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  1. #1
    Mjollnir
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    Citazione Originariamente Scritto da Cinegiro Visualizza Messaggio
    per molti hindù è invece un Avatara,
    Non credo che tra il 9° avatar (Balarama o Buddha che sia) e il 10° (Kalki) ci sia spazio per il rabbino dissidente. Mi piacerebbe dunque sapere chi siano gli hindù che lo ritengono un avatar (se sono a là Coomaraswamy stiamo freschi !! ) .
    Questo però sarebbe da approfondire nel forum Orientale.

    In ogni caso, è chiaro che un Cristo-avatar sarebbe la totale negazione del Cristo-cristiano proprio del cristianesimo storicamente attestato. Basti pensare che Vishnu - attraverso i suoi avatara -afferma :

    "per ristabilire i princìpi della Giustizia Divina, Io mi incarno di era in era"

    (Bhagavad Gita, IV, 8)

    il che esclude categoricamente il carattere della unicità della incarnazione, della rivelazione, della salvezza etc.. etc...

    Penso cmq che Teodoro volesse impostare il discorso su basi "geopolitiche", ossia di grandi dinamiche socio-religiose. Da questo punto di vista, non credo che il cristianesimo residuo si sciolga nell'islam; la tendenza più evidente è anzi la regiudaizzazione, quindi il ritorno diretto al tronco originario. Lo scontro probabile sarà dunque tra galilei noachizzati e islamici.

    La nostra speranza è che da tale scontro tutti i rami ne escano annichiliti e marginalizzati, affinché venga fatto spazio alla Religio.

  2. #2
    Amore vince la morte
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    Non credo che tra il 9° avatar (Balarama o Buddha che sia) e il 10° (Kalki) ci sia spazio per il rabbino dissidente.

    Mi piacerebbe dunque sapere chi siano gli hindù che lo ritengono un avatar (se sono
    a là Coomaraswamy stiamo freschi !! ) .
    Questo però sarebbe da approfondire nel forum Orientale.

    In ogni caso, è chiaro che un Cristo-avatar sarebbe la totale negazione del Cristo-cristiano proprio del cristianesimo storicamente attestato. Basti pensare che Vishnu - attraverso i suoi avatara -afferma :

    "per ristabilire i princìpi della Giustizia Divina, Io mi incarno di era in era"

    (Bhagavad Gita, IV, 8)

    il che esclude categoricamente il carattere della unicità della incarnazione, della rivelazione, della salvezza etc.. etc...



    __________________________________________________ ___________

    conocordo con le parti in grassetto

    grazie per la precisazione mjollnir

  3. #3
    Solve et Coagula
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    Tra i noti 10 Mahavatar di Vishnu non è menzionato Gesù il nazareno, così come ad esempio non compare il nome di "Babaji dell'Himalaya" (parlo del Guru di Lahiri Mahasaya, ----> http://kataragama.org/pix/babaji.jpg ) anch'egli da molti considerato "Avatar" (ad esempio dai discepoli della scuola di Sri Yukteswar)......
    quando si parla di avatar non bisogna fare riferimento solo ed esclusivamente a quei dieci nomi, dal pesce Matsya fino a Kalki. In India vi sono persone che riconoscono la divinità del Cristo e ne venerano la figura, assieme a quella di Rama o di Krishna pur essendo hindù (come disse Sai Baba, per un cristiano occidentale invece questa sarebbe apostasia)

    comunque il discorso sarebbe da approfondire altrove.

  4. #4
    Mjollnir
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    Citazione Originariamente Scritto da Cinegiro Visualizza Messaggio
    (come disse Sai Baba, per un cristiano occidentale invece questa sarebbe apostasia)
    Che è sostanzialmente quello che dicevo sopra...

    Citazione Originariamente Scritto da Cinegiro Visualizza Messaggio
    comunque il discorso sarebbe da approfondire altrove.
    Infatti adesso provvedo a spostare i messaggi.

  5. #5
    Dasanudas Das
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    So per certo che in alcune zone del sud dell'India si venera il bambin gesù come fosse un avatara, e ovviamente la sua vergine madre.
    Ma è vero che alcuni adora Hitler come Kalki avatara.
    La spiegazione più logica è nella visione olistica dell'Induista, che fermandosi ai vangeli, e ovviamente al sentito dire, da parte dei missionari cristiani, non ha fatto altro che iglobare Gesù nello smisurato pantheon Induista...
    In una trattazione più tecnica non si può dire che gesù sia un avatar, in quanto la sua apparizione non è contemplata nelle scritture, tuttavia esiste una categoria di avatar che non sono emanazioni plenarie di Vishnu ma anime individuali investite di poteri, tali sono gli Shaktiavesa-avatara.
    Se Gesù fosse davvero quello che è stato, potrebbe essere quello, non certo Vishnu in terra, per quei motivi sopra da voi giustamente descritti.

  6. #6
    Solve et Coagula
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    beh, è anche vero che nelle Upanishad vengono classificati gli "stadi di avanzamento spirituale"...Un siddha ("essere perfetto") progredisce dallo stato di jivanmukta ("liberato mentre vive") a quello di paramukta ("supremamente libero"), che ha pieno potere anche sulla morte ed è liberato dal ciclo delle rinascite e dal maya... il paramukta non ritorna (quasi) mai in un corpo fisico...ma quando vi torna, è da considerarsi avatar.
    per quanto riguarda il Nazareno in particolare, anche io comunque so che da molti indiani è considerato un'incarnazione divina. In ogni caso....aldilà della questione "avatar non avatar"...come ho spiegato in un altra discussione, io ritengo Gesù un illuminato, un grande maestro, così come lo è stato il Gautama. Il punto è che a mio avviso, i suoi insegnamenti, le sue parole rivolte ai discepoli, vanno interpretate .....oltre l'aspetto "essoterico".

    Ps

    A Srinagar, nel Kashmir, vi è un luogo di pellegrinaggio, dove si trova "la tomba di Gesù"

  7. #7
    Dasanudas Das
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    Si ho letto anche io le Upanishad, ma non sono daccordo nel considerare un Avatar un Jivanmukta, come lo era ad esempio Narada Muni.
    So di altri episodi, nella letteratura Vaishnava rinascimentale (post-Mahaprabhu per intenderci) simili. Ma personalmente mi allineo alla definizione di Avatara come emanazione plenaria di Vishnu!
    Vero che se poi consideriamo tutti come incarnazione di Vishnu, alla maniera Mayavadi per intenderci, allora è un altro discorso.

  8. #8
    ulfenor
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    O numi devono essere folli o di certo aver bevuto per considerare il rabbì jeshua un avatara di vishnu

  9. #9
    Solve et Coagula
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    inserisco alcune parole di Sai Baba in merito al tema della discussione.

    Estratto da Sathya Sai Baba Speaks - Vol. X - Discorso del 25 DICEMBRE 1978

    Gesù era un Karana-janma, un Maestro nato con lo scopo e la missione di ristabilire l'Amore, la carità e la compassione. Egli non aveva alcun attaccamento egoistico, né prestava attenzione alla gioia o al dolore, alla perdita o al guadagno; aveva un cuore sensibile alla sofferenza ed all'angoscia altrui, al richiamo di pace e di fratellanza. Nel Suo paese andò di città in città, per predicare l'insegnamento dell'Amore, e sacrificò la Sua vita per l'elevazione dell'umanità.
    Come la maggior parte dei ricercatori, anch'Egli dapprima cercò Dio nel mondo oggettivo della Natura, ma ben presto comprese che il mondo è un'immagine caleidoscopica creata dalla propria immaginazione, e si volse a cercare Dio dentro di Sé.
    La Sua permanenza nei monasteri situati sulle montagne Himalayane, nel Kashmir (Nord India) ed in altri centri d'ascetismo e filosofia orientali, gli conferirono una consapevolezza superiore. Infatti, mentre dapprima credeva di essere il "Messaggero di Dio", dopo la Sua esperienza in Oriente, Egli dichiarò di essere "Il Figlio di Dio". Il primo atteggiamento stava ad indicare la dualità, ossia la relazione "Maestro-servo", secondo cui non si può andare di là dei comandi del Maestro, e si devono compiere i doveri prescritti dalle Scritture e dalla religione. Gesù considerava tutto ciò tedioso, poiché capì che si trattava di Pratibimba, di un'immagine, un riflesso, mentre Dio era Bimba il "Vero", il "Reale", l' "Originale".
    Pertanto, il Suo legame relazionale con il Divino crebbe e s'approfondì. L' 'IO' non era più in una luce distante o un'entità lontana, ma la Luce stessa divenne parte del 'IO'.
    Quando la coscienza di essere il corpo è predominante, si pensa di essere un servitore o un messaggero. Man mano che la consapevolezza del cuore cresce, si sente più affetto ed una maggiore vicinanza, così che il legame padre-figlio prevale e diventa naturale.
    Successivamente, quando la consapevolezza del Sé divenne stabile, Gesù poté dichiarare: 'Io ed il Padre Mio siamo Uno'. Questi tre stadi possono anche essere descritti come: 'Io sono nella Luce'; poi 'La Luce è in me'; infine si è consapevoli che 'Io sono la Luce'.
    Gesù poté dichiarare che la Sua vita era il Suo messaggio, poiché viveva e praticava quella condotta che Egli stesso consigliava agli altri di seguire.
    Ogni uomo deve iniziare il suo pellegrinaggio spirituale, proclamando che è il 'Messaggero di Dio' e condurre la sua vita in conformità a tale stato. Questa fase è detta Dvaita [2] (dualismo). Più tardi, egli progredisce e scopre il Divino dentro di sé e comprende che Dio è il suo prezioso patrimonio, l'eredità che deve esigere ed utilizzare. Questo è lo stadio Vishishta-advaita [3] (monismo qualificato), in cui uno sente di essere il figlio di Dio, della stessa natura del Padre.
    Alla fine si fonde nella Coscienza Divina, come la bambola fatta di sale si dissolve nell'oceano; quando ogni dualità è dissipata, egli consegue l'essenza di tutte le discipline religiose e di ogni insegnamento. Quest'ultimo è lo stadio detto Advaita [4] (non-dualismo).
    Egli era conosciuto con il nome di Gesù. Il popolo gli attribuì il nome onorifico di Cristo, perché non trovava alcuna traccia di ego nei Suoi pensieri, parole ed azioni; Egli non aveva invidia né odio, era colmo di amore, carità, umiltà e comprensione. Gesù non era tuttavia il Suo nome originale. Egli era chiamato 'Isa' il cui suono, pronunciato al contrario, è Sai. 'Isa' o 'Sai', entrambi significano Ishvara, Dio, l'Eterno Assoluto, il Sat-Cit-Ananda (l'Essere, Consapevolezza, Beatitudine). Nel manoscritto Tibetano del monastero dove Isa trascorse alcuni anni, il Suo nome è scritto 'ISSA', che significa il Signore di tutti gli esseri viventi. Quando Gesù proclamò che Egli era il Messaggero di Dio, intendeva mettere in evidenza che ogni uomo è il Messaggero di Dio e che, come tale, deve parlare, agire e pensare.
    Questo è il vero ed autentico Karma Kanda [5] dei Veda, ossia la disciplina spirituale del lavoro, della recitazione del Nome Divino, del servizio altruistico, della meditazione.
    Gesù asserì che quando si progredisce nell'evoluzione, bisogna vedere tutti come 'Figli di Dio', come propri fratelli e sorelle, degni di venerazione. Per questa fase, l'Upasana Kanda, la costante preghiera ed adorazione, è la Scrittura del Sanatana Dharma (Eterna Legge Universale di retta condotta).
    Alla fine, quando la conoscenza matura e si trasforma in Saggezza, viene raggiunto il traguardo di Jñana Kanda, lo stadio della Saggezza Suprema, quando l'individuo comprende ed afferma ''Io ed il Padre mio siamo Uno".
    Il Natale Appartiene a Tutti La nascita di Gesù deve essere celebrata da tutta l'umanità, perché tali 'Karana-Janma' (Maestri nati con una missione ben precisa) appartengono all'intera razza umana, e non devono essere confinati ad un solo paese o ad una sola comunità.
    __________________________________________________ ______


    Alcune citazioni di Swami Vivekananda:

    "È forte quello spirito che è diventato uno con il Signore; nessun altro è forte. Quale pensate fosse la causa della forza di Gesù di Nazaret, quella immensa, infinita forza che rise dei traditori e benedisse coloro che stavano cercando di ucciderlo? Era la sua conoscenza che “Io e il Padre siamo uno”; era la sua preghiera, “Padre, così come Io sono uno con Te, così fai loro uno con me.”

    "Se io, un orientale, devo adorare Gesù di Nazaret, c’è solo un modo che mi rimane, e cioè adorare lui come Dio, e niente altro."

    "Che le chiese predichino dottrine, teorie, filosofie,a sazietà, ma quando si tratta di adorare, la vera parte pratica della religione, dovrebbe essere come dice Gesù: “Quando preghi, entra nel tuo studio; quando hai chiuso la porta, prega tuo Padre che è nell’intimo.”

    __________________________________________________ ___________

    per quanto riguarda invece l'esplicita affermazione che "Gesù Cristo era un avatar" la si puo' trovare in numerose testimonianze ed affermazioni di Paramahansa Yogananda, il guru del Kriya-Yoga.

  10. #10
    Vittima del kali yuga
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    [quote=Mjollnir;5209905]
    Non credo che tra il 9° avatar (Balarama o Buddha che sia) e il 10° (Kalki) ci sia spazio per il rabbino dissidente. Mi piacerebbe dunque sapere chi siano gli hindù che lo ritengono un avatar (se sono a là Coomaraswamy stiamo freschi !! ) .
    Questo però sarebbe da approfondire nel forum Orientale.
    beh, diciamo che è stata prassi antica della casta brahmanica, il 'pitoneggiare' le divinità altrui all'interno dell visione del sanatana dharma, considerandole avatara...
    Vero che i dieci avatara ufficiali sono quelli detti e non c'è Gesù, però appunto esistono vari elenchi di avatara meno ufficiali, usati e a scopo strategico (vedi sopra) ma anche per riconescere le capacità di una certa persona e l'evitare anche scismi e sette, dato che la visione hindù è inclusiva e non esclusiva.




    In ogni caso, è chiaro che un Cristo-avatar sarebbe la totale negazione del Cristo-cristiano proprio del cristianesimo storicamente attestato.
    ah non c'è dubbio


    Basti pensare che Vishnu - attraverso i suoi avatara -afferma :

    "per ristabilire i princìpi della Giustizia Divina, Io mi incarno di era in era"

    (Bhagavad Gita, IV, 8)

    il che esclude categoricamente il carattere della unicità della incarnazione, della rivelazione, della salvezza etc.. etc...
    esatto.

    però va inteso bene il siginificato 'profondo', del termine avatara. L'avatara è una manifestazione dell'Assoluto o comunque dell'assoluto qualificato, l'Iswara. Ora, lo si pyuò intendere in senso teista, devozionale, e cioè l'Iswara che si incarna in un uomo, oppure in senso più esoterico, vale a dire che semplicemente, chi raggiunge almeno l'Iswara tramite ascesi personale, è ovviamente, coincidente con l'Iswara stesso, e se ottiene ciò mentre è in vita abbiamo il jivan-mukta il liberato in vita, colui che può quindi insegnare e se il dharma lo richiede, darne una nuova interpretazione. Purtroppo si sa, che il settarismo dei fedeli porta spesso a far danni. Comunque, un avatara, a guardarlo bene, non è altro che un essere che ha raggiunto, in vita, l'identità con l'assoluto, qualificato o inqualificato (nirguna), pertanto è in effetti, da intendersi come 'emissario' dell'asoluto, dato che in effetti, è, l'assoluto.
    Quindi, ti faccio un esempio per capire. Usiamo i termini occidentali che magari saranno più noti. Se tu, completi quella che gli ermetisti chiamano grande opera (opera al rosso, rubedo), hai raggiunto l'identità col Principio, con l'Uno-molti, l'Uno da cui emana la moltitudine. Se tu vai in giro a rivificare eventualmente (faccio un esempio) la religione romana, cercando di darle nuova luce, di farla rivivere, ebbene vai considerato un avatara, o se il termine non ti va, un inviato (anche se il termine è meno preciso).
    Ora Gesù, col riferirsi sempre al padre, probabilmente è uno che ha completato solo l'opera al bianco, portandosi cioè all'immortalità ma sensa raggiungere il principio affermativo, quindi dipendendo da esso. La morte (crocefissione, simbolo dello stato centrato della persona) col suo ascendere ai cieli (opera al bianco) per poi riprendere il corpo(opera al rosso) non è altro che il completarsi dell'opus ermetico.
    Quindi è pure possibile che tale crocefissione etc sia stata inserita come simbolo comprensibile solo a pochi e certo non ai membri delle classi più basse, a cui si rivolgeva tale dottrina.
    Io separo il giudizio su Gesù, che considero un iniziato e quindi, per i motivi detti sopra un avatara in un certo senso(non di Vishnu, ovviamente,anche perchè il sincretismo non mi pioace,ma dell'assoluto inteso come principio lunare [dato che probabilmente si fermò all'opera al bianco], come prakriti), mentre considero quei levantini, vili, traditori e infami dei suoi discepoli, e in genere, tutta la popolazione che recepì tale messaggfio interpretandolo in senso sovversivo, come la peggiore feccia dell'umanità

 

 
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