Di recente è emerso un fenomeno che alcuni giorni fa ha guadagnato il titolo principale nella prima pagina del quotidiano americano Wall Street Journal, giornale ‘liberal’ & mondialista per eccellenza!
La politica più ‘severa’ attuata dal governo Bush nei confronti dell’immigrazione clandestina a partire dal 2005 ha costretto molti ‘latinos’ senza documenti a lasciare il lavoro e il paese per tornarsene a casa propria.
Per rimpiazzarli molti imprenditori degli stati del sud sono stati costretti ad inseguire i neri senza lavoro (l’articolo ovviamente cita i ‘neri’, perché non si deve assolutamente dire che anche i bianchi perdono il lavoro per colpa degli immigrati!). Come riporta l’articolo, ‘non sono molti e spesso vengono assunte anche persone con seri problemi con la giustizia!’
Il caso raccontato dal giornale della comunità finanziaria colpisce perché per la prima volta si trova la CONFERMA EMPIRICA di una tesi sostenuta a lungo da alcuni economisti di sinistra (eh eh, non fosse mai che vengano citati tutti gli allarmi sul binomio ‘+ immigrati, - lavoro e peggiori condizioni per i cittadini’ lanciati finndagli anni ’60 dai nazionalisti bianchi!), come Michael Lind, secondo il quale la presenza di clandestini disposti a lavorare per qualunque cifra ha l’effetto di abbassare i salari dei lavoratori meno qualificati, quelli più deboli!
Tesi invece sempre contestata, riporta l’articolo, dagli economisti liberisti (MONDIALISTI) per i quali invece gli immigrati abbassano i costi di produzione, rendendo il sistema più efficiente e non danneggiano nessuno perché quello che fanno loro è un lavoro che tutti gli altri hanno già scartato.
Ora proprio da un’analisi del WS journal sembra venire un indicazione diversa.
STOP IMMIGRAZIONE! RIMPATRIO TOTALE!




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