NIENTE MANETTE PER CHI NEGA L’OLOCAUSTO
Il ministro della giustizia ,Clemente Mastella, in occasione della giornata della memoria ,porterà in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che punisce,anche con la reclusione “CHI NEGA,A PAROLE O CON UNO SCRITTO,L’ESISTENZA DELL’OLOCAUSTO”. Si verrà così a creare una nuova fattispecie di reato, quella di “negazionismo della shoah”.Ebbene sì anche in Italia (in Germania,Austria,Belgio,Polonia,Repubblica Ceca e Slovacchia esistono già leggi simili) da oggi non si potrà più studiare liberamente la veridicità dell’olocausto.
Inizio la mia riflessione ,intanto,dicendo che la parola olocausto significa propriamente sterminio di gruppi etnici,religiosi ecc. Nelle religioni del mondo antico l’olocausto era un sacrificio cruento in cui la vittima veniva bruciata interamente sull’altare.
Di olocausti dall’inizio della storia ce ne sono stati a centinaia,uno degli ultimi a cui mi viene da pensare è quello degli indiani d’America;ma anche quelli attuali come per il popolo palestinese ed iracheno non sono da meno.
Però il giorno della memoria è rivolto solamente ad un unico caso. A mio avviso è un giorno discriminatorio,in quanto delinea un’importanza diversa delle varie stragi. E’ come dire gli ebrei sono morti di serie A e i bambini di Dresda sono invece morti di serie B ai quali non saranno mai dedicati foto,filmati o addirittura un intero giorno. Ci sono diverse risposte da dare a questo velato quesito. Forse il ricordo degli israeliti di ieri serve per le azioni d’Israele di oggi. Sfido chiunque a trovare una giustificazione migliore ,ormai organizzata e diffusa a livello internazionale. Questo è un tema in cui non mi vorrei dilungare,ne abbiamo già parlato altre volte;ogni giorno rappresenta un giorno della memoria per qualcuno o per qualcosa ma non possiamo passare tutta la nostra vita a portare mazzi di fiori sulle tombe. La soluzione migliore sarebbe quella di istituire una data per tutte le vittime degli errori della storia. Il risultato è il medesimo: il ricordo. Purtroppo questo non si fa perché si preferisce usare 2 pesi e 2 misure o perché come suddetto non torna bene a qualcuno. I nostri politici in maniera meschina cercano di strumentalizzare i morti,da una parte si costruiscono statue e piazze in nome delle vittime dei fascismi d’europa ( per capire questo concetto andate a Berlino a vedere la piazza dedicata alla shoah);dall’altra si cerca di accaparrarsi le foibe,il triangolo rosso ed i gulag. Purtroppo la disputa dei conti è ancora a vantaggio di una parte. Comunque tutto cio’ dovrebbe spettare agli storici ( i politici invece di cercare profitto e solidarietà trasversale sfruttando le stragi dovrebbero far quadrare i conti in un’Italia sempre più povera).
Dopo questo lungo inciso mi ricollego all’apertura analizzando questo abominevole disegno di legge. Con la legge Mastella il nostro tanto “amato” stato liberale,democratico e di diritto rinnegherebbe i suoi fondamenti,la sua cultura e la sua storia. Una democrazia se vuole essere tale deve accettare anche le opinioni che le paiono più ostiche e più aberranti. E’ il prezzo che paga a se stessa.
E’ lo stesso motivo per cui la legge Mancino,del 1993, che punisce l’odio razziale,etnico,religioso,è una norma liberticida. L’odio è un sentimento e non si possono mettere le manette ai sentimenti. Io ho il diritto di odiare chi mi pare. Non posso però porre violenza altrimenti s’innescheranno gli strumenti di sanzione giustamente previsti dall’ordinamento giuridico. Afferma Mastella :<< Negare l’olocausto significa che quel che è stato documentato è falso. E quindi si tratterebbe di un’offesa alla memoria ed alla storia>>.
Le democrazie trionfanti sono impazzite. Non accettano più nulla che sia diverso da ciò che esse hanno stabilito come giusto,documentato ed irrivedibile.
Sull’opportunità di simili provvedimenti fanno sentire la loro voce 200 storici italiani con un manifesto-appello con cui invitano il governo a tornare sui propri passi. Uno schieramento trasversale che vede scendere in campo intellettuali di tutte le aree politiche. Secondo loro occorre evitare una “verità storica di stato”.
Il negazionismo è un filone di pensiero composto da storici che basandosi su dati empirici negano o riducono notevolmente il mito dei 6 milioni ( a volte a scuola ho sentito parlare anche di 8…mah!!!) di vittime gassate e poi bruciate nei forni crematori. Addirittura sostengono che in alcuni famosi campi di concentramento i suddetti strumenti di morte neanche esistessero. A questi studiosi,però,non viene dato spazio mediatico in nessuna maniera e non si capisce il perché. Se fossero così pazzi come alcuni loro colleghi sostengono,sarebbe un ottima occasione mandarli in qualche trasmissione televisiva per farli autoridicolizzare.Ma nessuno ha mai osato. Forse allora in ciò che dicono c’è una sorta di verità che fa paura,perché accertato questa sarebbe inutile continuare a speculare sul 27 gennaio. Non sta però a noi dirlo.
Mi limito a portare massimo rispetto per questi professionisti che danno tutta la loro vita per studiare,per poter trasmettere a noi qualcosa del passato.
Mastella vorrebbe privare loro di svolgere onestamente una professione. vorrebbe controllare che ciò che esprimono sia politicamente corretto. Anche Ciampi è intervenuto proprio oggi sostenendo che chi nega l’olocausto è per forza contro Israele. A lor signori suggerirei invece di blaterare senza senso,uno di fare seriamente il ministro visto che in Italia di giustizia ce n’è sempre di meno e all’altro di godersi la pensione d’oro maturata sulle nostre spalle.