Lombardo smorza gli entusiasmi
'battaglia giusta per l'autonomia gallurese, difficile vincere'
Olbia. Il desiderio di autonomia della provincia Gallura da solo potrebbe non bastare. L'europarlamentare Raffaele Lombardo loda l'iniziativa del movimento olbiese per la conquista dell'autogoverno, ma non nasconde che le probabilità di successo siano scarse. Al coraggio degli scudieri dell'autonomia guidati da Vanni Sanna e da Massimo Putzu, si deve affiancare un impegno politico straordinario. Per Lombardo la Gallura ha tutte le carte in regola per diventare indipendente.
Ciò che ancora le manca è la benedizione dei partiti, a livello regionale e nazionale. Senza l'appoggio della politica la provincia autonoma rischia di restare solo un sogno. Lombardo, che è anche segretario nazionale del movimento per le autonomie, non regala ipocrite parole di ottimismo al centinaio di sostenitori della Gallura autonoma. « la vostra è una battaglia che richiede coraggio, abnegazione e ha scarse probabilità di successo ̶ affonda con realismo ̶. le delibere dei consigli comunali a favore di questa iniziativa non possono certo bastare».
Cita poi l'esempio spagnolo per dare forza alla sua tesi. « Dietro la conquista dell'indipendenza della Catalogna c'è un movimento indipendentista forte. La battaglia della Gallura va supportata da un impegno politico straordinario».
Lombardo spiega anche le difficoltà che la causa gallurese rischia di incontrare. « I partiti tradizionali vivono direttamente e indirettamente di centralismo, quindi non vedranno di buon occhio un territorio che sceglie di autogovernarsi».
Ma le mille difficoltà sembrano dissolversi di fronte ai benefici che arriverebbero in caso di vittoria: la fiscalità di vantaggio prima di tutto, ma anche la possibilità di mandare a casa l'attuale provincia. «Un ente che si è rivelato inadeguato alle esigenze del territorio ̶ ha detto Vanni Sanna̶, senza gli strumenti finanziari necessari per creare sviluppo e ricchezza». Ma il movimento per l'autonomia non si fa impressionare e va avanti con la sua battaglia. Se la Cassazione dovesse dore no alla proposta di referendum, giocherà l'asso: la raccolta di 50mila firme da presentare a uno dei presidenti delle Camere.
Da La Nuova Sardegna GA, del 20 gennaio 2007, Pag 23.




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