Libero di oggi pubblica il testo integrale dell'articolo a firma Roberto Poletti apparso in prima pagina sulla Padania, quotidiano della Lega Nord, mercoledì 13 agosto 1997. Poletti, all'epoca militante e giornalista leghista, oggi è deputato dell'Unione, eletto nelle liste dei Verdi. Il governo al quale Poletti si rivolge nell'articolo era presieduto da Romano Prodi. Il titolo originale dell'articolo era:
«Quello che chiamano razzismo a volte è soltanto buon senso».
Razzista. Sì sono razzista. Razzista, razzista e ancora razzista. Per chi non l'avesse ancora capito sono razzista. Razzista. E questo è un articolo razzista scritto da un giornalista razzista di un giornale razzista espressione di un movimento razzista costituito da milioni e milioni di razzisti. Sono, siamo, siete razzisti. Così va bene? Già, perché se solo ci limitiamo, noi de la Padania, a dar conto dell'incontenibile situazione di degrado che si è venuta a creare, veniamo bollati come razzisti. E così sia. Tanto è destino che ci considerino dei poveri cretini. Salvo poi darci ragione quando ormai il pasticcio è fatto. Ciò premesso, non senza avere intriso di razzismo l'inchiostro della penna, mi permetto di rivolgere ai signori che ci governano una domandina razzistina razzistina. A nome anche degli altri razzisti. Eccola: quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai criminali, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Quando? Quando? Quando? Basta ragazzi, basta giocare con la pazienza di tanta gente onesta già schiacciata dal peso di uno Stato assurdo, ingiusto, ottuso, sprecone e bastardo. Perché - sappiatelo - ne abbiamo le palle piene. A dir poco. Basta leggere le cronache, un giorno qualsiasi, per imbattersi in stupri, furti, omicidi ed altri cancri. Malattie e malanni che crescono e si dilatano proporzionalmente con l'ingresso di extracomunitari entro i nostri confini. E voi governanti che non fate niente per tutelare chi paga le tasse. Fessi e imbecilli. Avete buttato i soldi delle nostre tasse al Sud e, in nome dello stesso assistenzialismo dilagante, concedete sussidi, provvigioni, addirittura stipendi anche a chi violenta le nostre donne. Fatela finita. Mettete mano al problema. Una volta per tutte. Invece di prendervela con quattro giovanotti in camicia verde che si preoccupano solo del bene comune, chiudete i confini, sbatteteli fuori questi maledetti. Datevi una mossa. Perché addebiteremo ogni rapina, ogni stupro, ogni maialata sul vostro conto. La giustizia divina, quella sì che è misericordiosa e perdona. Quella del popolo stanco e affamato, quella è giustizia vera e non guarda in faccia nessuno. Qui ci sono tutti i presupposti per una guerra civile. Evitatela. E ricordate che non è questione di razzismo o di leghismo. Solo di buon senso.





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