodi non ha nascosto la "comune preoccupazione per la situazione internazionale" e la sintonia con il capo del Cremlino sulla necessità di avviare "un multilateralismo attivo".

    Dalla Palestina, all'Iraq, al Libano dove la crisi è stata solo "tamponata" dall'intervento italiano e di altri paesi, al Corno d'Africa, all'Afghanistan dove occorrono "azioni politiche e di proposte": una fascia minata, per disinnescare la quale "c'é bisogno di multilateralismo".

    Sorride Putin nel vedere accolta la sua tesi: "Abbiamo un detto, il monopolio è sempre un male, a meno che non sia il tuo: dopo il crollo del mondo bipolare, qualcuno si è creato l'idea di un mondo unipolare, dove i problemi si risolvono in un solo centro. Ma da quello che dice anche Prodi, è chiaro che non è così, che aumentano le crisi e diminuisce la capacità di risolverle. La potenza economica e militare della Russia sta crescendo, Mosca torna a essere protagonista. Qualcuno però non ama la concorrenza, c'é una mancanza di volontà di tenere in conto i legittimi interessi della Russia e di segregarla nel posto che qualcuno ha fissato".

    Il leader del Cremino pensava probabilmente a un 'qualcuno' a stelle e strisce: cui lancia un avvertimento: "La Russia si collocherà da sola nel mondo. Noi vogliamo un mondo multipolare e bilanciato. Quanto alle buone critiche - ha aggiunto con una occhiata complice a Prodi - quelle non hanno mai danneggiato nessuno. Al contrario". Se la situazione mondiale si annuncia molto difficile Mosca, ha sottolineato Putin, conta su un dialogo costruttivo quanto quello odierno con una Italia per due anni nel consiglio di sicurezza dell'Onu.

    I rapporti bilaterali inoltre sono decisamente improntati al bel tempo: un interscambio cresciuto l'anno scorso del 28%, e che ha toccato la cifra "imponente" di 30 miliardi di dollari, una cooperazione che si arricchisce anche nei campi umanitario e culturale (saranno ad esempio le stelle della Scala di Milano i primi ospiti del teatro Bolshoi reduce da un radicale restauro, a lavori completati), una partnership che la Russia "apprezza particolarmente. Rapporti "buoni e che vanno sempre meglio", conferma Prodi. Al suo arrivo a Soci, reduce da una visita ufficiale in Turchia, é stato accolto in modo particolarmente caloroso dal solitamente gelido leader del Cremino: "Romano, sono felice di vederti qui. Ci sono venuto proprio perché pensavo che per te sarebbe stata una visita più conveniente", rispetto ad una tappa nella più lontana Mosca.

  8. #8
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    Il nuovo Zar della Russia? Può darsi, visto l'immane quantità di potere attualmente concentrata nelle sue mani. Dopo aver "liquidato" i cosiddetti nuovi oligarchi, ossia i neo-miliardari che si sono arricchiti con la svendita - voluta dal predecessore Boris Eltsin - delle aziende statali russe e capaci di condizionare fortemente anche la politica, c'è chi indica in Vladimir Putin l'uomo forte che più forte non si può della Grande Madre Russia. Per qualcuno siamo giusto un gradino sotto la dittatura.

    Non si può negare che l'istinto del comando circoli come un altro genere di globuli nel sangue di questo piccoletto dal carattere di ferro, uno cresciuto a pane e Kgb e che nessuno, o quasi, ha mai visto ridere. In pubblico la sua espressione è sempre di una serietà patibolare, compassata al limite del "rigor mortis". Al massimo talvolta accenna a qualche benevola alzata di sopracciglia, temperata da un tentativo di sorriso, magari quando si trova al fianco dell'amico Silvio Berlusconi.

    Nato il 7 ottobre 1952 in quella difficile metropoli che è Leningrado (l'attuale San Pietroburgo), nel 1970 Putin si iscrive all'università, studia diritto e lingua tedesca, ma nel tempo libero si dedica alla pratica dello judo, di cui è sempre stato un grande sostenitore. In questo sport, lo zar di ghiaccio ha sempre ritrovato quell'unione fra disciplina del corpo e dimensione "filosofica" che ne fanno una guida per la vita di tutti i giorni. Forse qualcosa di questa disciplina gli è servita quando nel 1975 è entrato a far parte del Kgb, chiamato ad occuparsi di controspionaggio.

    Una gran carriera lo attendeva dietro l'angolo. Prima si sposta nel dipartimento estero dei servizi segreti e dieci anni più tardi viene inviato a Dresda, nella Germania dell'Est, dove prosegue la sua attività di controspionaggio politico (prima di partire sposa Lyudimila, una ragazza di otto anni più giovane che gli darà due figlie: Masha e Katya). Grazie al periodo trascorso in Germania, Vladimir Putin ha così la possibilità di vivere fuori dall'Unione Sovietica, anche se, caduto il muro, sarà costretto a tornare nella natìa Leningrado.

    Quell'esperienza gli consente di diventare, per le questioni di politica estera, il braccio destro di Anatoli Sobciak, sindaco di Leninigrado, che adotta un programma di riforme radicali nel campo politico ed economico. E' Sobciak il promotore del referendum per restituire alla città il vecchio nome di San Pietroburgo. Durante questo periodo Putin introduce la borsa valutaria, apre le aziende cittadine ai capitali tedeschi, cura ulteriori privatizzazioni dei vecchi catafalchi sovietici e diventa vice-sindaco, ma la sua corsa si arresta con la sconfitta di Sobciak alle elezioni del 1996.

    In realtà quell'apparente débacle sarà la sua fortuna. Lo chiama a Mosca Anatoli Ciubais, il giovane economista che lo raccomanda a Boris Eltsin. Inizia la scalata di Putin: prima vice del potente Pavel Borodin che gestisce l'impero dei beni immobiliari del Cremlino, poi capo del Servizio Federale di Sicurezza (Fsb), il nuovo organismo che succede al Kgb. Successivamente Putin ricopre la carica di capo del Consiglio di sicurezza presidenziale.

    Il 9 agosto 1999 Boris Eltsin si ritira, principalmente a causa dello stato di salute in cui versa. Putin è pronto come un felino a cogliere la palla al balzo e, il 26 marzo 2000, viene eletto presidente della Federazione russa al primo turno con oltre il 50 per cento dei voti, dopo una campagna elettorale condotta nel più totale sprezzo del confronto politico. Vladimir Putin, in quell'occasione, non ha mai accettato forme di discussione con altri esponenti della scena politica russa. Ad ogni modo la sua fortuna politica si basa soprattutto sulle sue dichiarazioni circa la spinosa questione dell'indipendenza cecena, tese a stroncare il magmatico ribellismo della regione. Forte di una larga maggioranza anche alla Duma (il parlamento russo), tenta inoltre di riportare sotto l'autorità centrale di Mosca i governatori regionali che con Eltsin si erano spesso sostituiti al potere centrale.

    La maggior parte dei russi appoggia la sua linea dura, e il forte sospetto di un vero e proprio odio etnico, più che il timore di una disgregazione dello Stato, mina alla base la legittimità di questo consenso. I pochi oppositori di Putin d'altronde individuano proprio nella guerra forti elementi di valutazione di un presidente spietato, dittatoriale che lede il rispetto dei diritti umani. Le ultime elezioni russe hanno comunque confermato il suo potere e il pugno di ferro con cui conduce la sua leadership. In uno scenario in cui le voci contrarie alla sua sono ridotte al lumicino, Putin ha incassato i consensi di una vasta maggioranza della popolazione.

  9. #9
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    Per quel che riguarda le elezioni diciamo pure che l'amico Vladimir ha in sprezzo le basilari regole democratiche che dicono che per avere un elezione ci devono essere almeno due candidati...

    Concordo comunque nel riternerlo un uomo molto forte ed accorto, avesse una Russia decente sarebbe un grosso pericolo...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Zapatista Visualizza Messaggio

    Concordo comunque nel riternerlo un uomo molto forte ed accorto, avesse una Russia decente sarebbe un grosso pericolo...
    Il bello e' che comincia ad averla, anche se siamo solo ai primi passi.

 

 
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