Uscendo dagli schemi semplicistici tradotti nello scontro politico su tutti i media, una analisi più approfondita permette di capire meglio sia quanto accaduto sia, appunto, che significa integrazione.
Parola questa che molti usano, diversi forse a sproposito e tanti intendendo cose diverse.
Ma veniamo ai recenti fatti che hanno unito il nord al sud in una riedizione dell'unità d'Italia alquanto particolare.
Ciò che accade in entrambe le situazioni è che, a seguito di reati (spari contro gli africani nel primo caso, l'uccisione di un ragazzo africano da parte di sudamericani nel secondo) la popolazione africana insorge e mette a ferro e fuoco i quartieri.
Danneggiamenti, caccia all'uomo (italiani nel primo caso, sudamericani nel secondo) scontri con le forze dell'ordine .... insomma, una sorta di guerriglia metropolitana riveduta e corretta in senso etnico.
La cronaca di questi avvenimenti mette in risalto alcuni elementi particolari.
Il primo di questi è che la popolazione africana che ha messo a ferro e fuoco Rosarno e V.le Padova sembra ritenere legittimo il concetto del farsi giustizia da soli evidenziando una totale estraneità a quelle che sono per noi regole scritte da tempo e che solo certa parte della malavita (le mafie) si permette di non rispettare.
Oppure, ed è forse più adatto, l'altro paragone è quello del far west americano. Ma là mancava uno Stato e delle chiare leggi.
Di fatto queste persone sembrano invece non sapere, oppure non riconoscersi, in quelle che sono le nostre di leggi. E qui veniamo al concetto di integrazione.
Che significa integrazione? Ormai sappiamo che molti non si vogliono affatto integrare, intendono mantenere la loro cultura e, apparentemente, non fanno alcun sforzo per adeguarsi alle nostre leggi.
Direi che la questione debba essere divisa almeno in due parti. Una dovrebbe riguardare la cultura (comprendendo anche gli aspetti religiosi) della quale ognuno dovrebbe essere libero di praticare quella che più gli pare con alcune deroghe determinate (ed è il secondo aspetto) dalla questione legale.
Ora, dal punto di vista legale, chi viene in Italia deve essere tenuto al rispetto delle nostre leggi sotto ogni punto di vista, e non può essere ammesso che a fronte di un certo tipo di cultura, esse possano essere derogate.
L'esempio più lampante è quello degli zingari dove spesso tali deroghe sono state applicate. E' ormai un sentire comune quello che 'se noi trattassimo i nostri figli un decimo di come li trattano loro ce li toglierebbero'.
Direi che il relativismo che può essere applicato culturalmente non possa essere altrettanto relativo quando invece si parla di legalità.
Concludendo direi che il concetto di integrazione è un falso concetto in quanto non possiamo pretendere che la gente si integri e adotti i nostri usi e costumi, ma certo possiamo pretendere che rispetti le nostre leggi.




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