Fallito il tentativo di mettere fuorilegge la revisione della vulgata dell'Olocausto - tentativo giuocato tramite il politico locale, ma fallito grazie all'intervento inaspettato di centinaia di storici nazionali (evidentemente meno codardi di quanto lorsignori si aspettavano) -
ora i Gran Sacerdoti dell'unica religione dell'Occidente
puntano tutto sul politico europeo:
Ci penserà Angela Merkel a blindare la vulgata, allorché, in qualità di presidente di turno della UE, proporrà una lege anti-revisionista per tutti i 27 paesi dell'entità bruxelliana -
così si consola Ricardo Pacifici (presidente delle comunità ebraiche italiane), in una mezza intervista che si deduce in mezzo al fumo di un fumoso articolo del Corriere della sera di oggi, che - come un po' tutti i giornali neosion - in due paginone commenta stizzito il magro risultato del ddl approvato ieri.
E hanno ragione di stizzirsi, i neosion:
oltre a non colpire il revisionismo olocaustico, il nuovo ddl - che ha dovuto ripiegare su un aggravamento delle leggi contro il razzismo - rischia di rivelarsi un boomerang per il Quarto Reich: il risultato è che ora gli immigrati islamici saranno ancora più tutelati, con conseguente difficoltà ad eradicare quei costumi che ostacolano la loro occidentalizzazione.
L'importante è comunque che la ricerca storica non abbia dovuto subire un colpo mortale. Certo, in pratica non cambierà nulla, dal momento che nessun istituto nè ricercatore ufficiale oserà contraddire apertis verbis la vulgata; ma l'importante è che la produzione di coloro che possono permettersi di ricercare in questo senso (Mattogno, ma non solo) possa continuare, venendo a costituire una solida base bibliografica a disposizione di chi intenda vedere entrambe le facce della medaglia. E se in futuro dovesse passare la sciagurata legge censoria, farebbero comunque fatica a saccheggiare biblioteche e librerie e ad adottare il tanto biasimato metodo nazista del "rogo dei libri".




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