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    Arrow Per la conversione degli Ebrei di San M.Kolbe

    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 9/07 del 25 gennaio 2007, Conversione di San Paolo

    Per la conversione degli Ebrei

    Nel giorno della festa liturgica della conversione di san Paolo, che da rabbino fanatico persecutore di cristiani divenne uno dei più grandi l’apostoli di Cristo, pubblichiamo un testo di padre Massimiliano Kolbe sulla conversione degli Ebrei.

    Poveretti, di padre Massimiliano Kolbe (dal bollettino Rycerz Niepokalanej, n.1, 1926).

    Dio esiste sempre: nel passato, nel presente e nel futuro.
    Nel tempo Egli ha chiamato dal nulla all’esistenza gli esseri spirituali, dotati di ragione e di libera volontà. Come tali, essi dovettero scegliersi coscientemente il proprio avvenire, dare una prova di fedeltà. Una parte di essi, pur essendo semplici creature, vale a dire un nulla da sé stesse, attribuiscono a se medesimi ciò che sono e vogliono, con le loro sole forze, farsi simili a Dio. Peccano di orgoglio. Nel medesimo istante ricevono il castigo meritato, la riprovazione. Coloro che rimangono fedeli, invece, riconoscendo umilmente la verità, ossia di dover attribuire a Dio tutto ciò che sono e che possono, e di essere in grado di conoscerlo sempre di più solamente per mezzo di lui, fonte dell’esistenza, di amarlo, di possederlo sempre di più e quindi di divinizzarsi (se è lecito esprimersi così) sempre di più, Iddio li ha resi felici con sé, in paradiso.
    Iddio, poi, ha creato altresì un essere di carne: pure a lui ha dato un‚anima dotata di ragione e di libera volontà. Pure a lui ha offerto un periodo di prova. Lo spirito superbo, con la permissione di Dio e per l’invidia che prova per la felicità di quest’essere, lo suggestiona dicendogli che con le sue proprie forze “potrebbe diventare come Dio” (cf. Gen 3, 5). L’uomo si lascia ingannare, la smania della superbia genera la disobbedienza. La mente umana, tuttavia, non possiede affatto la chiarezza di conoscenza propria di uno spirito puro, perciò anche la colpa è minore. E cosi Dio non gli infligge una punizione eterna, ma lo condanna alle sofferenze e alla morte.
    Chi, pertanto, è in grado di offrire alla giustizia divina una soddisfazione adeguata? La grandezza di un’offesa si misura con la dignità di colui che è stato offeso, vale a dire Dio infinito. Nessuna creatura finita, dunque, e neppure tutte le creature insieme sono in grado di offrire una soddisfazione infinita. Dio, e solamente Dio infinito, può soddisfare in modo infinito.
    E avviene una cosa inconcepibile. Dio si abbassa fino alla creatura, si fa uomo per redimerlo e per insegnargli l’umiltà, il silenzio, l’obbedienza, la verità. Perché gli uomini possano riconoscerlo, sceglie un uomo, Abramo, e circonda la sua discendenza con una speciale protezione; affinchè non perda la fede nel vero Dio, suscita in essa i profeti, che preannunciano il tempo della Sua venuta, la località e i particolari della Sua vita, morte e resurrezione.
    È venuto in una povera stalla, ha preso dimora in una povera casetta, per trent’anni è rimasto sottomesso in umiltà, ha insegnato un modo di vivere, ha accolto benevolmente i peccatori che facevano penitenza, ha rimproverato i farisei ipocriti e infine è stato appeso all’albero della croce, realizzando in tal modo le profezie.
    L’uomo è stato redento. Cristo Signore è risorto, ha fondato la sua Chiesa sulla roccia, Pietro, e ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa (cf. Mt 16, 18).
    Una parte del popolo ebreo ha riconosciuto in lui il Messia, gli altri, soprattutto i superbi farisei, non han voluto riconoscerlo, hanno perseguitato i suoi seguaci e hanno dato il via ad un gran numero dileggi che obbligavano gli ebrei a perseguitare i cristiani. Queste leggi, insieme ad alcune narrazioni di rabbini precedenti, furono raccolte nell’anno 80 dopo Cristo dal rabbi Johanan ben Sakai e vennero definitivamente ultimate verso l’‚anno 200 da rabbi Jehuda Hannasi e in tal modo ebbe origine la Misnah. I rabbini posteriori aggiunsero ancora molte altre cose alla Misnah, così che verso l’anno 500 rabbi Achai ben Huna poté ormai raccogliere queste appendici formando un volume distinto, chiamato Gemara. La Misnah e la Gemara costituiscono insieme il Talmud. Nel Talmud quei rabbini chiamano i cristiani: idolatri, peggiori dei turchi, omicidi, libertini impuri, sterco, animali in forma umana, peggiori degli animali, figli del diavolo, ecc.
    I sacerdoti vengono chiamati kamarim, vale a dire indovini, e galachim ossia teste pelate, ma in particolare non sopportano le anime consacrate a Dio nella vita religiosa. Invece che bejs tefil, casa di preghiera, chiamano la chiesa bejs tifla, casa di scempiaggine, di sporcizia. Le immagini, le medagliette, i rosari, ecc., li chiamano elylym, cioè idoli. Nel Talmud le domeniche e le feste vengono denominate jom ejd, ossia giorni di perdizione. Insegnano, inoltre, che ad un ebreo è permesso ingannare, derubare un cristiano, poiché “tutti i beni dei goim, miscredenti”, vale a dire dei cristiani, “sono come il deserto: il primo che li prende, ne diviene proprietario” (baba batra).
    Quest’opera, quindi, che raccoglie dodici grossi volumi e che spira odio contro Cristo Signore e i cristiani, viene messa in testa ai rabbini e si obbligano questi ultimi ad istruire il popolo sulla base di essa, aggiungendo che si tratta di un libro sacro, più importante della s. Scrittura, tanto che Dio stesso impara il Talmud e si consulta con i rabbini esperti nel Talmud.
    Nulla di strano, quindi, che ne un comune ebreo né un rabbino abbia, di solito, un’idea esatta della religione di Cristo: nutrito unicamente di odio verso il proprio Redentore, sepolto nelle faccende di ordine temporale, bramoso di oro e di potere, non immagina neppure quanta pace e quanta felicità offra fin da questa terra il fedele, ardente e generoso amore verso il Crocifisso! come esso superi tutte le “felicità” dei sensi o dell’intelligenza offerte da questo misero mondo!
    Non molto tempo fa mi sono incontrato in treno con un giovane ebreo, che avrà avuto 18 anni circa. La conversazione si indirizzò sul tema della felicità. Dichiarò con tutta sincerità che né il denaro né le ricchezze danno la felicità, anzi questa non la si può trovare neppure nei piaceri dei sensi. Mentre, tanto desideroso di conoscere la vera fonte della felicità, continuava a trattenersi in conversazione, improvvisamente si fece udire, dallo scompartimento accanto, la voce di un ebreo più anziano che lo esortava a non inoltrarsi tanto nell’argomento. Dispiaciuto per un simile impedimento frapposto alla sua ricerca della verità, il giovane si rivolse all’altro ebreo per chiedergli: “Ditemi voi, allora, come stanno le cose”. Ma non ricevendo alcuna risposta in proposito, non poté trattenersi dal pronunciare alcune parole più dure di rimprovero. Vi sono, dunque, anche tra gli ebrei taluni che ricercano la verità, sia tra la gente comune, sia tra i rabbini. Sovente capita pure che sincere ricerche, sostenute da ferventi preghiere, accompagnate da una vita pura, conducano alla conoscenza della verità, alla conversione.
    Fece un gran clamore in tutto il mondo la conversione di Ratisbonne, un ebreo accanito, avvenuta dopo che egli aveva accettato la medaglia miracolosa; inoltre, l’istituto religioso da lui fondato successivamente ha lavato molti suoi connazionali con l‚acqua del santo battesimo.
    Non dimenticherò mai le preghiere di un ebreo convertito, celebre musico dell’Italia settentrionale, divenuto poi religioso, francescano, padre Emilio Norsa.
    Lo conobbi a Roma. Amava molto l’Immacolata. Durante la sua ultima malattia teneva sempre un’immaginetta dell’Immacolata sul tavolino e spesso la baciava. Quando gli si diceva che quei momenti di solitudine potevano essere favorevoli per la sua ispirazione musicale, indicava il quadro della Madre di Dio appeso alla parete di fronte a lui e diceva: “Ecco da dove mi verrà l’ispirazione”. Ebbene, questo ardente devoto dell’Immacolata, ebreo, sacerdote, dell’Ordine dei PP. Francescani, mi chiese di congiungere, nella celebrazione della S. Messa, le sue alle mie intenzioni (sentendo un momentaneo miglioramento, pensava di riuscire a celebrare la s. Messa per altri tre giorni). Le intenzioni erano le seguenti: 1) per il santo Padre, 2) per la pace nei mondo, 3) per là conversione degli ebrei.
    Accogliendo il desiderio del defunto padre Norsa, chiedo anche a voi, egregi lettori, una preghiera all’Immacolata per la conversione degli ebrei, di questo popolo che, com’era solito dire padre Norsa, è “il più infelice tra tutti i popoli”, poiché sepolto in faccende terrene e passeggere. Dunque:
    1) Ogni membro della Milizia reciti ogni giorno con attenzione e con fervore la nostra giaculatoria: “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi, che a Te ricorriamo..., e per tutti coloro che a Te non ricorrono..., in particolare per i massoni...”, poiché i massoni non sono altro che una cricca organizzata di ebrei fanatici, i quali mirano sconsideratamente, a distruggere la Chiesa Cattolica, alla quale lo stesso Uomo-Dio ha assicurato che le porte degli inferi non la potranno sopraffare (cf. Mt 16, 18). Poveretti, pazzi, vanno a sbattere la testa contro una roccia!
    2) Quando uno di noi incontra un ebreo, rivolga una breve invocazione all’Immacolata per la sua conversione, anche se solo mentalmente, ad esempio: “Gesù, Maria”; mentre se capita di incontrare un rabbino, che ha una maggiore responsabilità, poiché deve rendere conto a Dio di se stesso e di coloro che egli guida, bisogna offrire una preghiera più intensa, magari una Ave Maria.
    3) Ricordiamoci bene che Gesù è morto per ciascuno, senza tener conto della differenza di nazionalità e che ognuno di noi, quindi anche ogni ebreo, è un ingrato, tuttavia figlio della nostra comune Madre celeste. Diamoci da fare con la preghiera (in particolare con la recita del s. rosario), con la mortificazione (della vista, dell’udito, del gusto, della volontà), con il buon esempio e, se la prudenza lo permette, con salutari conversazioni, ma soprattutto con una prudente diffusione della medaglia miracolosa, anche tra gli smarriti figli di Israele; diamoci da fare per condurre costoro alla conoscenza della verità e al conseguimento della vera pace e della felicità, attraverso l’offerta incondizionata di se stessi alla nostra comune Signora e Regina e, per Suo tramite, al Sacratissimo Cuore di Dio Salvatore, che arde d‚amore per ogni anima.
    4) Per manifestare il proprio amore verso l’Immacolata, ognuno faccia di tutto, secondo quanto l’abilità dell’intelligenza, la furbizia, la forza di volontà e lo zelo gli permetteranno, per far sì che il Rycerz Niepokalanej fin dal presente numero di gennaio, giunga dappertutto, magari anche tra i non-cattolici, tra gli ebrei, qualora ci sia una speranza che possano leggere.
    Nessuno trascuri neppure uno, dei propri parenti, dei propri amici, delle persone che conosce attualmente e che ha conosciuto in passato, sia in patria, sia all’estero. Dopo aver invocato la benedizione dell’Immacolata, è da Lei, infatti, che dipende tutto il frutto dei suoi tentativi, esorti tutti, a voce o per lettera, ad abbonarsi al Rycerz Niepokalanej, oppure ci mandi almeno i loro indirizzi, affinché possiamo far giungere ad essi un numero di propaganda.
    Il nostro scopo è chiaro: L’Immacolata, Regina del cielo, deve essere riconosciuta, e al più presto, quale Regina di tutti gli uomini e di ogni singola anima, sia in Polonia, sia fuori delle sue frontiere, in ambedue gli emisferi della terra. Da questo, osiamo affermare, dipende la pace e la felicità delle singole persone, delle famiglie, delle nazioni, dell’umanità.
    Fin da oggi, dunque, tutti noi, senza tregua alcuna, ponendo tutta la nostra fiducia non nell’oro, né in una superba presunzione, come i poveri massoni, ma esclusivamente nell’Immacolata, che può tutto, per la potenza del Figlio Divino, offriamoci fattivamente (con la preghiera, la mortificazione e il lavoro) all’Immacolata “senza alcuna riserva”, per divenire, in mano Sua, uno strumento efficace per la diffusione del suo regno in tutte le anime. Facciamo ogni sforzo, affinché Ella conquisti il mondo con il suo Rycerz e la sua medaglietta.
    Come sarà dolce per noi nell’ultima ora... ricordare il lavoro... le sofferenze... le umiliazioni... sopportate per Lei, soprattutto se saranno state molte, il maggior numero possibile...

    (1113 – POVERETTI, Rycerz Niepokalanej, I 1926, p. 2-7, da SCRITTI DI MASSIMILIANO KOLBE, Edizioni ENMI, Roma 1997, Centro Nazionale Milizia dell’Immacolata, Piazza Santa Maria, n. 1 - 00039 ZAGAROLO (RM) - Tel. 06/95201077)

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    Lightbulb Re: Per la conversione degli Ebrei di San M.Kolbe

    Riguardo alla conversione degli ebrei leggetevi la “LETTERA APERTA AGLI EBREI PER LA LORO CONVERSIONE” di don Curzio Nitoglia ed i miei commenti a tal proposito (sotto ho riportato, in conclusione, anche quanto ho già scritto qualche giorno fa - il 25 gennaio 2020, Festa della conversione di San Paolo - nella discussione "Se non ora, quando? - la conversione degli Ebrei" sul forum "Cattolici"):



    "Invito alla conversione rivolto agli ebrei nel giorno della nascita del Messia Gesù"
    https://forum.termometropolitico.it/...ssia-gesu.html

    La “LETTERA APERTA AGLI EBREI PER LA LORO CONVERSIONE” riportata in apertura di questa discussione – purtroppo la fonte non viene citata, quindi trovo doveroso segnalarla - è di don Curzio Nitoglia e venne pubblicata originariamente per la prima volta sul n. 44 (novembre 1996) della rivista “Sodalitium”, v. qui:



    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/44.pdf



    Don Curzio Nitoglia all’epoca era ancora un sacerdote dell’I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII"); il medesimo scritto tra l’altro è presente anche nel libro “Per padre il diavolo. Un'introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica” dello stesso autore, pubblicato in prima edizione nel 2002 dalla “Società Editrice Barbarossa” e ripubblicato in seconda edizione (con una nuova copertina ed introduzione nonché ulteriori aggiunte, insomma notevolmente ampliata e corretta…anche se purtroppo adesso lui è tornato “una cum” i vertici vaticano-secondisti che pur tanto duramente e giustamente critica e questa è oggettivamente una grave contraddizione ahinoi…) nel 2016 da “Effedieffe”:



    Don Curzio Nitoglia, Per padre il diavolo. Un'introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, Società Editrice Barbarossa, Cusano Milanino (MI) 2002.

    Don Curzio Nitoglia, Per padre il diavolo. Un'introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, II ed., Effedieffe, Proceno di Viterbo 2016.



    https://doncurzionitoglia.wordpress....-diavolo-2016/
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    https://www.effedieffeshop.com/produ...+ebraico~.html
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    https://www.effedieffeshop.com/produ...+ebraico~.html
    «CLASSICI CATTOLICI N. 10

    Se il Giudaismo è veramente ribelle a Dio, e per questo è decaduto dalla sua vocazione, Lucifero è veramente il suo simbolo
    Per padre il diavolo è considerabile come una summa della dottrina cattolica tradizionale sulla questione ebraica — anteriore cioè alle deformazioni conciliari e postconciliari — studiata da un punto di vista teologico, politico, economico ed etnico, alla luce della S. Scrittura, della Tradizione patristica e scolastica, del Magistero tradizionale e dei migliori autori controrivoluzionari, che hanno scritto sul complotto ebraico/massonico contro la Chiesa romana negli ultimi secoli.
    La Chiesa ha sempre condannato l’odio gratuito del sangue ebraico (contrario alla morale cristiana e che comporta gravi pericoli per la Fede, ovvero il disprezzo dell’Antico Testamento), ma Essa non ha mai condannato la lotta al pensiero giudaico-talmudico: al contrario ne è sempre stata la principale maestra. La giustizia e la carità non escludono la prudente e moderata difesa. Non è antisemitismo parlare dei difetti o pericoli del Giudaismo. Per nulla animato da sentimenti di razzismo, il presente testo affronta dunque il problema giudaico con uno spirito di vera carità, poiché non c’è niente di più dannoso per gli Ebrei che nascondere o far dimenticare loro le verità fondamentali della Rivelazione, lasciandoli nell’illusione di essere prediletti da Dio come prima del Calvario.
    Se è teologicamente vero che quanto all’elezione iniziale gli ebrei sono certamente amati per ragione dei Padri loro (restano cioè il popolo eletto), non così allo stato attuale del giudaismo; il primato salvifico diviene purtroppo, col rifiuto di Cristo, primato di condanna. Se la conversione sarà definitivamente rifiutata, allora la irrevocabilità della vocazione salvifica si trasformerà nella irrevocabilità della condanna.
    I presupposti teologici/storici/geopolitici sono evidenti: la costante contrapposizione tra Dio e Satana corrisponde, nel tempo storico, ad una contrapposizione altrettanto irriducibile tra Chiesa e Sinagoga, tra Città di Dio e Città di Satana. Tale opposizione è talmente fondamentale che dopo l’Incarnazione del Verbo sono possibili all’uomo soltanto due vie e due civiltà: quella cristiana e quella ebraica.
    L’eco di questa contesa tra Chiesa e Sinagoga ha riempito duemila anni di storia. E dopo due millenni, siamo giunti molto probabilmente in prossimità di un tempo realmente apocalittico: da un lato il complotto della Sinagoga contro la Chiesa, dall’altro lo spirito cabalistico-massonico che ha invaso ogni cosa e che respiriamo ormai come l’aria che ci circonda.
    L’apparente sconfitta delle forze del bene sembra poter essere imminente. Ciononostante, non dobbiamo darci per vinti, seguendo l’esempio di San Tommaso Moro, che così scriveva: “O Signore fate che non mi scandalizzi davanti al male ed al peccato, ma datemi la forza di porvi rimedio”. A noi, oggi, non restano che due vie: cristianizzarci o giudaizzarci. E qual è la miglior difesa che hanno i Cristiani per non lasciarsi contaminare dal Giudaismo? È non il pogrom, ma Gesù Cristo stesso. La Chiesa cattolica è e rimarrà per sempre il principale nemico del Kahal.

    • Presentazione su EFFEDIEFFE.com

    Voce descrittiva del libro:
    L’autore, nel comporre questo libro, è partito ponendosi le seguenti domande: donde viene e dove va il Giudaismo post-templare? Chi lo guida e chi lo ispira? Per rispondere sono stati ripercorsi i passaggi decisivi del popolo dell’Antica Alleanza nella storia e ne è stata descritta l’involuzione religiosa — ebraismo, giudaismo, cabala, talmudismo —, di cui si analizzano le ripercussioni teologiche, filosofiche, politiche e sociali anche in rapporto alle altre Nazioni. Inoltre, attraverso un decennale lavoro di confronto svolto tra teologia patristico-cattolica e autorità rabbinica, l’autore è stato in grado di ricercare le radici di un conflitto di durata bimillenaria, la cui portata assume particolare valore nel collegare tale conflitto – tra Giudaismo e Cattolicesimo – ai nostri giorni, mettendo perfettamente in luce le ragioni di un problema che ha attraversato l’intera storia moderna e che, sul piano storico (e dunque geopolitico), segna indelebilmente l’età contemporanea con la fondazione del moderno Israele, in cui ciò che specifica la speranza degli ebrei è una fase a tempo indeterminato di dominio temporale su questo mondo. L’opera di Curzio Nitoglia non manca poi di denunciare le contraddizioni e gli errori insiti nella teologia cattolica post-conciliare in merito al rapporto con i “fratelli maggiori”. La vera teologia insegna che se vogliamo davvero bene agli Ebrei, dobbiamo predicare la verità così come Gesù Cristo l’ha predicata e così come la Chiesa — mediante i suoi Dottori — ce la propone a credere, senza annacquamenti. Non deve diminuire o mutare, perciò, la carità stabilita dalla tradizione cristiana: una carità da non intendersi come «sentimentalismo che non corregge e che lascia diritto all’errore, ma che consiste nel procurare il vero bene». Una carità finalizzata alla conversione di Israele a Cristo, premessa alla fine dei tempi.

    Curzio Nitoglia, nato a Roma nel 1957, ha studiato filosofia con Augusto Del Noce, poi ha compiuto gli studi ecclesiastici ed è stato ordinato sacerdote in Svizzera nel 1984. Ha collaborato con varie riviste ed ha un sito web don Curzio Nitoglia-sezione libraria.
    Le sue opere sono: Dalla Sinagoga alla Chiesa: le conversioni di Edgardo Mortara, Giuseppe Stanislao Coen ed Eugenio Zolli, CLS, Verrua Savoia, 1998; Sionismo e Fondamentalismo. Dalla shoah allo Stato d’Israele, Napoli, Controcorrente, 2000; L’Esoterismo, CLS, Verrua Savoia, 2002; Nel Mare del nulla. Metafisica e Nichilismo, Milano Cusanino, SEB, 2002; Gnosi e Gnosticismo, Paganesimo e Giudaismo, Brescia, Cavinato, 2006; Filosofia tomistica accessibile a tutti, Molfetta, Noctua, 1° vol., 2006; Critica del pensiero filosofico alla luce della metafisica tomistica, Molfetta, Noctua, 2° vol., 2006; Dal giudaismo rabbinico al giudeo-americanismo, Genova, Effepì, 2008; Il buono, il cattivo e il pessimo governo. Filosofia della politica, Pinerolo, Novantico, 1° vol., 2010; La filosofia perenne alla prova della modernità. Filosofia della politica, 2° vol., 2010; Sovversione e Restaurazione, Milano, Jeanne d’Arc, 2012; Le forze occulte della sovversione, EFFEDIEFFE, 2014; Breve vita di San Tommaso d’Aquino, EFFEDIEFFE, 2015; Commento alle XXIV Tesi del Tomismo, EFFEDIEFFE, 2015; Il primato del Papa, EFFEDIEFFE, 2016.»





    Sul tema della conversione degli ebrei al Cattolicesimo segnalo anche quest’altro libretto sempre di Don Curzio Nitoglia:



    Don Curzio Nitoglia, Dalla sinagoga alla Chiesa. Le conversioni di Edgardo Mortara, Giuseppe Stanislao Coen ed Eugenio Zolli, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia (Torino) 2001.

    https://www.sodalitiumshop.it/Dalla-...ga-alla-Chiesa
    https://www.sodalitiumshop.it/WebRoo...5/CopSinag.jpg





    “IL CASO ZOLLI”
    IL CASO ZOLLI
    http://www.doncurzionitoglia.com/casozolli.htm









    P.S. Riporto anche qui il mio intervento sul forum “Cattolici” di qualche giorno fa sempre a proposito della stessa tematica; è un mio commento che trae spunto da questo vecchio articolo pubblicato sul blog "Messa in latino":



    MiL - Messainlatino.it: L?improvvida escatologizzazione della conversione degli Ebrei
    "L’improvvida escatologizzazione della conversione degli Ebrei di Don Alfredo Morselli."




    "Se non ora, quando? - la conversione degli Ebrei."
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post18407597


    Se non ora, quando? - appunto, e ciò non riguarda solo la conversione degli Ebrei; a tal proposito, nell’anniversario della conversione di San Paolo, oggi 25 gennaio 2020, riporto su questa discussione per chiarire delle questioni essenziali senza mezzi termini equivoci…
    Preghiamo anche e soprattutto oggi, oltre che per il pieno ravvedimento dei cattolici che sbagliano in buona fede, per la conversione di tutti i non-cattolici (i vari infedeli, atei, agnostici, pagani, ebrei, eretici, scismatici, pseudo-cattolici neo-modernisti vaticano-secondisti sia progressisti che conservatori e molti c.d. tradizionalisti inclusi...) al Cattolicesimo integrale, affinché si compia l’unità nella Verità nella comune adesione all’unica Chiesa fondata da Nostro Signore Gesù Cristo, chiedendo l’intercessione dell’Apostolo delle Genti San Paolo!!!
    25 GENNAIO 2020: Memoria di San Pietro, principe degli Apostoli; FESTA DELLA CONVERSIONE DELL’APOSTOLO DELLE GENTI, SAN PAOLO…

    S. Paolo denunciava appunto il fatto che “gli ebrei ci impediscono di predicare ai pagani per la loro salvezza”; ma oggi sono proprio i vertici pseudo-cattolici di una pseudo-gerarchia divenuta apostata o comunque vicina all’abisso dell’apostasia a voler impedire agli ebrei (e a tutti gli infedeli, eretici e scismatici) di convertirsi alla vera fede cristiano-cattolica per la loro salvezza!!
    Nessuno più auspica la conversione degli Ebrei al Cattolicesimo all’interno della setta vaticano-secondista; anzi attraverso il conciliabolo di fatto i Cattolici sono stati convertiti alla nuova falsa religione modernista giudaizzante, talmudista, cabalistica, noachita ed olocaustica!!
    C’è stata quasi una conversione a rovescio!!
    “Pro conversione Iudaeorum”?! Conversione a cosa?! Allo pseudo-cattolicesimo attuale?!
    E quale giovamento per la loro anima sarebbe la pseudo-conversione ad una setta infame che falsifica la retta dottrina?!
    La Santa Romana Chiesa NON ha smesso di convertire al Cattolicesimo (mai potrebbe farlo, perché sennò verrebbe meno alla sua divina missione datale da NSGC!!): è la contro-Chiesa che occupa le sedi apostoliche e che si traveste da “Chiesa” ad averlo fatto!!
    Fino a quando non si capirà ciò si continuerà a sbagliare e a traviare i fedeli già confusi: è un insulto ed oltraggio alla Verità spacciare per “Chiesa” la sua contraffazione!!
    L’eresia mostruosa sulle “due vie parallele di salvezza” - secondo la quale per gli Ebrei non ci sarebbe nessun bisogno di convertirsi al Cattolicesimo né di riconoscere Gesù Cristo come vero Messia e Dio per salvarsi, perchè per loro sarebbe tuttora valida la "vecchia alleanza" – è stata avvallata ufficialmente e pubblicamente (nel loro fasullo “magistero”) dai falsi “papi” dal “Concilio Vaticano II” (cfr. “Nostra Aetate” del 1965 e documenti successivi sulla stessa linea) in poi!!
    Prima della “riforma” di Roncalli/“Giovanni XXIII” gli ebrei venivano definiti "perfidi" (che significava "senza fede" o "non credenti", ma il termine era abbastanza indicativo anche nell’italiano corrente) ed il Venerdì Santo si evitava l’Amen dopo la preghiera per la loro conversione; i messalini pre-1955 indicavano di non fare "le solite preci e le genuflessioni per non ridestare il ricordo e il gesto d'indegna adorazione compiuta dai Giudei verso il Cristo".
    Tra l'orazione del Venerdì Santo del “messale” roncalliano ed il messale tridentino pre-1962 ci sono differenze sostanziali e tutt'altro che trascurabili.
    Addirittura nella “preghiera” del “nuovo messale” montiniano non esiste nessun riferimento esplicito alla conversione degli ebrei, peggio ancora…
    Da Roncalli e Montini in poi tutto è cambiato: dall’antigiudaismo teologico al filo-giudaismo di una nuova religione in stile massonico, sincretista ed ecumenista…
    Roncalli (“Giovanni XXIII”), Montini (“Paolo VI”), Luciani (“Giovanni Paolo I”), Wojtyla (“Giovanni Paolo II”), Ratzinger (“Benedetto XVI”) e Bergoglio (“Francesco”) hanno tutti oggettivamente e pubblicamente diffuso gravi errori ed eresie vere e proprie – in varia misura – opposte al Magistero della Chiesa e dei Romani Pontefici fino a Pio XII.
    Proprio la questione essenziale del rapporto tra Cristianesimo/Cattolicesimo e giudaismo – e non solo quella, si tratta della punta dell’iceberg!! – ad esempio è stata completamente falsata dai vertici vaticano-secondisti…
    Sono giunti ad interpretare in maniera gravemente distorta il Vangelo, si tacciono le ingiurie anti-cristiane contenute nel Talmud e di fatto si rinnegano gli insegnamenti di moltissimi Papi e Santi che hanno attaccato ferocemente l’ebraismo degenerato successivo all'avvento di Cristo che ancora attende il suo falso “messia” anticristico; si è inventato un mix di “giudeo-cattolicesimo” (e di arianesimo, protestantesimo, razionalismo e new age, tutto ed il suo contrario) che è un non-senso storico, teologico, religioso nonché un gravissimo orrore da far accapponare la pelle.
    Purtroppo non è una mera situazione di ambiguità dottrinale e pastorale - già perversa in se stessa comunque - che genera involontariamente confusione e visioni errate del Cattolicesimo, é proprio una nuova religione inventata per far perdere la fede cattolica alle moltitudini…
    Il vaticano-secondismo portato alle logiche ed estreme conseguenze diventa completo indifferentismo religioso, perché non rimarca la differenza tra la Vera Religione e le altre, le pone più o meno allo stesso livello almeno indirettamente.
    Grazie al conciliabolo nessuno in più è stato convertito ed anzi milioni di pecorelle che stavano dentro l’ovile sono uscite dall’ovile seguendo le indicazioni dei falsi pastori che possono pretendere nessun rispetto da parte mia né di chiunque abbia a cuore la vera fede…

    E GLI EBREI CHE RIFIUTANO LA CONVERSIONE A N.S.G.C. SONO STATI ACCONTENTATI, NON DALLA CHIESA OVVIAMENTE, MA DALLA SETTA VATICANO-SECONDISTA CHE NE OCCUPA IN MANIERA ILLEGITTIMA E SUBDOLA LE SEDI ED I SACRI PALAZZI; INFATTI DAL "CONCILIO VATICANO II" CON "NOSTRA AETATE" IN POI ESSA HA RINUNCIATO, SIA IN TEORIA CHE IN PRATICA, ALLA LORO CONVERSIONE...

    Chiedo scusa al moderatore "emv" e ai vari lettori del forum "Cattolici" che magari troveranno esagerati e troppo polemici certi miei proclami, privi di "prudenza" e "carità"...
    Nulla di personale, non vorrei sembrare superbo o rancoroso, non oso giudicare le intenzioni di nessuno né emettere sentenze di condanna - che spettano solo a Dio, unico giusto giudice - sto semplicemente ribadendo l'anatema paolino che riporto in chiusura a seguire...
    E mi tocca rimproverare, senza rancore ma con fermezza poiché c'è in gioco la fede e la salvezza delle anime eh, anche chi si ostina a non denunciare chiaramente, anzi cerca quasi di negarlo o di giustificarlo, il tragico spettacolo di impostura colossale che abbiamo di fronte ormai da vari decenni...
    Quando si decideranno i vari “conservatori” del "novus ordo" od i “tradizionalisti” che restano comunque "una cum" (Don Morselli stesso, il prof. Roberto De Mattei del “Centro Lepanto” e “Corrispondenza Romana”, Antonio Socci, Don Curzio Nitoglia, quelli della “Fraternità Sacerdotale San Pio X”, ecc.) a constatare l'ovvio?!
    Se non ora, quando?! Non si sa...
    C'è ancora chi sta a discutere se il "vero papa" sia Bergoglio o Ratzinger, figurarsi un po'...
    Quando proprio il “cardinale” e poi “papa” (adesso "emerito") Joseph Ratzinger – in combutta con il rabbino Riccardo Di Segni ed
    Andrea Riccardi, sostenitori del noachismo – è stato uno dei più aperti negatori della dottrina tradizionale!!
    Il “cardinale” Walter Kasper - allievo del “teologo” Karl Rahner ed assistente di Hans Küng alla “Facoltà Teologica” di Tubinga – nessuno l’ha mai scomunicato, anzi ha fatto una notevole carriera soprattutto sotto il “pontificato” di Wojtyla/Giovanni Paolo II e Ratzinger/Benedetto XVI!!
    Nel 1994 Kasper fu nominato copresidente della “Commissione Internazionale per il Dialogo Luterano/Cattolico” e, il 16 marzo 1999, segretario del “Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani”.
    Il 21 febbraio 2001 fu elevato alla porpora cardinalizia ed il 3 marzo 2001 divenne presidente del “Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani”, nonché presidente della “Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei”.
    Ratzinger è, da decenni, amico (ed ex-collega di insegnamento universitario) di Kasper!!
    Condividono il medesimo modernismo di fondo ed é ridicolo che si faccia finta di non sapere ciò!!
    E lo stesso Kasper è stato un grande elettore di Bergoglio nel conclave, i due vanno perfettamente d’accordo!!
    Ed i buffoni continuano a dare la colpa a lui invece di denunciare tutta questa impostura monumentale di falsa chiesa!!
    Attaccare Kasper senza attaccare Wojtyla/Giovanni Paolo II, Ratzinger/Benedetto XVI, Bergoglio e tutta la “chiesa ufficiale” che lo coccola da decenni garantendo a lui ed ai suoi simili posti di prestigio è assurdo!!
    Anzi, è logico nell’ottica vigliacca di molti “conservatori” che così non si inimicano quelli che garantiscono loro le poltrone in alto…
    Don Luigi Villa denunciò le più recenti eresie di Kasper sulla rivista mensile Chiesa Viva, n° 433 - dicembre 2010, ma senza tacere mai le eresie dei suoi protettori di vertice in tanti altri articoli e libri nonché su “Chiesa Viva” stessa…
    Don Alfredo Morselli e come lui tantissimi altri – pur scrivendo spesso cose condivisibili - invece tacciono su questo punto fondamentale, scaricando la colpa su qualche singolo “teologo” o “cardinale” come Walter Kasper, quando la vera e principale responsabilità è di quelli che sono stati al vertice per decenni…Facile e molto comodo utilizzare questi capri espiatori per negare o minimizzare le colossali colpe di altri più in alto eh…È una vergogna che ancora non si osi denunciarli per quelli che sono: degli impostori enormi!!
    Non abbiamo “fratelli maggiori” nei talmudisti né “autorità legittime” nel Vaticano occupato dai modernisti!!
    Eugenio Zolli, Alfonso Ratisbonne, i fratelli Agostino e Giuseppe Lémann, il rabbino Paul Drach, Hermann Cohen, François Libermann, Edith Stein, ecc. si sono convertiti anche perché all’epoca vi erano veri e legittimi Romani Pontefici che guidavano la Santa Romana Chiesa e c’era chi pregava per loro…
    Don Alfredo Morselli (parroco di San Benedetto del Querceto, in diocesi di Bologna) ha giustamente scritto nell’articolo “L’improvvida escatologizzazione della conversione degli Ebrei” che:


    “Eugenio Zolli, Alfonso Ratisbonne, i fratelli Agostino e Giuseppe Lémann, il rabbino Paul Drach, Hermann Cohen, François Libermann, Edith Stein e tanti altri hanno chiesto il Battesimo; senz’altro essi sono stati guidati e mossi dalla grazia di Gesù Cristo, la quale però è stata coadiuvata abbondantemente da cattolici, che hanno saputo accoglierli e accompagnarli fino alla rinascita dall’acqua e dallo Spirito.”

    Esatto, e come mai invece nessun ebreo o quasi si converte più al giorno d’oggi?!
    Come mai, oltre a non convertire nessun non-cattolico, gli stessi cattolici nominali hanno perso o stanno perdendo la fede cattolica?!
    Perché all’epoca c’era una vera gerarchia cattolica in Vaticano che si occupava di predicare la Buona Novella, ormai non c’è più nessuno o quasi…
    Adesso invece c’è il vuoto, anzi peggio c’è abbondanza di falsari della fede che - oltre a non convertire più nessun ebreo, né ateo, né seguaci di altre false confessioni e religioni - confermano nel “dialogo interreligioso” e conducono popoli interi ex-cattolici nell’apostasia…
    Così Eugenio Zolli descriveva la sua conversione (citato in questo libro che ho letto anch'io recentemente):


    «(…) Quando gli chiedevano perché aveva rinunciato alla Sinagoga per entrare nella Chiesa, [Zolli] rispondeva: "Ma io non vi ho rinunciato. Il cristianesimo è il compimento della Sinagoga. La Sinagoga infatti era una promessa e il cristianesimo è il compimento di questa promessa. La Sinagoga indicava il cristianesimo; il cristianesimo presuppone la Sinagoga. Vedete, dunque, che l'una non può esistere senza l'altra. In realtà io mi sono convertito al cristianesimo vivente" (…)».
    Judith Cabaud, Il rabbino che si arrese a Cristo. La storia di Eugenio Zolli, rabbino capo a Roma durante la seconda guerra mondiale, prefazione di Vittorio Messori, Cinisello Balsamo (MI): San Paolo, 2002, p. 98.

    Eh ma ai tempi di Zolli c'era il Papa Pio XII, Pacelli dal quale lui ha preso il nome Eugenio...
    Ora chi c'è al suo posto?! Tizi che dicono ai cattolici che una religione vale l'altra ed ai non-cattolici di restare nelle loro false credenze che tanto si salvano tutti...
    Bisogna pregare non per un’etnia particolare, ma per tutti noi e per gli adepti di un credo falso che nega NSGC: quello degli ebrei (sia quelli che seguono la pseudo-gnosi dell’esoterismo cabalista che gli atei o gli agostici, dato che tutti condividono l’odio contro il Cristianesimo) ma anche quello dei vaticano-secondisti...
    Si deve pregare per la conversione degli ebrei anti-cristiani affinché diano seguito alla vecchia Alleanza e quindi riconoscano il vero Messia in Gesù Cristo come fece Saulo di Tarso, il futuro San Paolo…
    E preghiamo - dopo aver lanciato loro il doveroso anàtema paolino - anche per la conversione di tutti coloro che non solo si rifiutano di predicare Cristo agli Ebrei, ma che osano falsificare il suo Vangelo travestiti da fantomatiche autorità ecclesiastiche; citiamo loro San Paolo, Lettera ai Galati (1,6-10):


    «Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro Vangelo. Però non ce n'è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!»

    Lodata sempre sia la Santissima Trinità!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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