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Leggo con stupore sul Corriere della Sera di oggi questa dichiarazione del Capo della Comunità Ebraica romana Leone Paserman." il caso per la comunità ebraica romana non è chiuso. Lo chiuderemo quando il Ministro degli Esteri D'alema verra da noi a darci delle spiegazioni: quando si parla si deve stare attenti alle parole che si usano: l'espressione lobby ebraica ha una tragica valenza storica etc..."
Il Presidente della commisione esteri del senato Umberto Ranieri non è evidentemente bastato agli ebrei romani. Le sue spiegazioni sono state ascoltate con sufficienza e poi si è intimato al Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana di presentarsi personalmente per offrire le sue discolpe.
Non so se gli ebrei italiani siano sempre stati cosi' ma ne dubito molto: ho molto ammirato la signora Zevi per la sua alta levatura morale e il suo contributo alle civili lotte di questo Paese ma certamente questi signori di oggi sono di una arroganza e di una megalomia veramente senza limiti. Come si permettono di bistrattsre il Presidente della Commissione Esteri ed invitare perentoriamente con la faccia incazzata un Ministro a rendere conto e ragione del suo operato? Ma chi si credono di essere?
Per quale motivo si ritengono giudici inappellabili di tutti quando si rifiutano categoricamente di accettare il riconoscimento di un loro solo errore ritenendosi infallibili e superiori a tutti?
Vorrei poi capire se sono cittadini italiani o di Israele. Francamente quando la posizione del governo italiano si diversifica sia pure lievemente su una questione da quella di Israele loro sono sempre e comunque con Israele.
Insomma tra costoro e le pretese del Cardinale Ruini che detta l'agenda di ciò che ci permette (poco) e ciò che ci proibisce (molto) siamo messi davvero bene!!!
Pietro




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