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Discussione: Impasticca tuo figlio

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    "Entro febbraio arriverà la decisione regolatoria per l'immissione in commercio e i criteri di rimborsabilità" del farmaco contro l'iperattività dei bambini, il metilfenidato, meglio conosciuto come Ritalin. E' quanto dichiarato dal direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Nello Martini, durante del convegno "Bambini e psicofarmaci". E già alcuni esperti hanno espresso perplessità.

    Da anni oggetto di polemiche il Ritalin è stato introdotto nel 1956. Commercializzato in Italia due anni dopo, venne ritirato dalla casa farmaceutica nell'89 anche a causa delle tante proteste degli psicoterapeuti.

    Dopo la registrazione del farmaco, come riporta l'agenzia Ansa, verrà creato il Registro Nazionale dei trattamenti farmacologici e non farmacologici per l'ADHD, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività che si stima riguardi in Italia circa l'1% dei bambini. Il registro, ha spiegato Stefano Vella direttore del dipartimento del Farmaco dell'ISS, servirà a prevenire l'uso improprio dei farmaci e ad inquadrarlo invece in un percorso assistenziale adeguato, evitando quindi l'eccessivo uso dei farmaci come avviene per esempio negli Stati Uniti. E' grazie al lavoro congiunto del Dipartimento del Farmaco, dell'AIFA, delle Regioni, ha precisato Vella, che è stato possibile realizzare questo strumento di monitoraggio che rappresenta una rete di protezione per la salute dei bambini. In sintesi il registro si occuperà del monitoraggio dell'uso delle terapie, non solo del Ritalin ma anche di un altro farmaco registrato in Europa per mutuo riconoscimento. Il registro farà sì che la prescrizione dei farmaci avvenga solo nei centri di riferimento neuropsichiatrici regionali riconosciuti per l'ADHD; farà sì che la prescrizione avvenga solo nell'ambito di un percorso diagnostico e terapeutico a 360 gradi.

    Attualmente si stima che circa 5 mila bimbi con ADHD in Italia siano trattati con il Ritalin, nonostante nel nostro Paese non sia ancora stato approvato. Il farmaco è molto prescritto negli Usa. Oltre al Ritalin, verrà monitorato anche l'uso di un altro farmaco registrato in Europa con procedura di mutuo riconoscimento decidere la terapia farmacologica può essere solo il neuropsichiatra infantile, che dopo una e poi quattro settimane dovrà verificarne l'efficacia e la tollerabilità. Qualora poi venga deciso di proseguire il trattamento saranno programmati controlli clinici dopo i primi cinque mesi e, successivamente, almeno ogni 6 mesi. "In Italia - sottolinea Enrico Garaci, presidente dell'Iss, in una nota - grazie al lavoro congiunto del Dipartimento del farmaco dell'Iss, dell'Aifa e delle Regioni, è stato possibile realizzare uno strumento di monitoraggio che rappresenta una rete di protezione per la salute dei bambini più fragili. Tuttavia - aggiunge - sappiamo che la malattia mentale ha, tra le sue cause, molteplici fattori sia individuali che sociali e l'approccio non può essere che multidisciplinare. Il farmaco dunque non può che rappresentare soltanto uno degli strumenti terapeutici disponibili, utile in situazioni particolari e comunque da monitorare attentamente".

    "Perplessità e anche molte riserve" sono state espresse da Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età infantile e direttore dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, per le decisioni. "Il fatto positivo è che finalmente si è posto fine al balletto delle cifre sull'incidenza fra i bambini italiani della sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Solo pochi mesi fa - ha aggiunto l'esperto - fonti ufficiali avevano affermato che l'incidenza si aggirava tra il 4 e l'8%, come dire che in ogni classe c'era un bambino colpito da questa sindrome. Nonostante le proteste del Comitato 'Giu'lemanidaibambini' la cifra ha continuato a circolare. Adesso si parla di un'incidenza dell'uno per cento e che già sembra esagerata". Bianchi di Castelbianco si è detto invece preoccupato che non sia stato ancora definito un protocollo diagnostico affidabile per evitare che venga somministrato il Ritalin a bambini che non soffrono della sindrome da deficit di attenzione ed iperattività ma che invece presentano altre problematiche. "E' stato annunciato che saranno Centri specialistici ad occuparsi della prescrizione dei farmaci - ha concluso - ma non posso non sottolineare che in questi Centri operano gli stessi specialisti che sostenevano che l'incidenza della sindrome fosse fra il 4 e addirittura l'8 per cento dei bambini italiani basandosi su un protocollo diagnostico considerato da più parti inadeguato".

    Per Patrizia Stacconi, presidente dell Associazione Italiana Famiglie ADHD "la parola iperattività evoca l immagine di bambini vivaci, contenti, pieni di vita e ricorda un periodo della vita, quello dell infanzia, generalmente bello e spensierato. In realtà questo disturbo provoca una grande sofferenza nel bambino a causa dell'emarginazione a cui viene sottoposto fin da piccolo, sensi di colpa, bassa autostima, poche relazioni sociali e amicali, abbandono scolastico".

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron81 Visualizza Messaggio

    Bianchi di Castelbianco si è detto invece preoccupato che non sia stato ancora definito un protocollo diagnostico affidabile per evitare che venga somministrato il Ritalin a bambini che non soffrono della sindrome da deficit di attenzione ed iperattività ma che invece presentano altre problematiche. "E' stato annunciato che saranno Centri specialistici ad occuparsi della prescrizione dei farmaci - ha concluso - ma non posso non sottolineare che in questi Centri operano gli stessi specialisti che sostenevano che l'incidenza della sindrome fosse fra il 4 e addirittura l'8 per cento dei bambini italiani basandosi su un protocollo diagnostico considerato da più parti inadeguato".
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  3. #3
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    Cercano in tutti i modi di addormentare le nostre capacità, la nostra voglia di vita!!

    AZIONE AZIONE AZIONE AZIONE AZIONE!!

 

 

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