Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito Speculazione edilizia a Cologno al Serio (BG)

    La Lega Nord di Cologno al Serio (Bergamo) può essere a ragione definita il partito della speculazione edilizia. La Lega governa il paese dal 1996, ma è dal 2000-2001 che la costruzione di nuove abitazioni è cresciuta a dismisura. Nell’ultimo quinquennio sono sorte ville, villette, palazzine in ogni zona del suolo colognese. Qualcuno potrebbe obiettare che oggi questa è una pratica normale in Italia a causa del boom immobiliare dovuto ai “mutui facili”; ma la situazione di Cologno al Serio è diversa. E’ difficile non scorgere pratiche speculative.
    Il volto della periferia colognese è stato stravolto in molti punti, la campagna del paese è stata modificata in modo notevole, proprio quella campagna che è il simbolo di Cologno, della Cologno agricola che forse ha dimenticato le sue tradizioni e le sue origini!
    Molti sono i cittadini che hanno protestato a causa dell’iniquità dei vari piani regolatori.
    Perché tutta questa voglia di costruire case a Cologno? Chi ci guadagna veramente? Forse qualcuno deve accontentare i vari piccoli e medi imprenditori edili colognesi?

    Basta cantieri! Basta nuove abitazioni! Basta con la speculazione edilizia!

  2. #2
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    Predefinito

    Mandaci una foto su www.eldraghbloeu.com

    ________________
    Oeugg del Dragh


    Mandaci le foto degli eco-mostri
    di casa tua


    BASTA CEMENTO!


    GIUGNO 2006 - Misinto (Milano)


    _________

    BASTA CIMENT!
    DOMA NUNCH!

  3. #3
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    Dall'ultimo numero de El Dragh Bloeu:

    Contra el ciment ghe voeur el coragg
    Contro il cemento ci vuole coraggio
    (Roberto Marini)


    Parlare di buonsenso nell’amministrazione della cosa pubblica nell’Italia dell’anno 2006 può sembrare una barzelletta: la società tutta e di riflesso anche chi la società dovrebbe amministrarla con saggezza di intenti, si ritrova lanciata in una corsa irrefrenabile alla cementificazione e allo sfruttamento smodato del territorio.

    Ci troviamo così a dover subire con assoluta tranquillità la scomparsa nei nostri paesi e nelle nostre città di aree verdi destinate all’agricoltura o più semplicemente al relax e al benessere.
    E’ una sorta di isteria collettiva: le strade, il cemento e le case sono percepite come la normalità della nostra vita quotidiana. Il discorso, ovviamente, andrebbe approfondito maggiormente cercandone ed analizzandone le cause (che comunque hanno già nomi ben precisi), tuttavia in queste righe mi preme tornare al ruolo che gli amministratori comunali dovrebbero giocare per fermare tutto ciò. Si parlava all’inizio di Italia: ecco, questo è il modello che ci dobbiamo scordare.

    Per troppo tempo la nostra bella Insubria è stata vittima di una gestione dell’ambiente e dell’urba-nizzazione tipicamente italiana e quindi incapace di vedere lo sfacelo a cui si andava in contro. Nel momento in cui ci si è dimenticati delle peculiarità del nostro territorio e gli amministratori pubblici hanno cominciato ad inseguire, senza volerlo gestire, il fenomeno della sovrapopolazione, è cominciata la catastrofe. E il modello scelto è stato unico e condiviso con il resto del “bel paese”.

    Aprite la vostra finestra e cercate di guardare la realtà che vi circonda con gli occhi della “sostenibilità”, ovvero chiedetevi se vi sembra veramente sostenibile ciò che accade alle aree periferiche e rurali del vostro paese o della vostra città. La risposta, molto probabilmente, dovrebbe venirvi spontanea e chiaramente la domanda è di quelle retoriche. E’ qui che entra in gioco il ruolo dell’Amministratore locale, cioè la figura di “comando” più vicina ai bisogni e alla vita quotidiana della gente. Ad ogni tornata elettorale siamo chiamati a scegliere non solo un’impostazione politica della nostra quotidianità ma anche e soprattutto persone che con noi hanno in comune quello che viene definito “idem sentire”.

    Sembra una banalità, ma in realtà è qui che la difficoltà del voto entra nel suo aspetto più importante. La fiducia andrebbe data a persone di cui si condividono e sposano i valori e i sentimenti verso la propria terra e la propria identità culturale. Troppe volte, infatti, gli Insubri hanno dato il proprio voto a personaggi che poi hanno usato ed abusato della fiducia concessagli per comportarsi in modo totalmente difforme, come fossero in preda al morbo della rincorsa alla raccolta di oneri per rimpinguare le casse comunali per poter poi così mantenere e giustificare spese ed orpelli inutili.
    Agli Amministratori Insubri nativi e non, bisogna prima di tutto chiedere coerenza di ideali ed amore per la nostra terra: ovvero, la capacità di saper amministrare dandosi dei limiti.

    Il piano regolatore di cui ogni realtà comunale è dotato è l’arma principale per tradurre in azioni tangibili la passione per la propria terra. Per poter contrastare la fuga dalle grandi città e quindi la successiva cementificazione delle periferie, si deve prima di tutto dire basta alla costruzione di grandi agglomerati di palazzi e palazzine che stanno spuntando come funghi velenosi nei prati della nostra Insubria.

    Il piano regolatore non è necessariamente uno strumento di sviluppo ulteriore della superficie costruibile, può benissimo essere uno strumento per dire che il limite è stato raggiunto. Questo non significa bloccare lo sviluppo ma, al contrario, si cerca di migliorare e plasmare l’esistente per una qualità migliore della vita. Questa non è utopia, è solo un problema di risveglio culturale che risiede purtroppo non solo nella cosiddetta “gente comune” ma anche nella classe dirigente che si trova ad amministrare i nostri paesi e le nostre città.

    In questo caso quindi è fin troppo chiaro che si debba andare oltre la classica visione ecologista italiana troppo distratta da tematiche che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia dell’ecosistema i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, cercando di iniziare a pensare in piccolo e sforzandosi di capire che una comunità locale in armonia con la propria terra vive meglio e prospera negli anni. L’Insubria ha bisogno di un moto d’orgoglio, e gli Amministratori locali sensibili a queste istanze hanno il compito di guidarne la rinascita e il riscatto e noi tutti il dovere di appoggiarli.

  4. #4
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  5. #5
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    Purtroppo le condizioni sotto il punto di vista della speculazione edilizia vanno sempre più peggiorando. Non possiedo un macchina fotografica digitale quindi non posso postare nessuna immagine. Comunque chi vive nella bassa bergamasca ed ha a cuore le sorti della nostra terra non può non notare con sdegno lo scempio perpetrato.
    Invito chiunque vive nella zona della Bassa Bergamasca a scrivere in questo 3d per testimoniare questa orribile situazione.

 

 

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