Amici....metto qui una riflessione catechetica su questa Festa proprio per non rischiare di banalizzarla e per non lasciarla ad un evento lontano da noi.......

Dall'Omelia di Benedetto XVI per l'8 Dicembre, Festa dell'Immacolata, del 2005

dice:

...emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell'essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sé; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell'essere veramente noi stessi; che dobbiamo mettere a prova questa libertà anche contro Dio per diventare in realtà pienamente noi stessi. Con una parola, noi pensiamo che il male in fondo sia buono, che di esso, almeno un po', noi abbiamo bisogno per sperimentare la pienezza dell'essere. Pensiamo che Mefistofele – il tentatore – abbia ragione quando dice di essere la forza "che sempre vuole il male e sempre opera il bene" (J.W. v. Goethe, Faust I, 3). Pensiamo che patteggiare un po' col male, riservarsi un po' di libertà contro Dio, in fondo, sia bene, forse sia addirittura necessario.

Guardando però il mondo intorno a noi, possiamo vedere che non è così, che cioè il male avvelena sempre, non innalza l'uomo, ma lo abbassa e lo umilia, non lo rende più grande, più puro e più ricco, ma lo danneggia e lo fa diventare più piccolo
. Questo dobbiamo piuttosto imparare nel giorno dell'Immacolata: l'uomo che si abbandona totalmente nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, una noiosa persona consenziente; egli non perde la sua libertà. Solo l'uomo che si affida totalmente a Dio trova la vera libertà, la vastità grande e creativa della libertà del bene. L'uomo che si volge verso Dio non diventa più piccolo, ma più grande, perché grazie a Dio e insieme con Lui diventa grande, diventa divino, diventa veramente se stesso. L'uomo che si mette nelle mani di Dio non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola ed aperta
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OBBEDIENZA=AFFIDAMENTO..... ....

ecco, OGGI FESTA DI SAN PAOLO, vogliamo con lui meditare questo aspetto che si intreccia fra il nostro essere peccatori e la GRAZIA SANTIFICATRICE DONATA DA CRISTO alla quale Paolo stesso, a seguito di una sana inquietudine, CEDE E PIEGA LE GINOCCHIA .....

.... se noi leggessimo in termine biblico l'obbedienza, scopriremo che esso è L'AFFIDAMENTO a Dio che ci ama e che vuole sempre il nostro bene...tuttavia attenzione......c'è un pericolo...... Affidarsi, obbedire a Dio, qualcuno potrebbe dire, lo faccio......non c'è bisogno che mi affidi=obbedisca anche alla Chiesa.....ECCO L'INGANNO........ e perchè? Ma perchè proprio Gesù ci ha insegnato l'obbedienza fra di noi, o meglio, FRA I SUPERIORI CHE EGLI HA POSTO PER VIVERE IN MODO CORRETTO IL NOSTRO AFFIDAMENTO=OBBEDIENZA A DIO.. ....

E ce lo racconta l'esperienza di Paolo di Tarso il quale, IN BUONA FEDE......PERSEGUITAVA I CRISTIANI CREDENDOSI NEL GIUSTO..... In fondo san Paolo OBBEDIVA ALLA LEGGE e per lui era veramente abominevole che dei giudei potessero diventare cristiani TRADENDO LA LEGGE......Lui amava Dio e di conseguenza riteneva giusto BATTERSI CONTRO CHI ADERIVA AL CRISTIANESIMO.......

Ma Paolo, essendo nel cuore sincero.....INCONTRA LA GRAZIA, GLI CI SBATTE CONTRO......e capovolgerà la situazione...chiamando APOSTASIA coloro che , diventati cristiani, si allontanavano dal loro Magistero APOSTOLICO per vivere da soli la propria fede FOMENTANDO LE DIVISIONI... ...

Benedetto XVI, nell'omelia che vi ho accennato, parla di VELENO........dice:

tutti portiamo dentro di noi una goccia del veleno di quel modo di pensare illustrato nelle immagini del Libro della Genesi
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sta parlando (se leggete il testo intero) del peccato originale, quello che per la disobbedienza introdusse il peccato.....

Disobbedire dunque CI ALLONTANA DA DIO E PRODUCE IN NOI L'INQUIETUDINE...è questo anche l'insegnamento che ci viene NON dalla predicazione MA DALLA CONVERSIONE DI SAN PAOLO... tuttavia attenzione, pensiamo che disobbedire ad un certo Magistero NON sia disobbedire a Dio, a Cristo....ma solo compiere delle scelte legittime.....certo sono scelte che possiamo fare, ma siamo anche pronti ad assumerci le responsabilità?
Normalmente NO! Infatti dopo aver disobbedito, fateci caso, facciamo come Adamo che interrogato da Dio non risponde prendendosi le sue responsabilità per la scelta ma...da la colpa ad Eva....... Così facciamo noi oggi.... nel disobbedire al Magistero che è la Bibbia interpretata.....appena siamo interrogati DIAMO LA COLPA AGLI ALTRI....ALLA CHIESA......la colpa non è mai nostra....e al punto tale da non capire quanto siamo inquieti a causa proprio della disobbedienza e si perchè se ci fate caso andiamo a cercare le risposte altrove...

Al contrario san Paolo dopo aver perseguitato i cristiani, incontrando Cristo non addita a nessun altro le sue responsabilità........crolla, cade da cavallo, non vede più ora ha davanti a sè solo se stesso con tutta la sua umanità FERITA dal peccato: SIGNORE, dice, COSA VUOI CHE IO FACCIA?
Gesù lo istruisce e san Paolo non cerca scuse...ma...OBBEDISCE
.........

Al contrario noi siamo inquieti perennemente, e che siamo inquieti lo dice proprio l'agitazione con la quale facciamo le nostre ricerche......SIAMO AGITATI sempre in cerca e mai con una risposta che ci soddisfi....quanta differenza con l'esempio che ci ha dato san Paolo....con l'esempio che ci hanno dato i SANTI!!

Anche loro erano inquieti, dice Benedetto XVI a Colonia al milione di giovani...MA ERANO ANIMATI DALLA SANTA INQUIETUDINE attraverso la quale -dice il Papa- i Santi CERCAVANO DI PERFEZIONARE L'OBBEDIENZA.. ergo non il contrario...

Noi invece ci agitiamo per USCIRE DALLA CHIESA PER CAMBIARLA, PER AVERLA COME CI PIACEREBBE, ma difficilmente siamo capaci di piegare le nostre ginocchia per accogliere la Chiesa come è e dare fiducia=obbedienza a Pietro il quale da Cristo ha ricevuto l'incarico di CONFERMARCI NELLA MEDESIMA FEDE.......

Spesso alcuni pensano che questa fede sia esclusivamente il riconoscere l'esistenza di Gesù, il suo essere in qualche modo Dio....di essere morto e risorto...punto...tutto il resto diventa un opcional, trattabile, modificabile, opinabile...UN FAI DA TE...diventa cioè una "cosa personale" quando il Papa stesso ha ribadito che la fede NON è affatto un fatto personale, ma comunitario....e in una comunità se non ci si affida=obbedisce......avviene la Babilonia di turno, il caos, l'anarchia......

Uno potrebbe dire: "Ma a questo punto non c'è più discussione!!" No, sbagliato!! San Paolo ci diventa maestro....la discussione c'è sempre perchè affidarsi=obbedire non elimina i dubbi, non elimina le domande, basta leggersi gli Apostoli con Gesù prima e fra di loro dopo, le discussioni sono all'ordine del giorno......il punto è un altro QUALE DIREZIONE DARE ALLE DISCUSSIONI... Qualcuno scriveva dicendo: ma che lenzuoli lunghi che si scrivono, ma chi vi legge!!! Certo...siamo lunghi, eppure si ha tutto il tempo per leggersi i giornali on-line che sono il triplo delle riflessioni che si offrono....si ha tempo di leggersi l'immondizia che gira nel web, ma si trovano scuse per non leggere il Magistero...

Il punto è che oggi ci si crede dei TUTTOLOGI......si crede che parlare di TUTTO e mischiando TUTTO si è più letti, più considerati, più intelligenti, più credibili......più TUTTO e si finisce poi di perdere l'essenziale......



Il discorso dunque resta aperto a quella OBBEDIENZA=AFFIDAMENTO primordiale che attraverso il peccato originale abbiamo sovvertito e che Cristo ci ha ricordato, come dice san Paolo: FACENDOSI OBBEDIENTE FINO ALLA MORTE ED ALLA MORTE DI CROCE...e noi? sempre Gesù dice agli apostoli: E CHI ASCOLTA VOI, ASCOLTA ME!

Ergo, la lezione della festa di oggi, Conversione di san Paolo....è sempre attuale non è il Magistero che deve cambiare, nè la Chiesa deve cambiare (rinnovarsi si, cambiare no), ma è l'uomo CHE DEVE ADEGUARSI...cioè: AFFIDARSI=OBBEDIRE ...

Fraternamente CaterinaLD

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"Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in Italia e nel mondo intero" (Santa Caterina da Siena)